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Parere

Parere n. 1116/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario, con istanza cautelare, proposto con deposito diretto ex art. 11 d.P.R. n. 1199/1971, dalla società F.lli Musabelliu s.r.l. contro il Comune di Venezia per l’annullamento: - del provvedimento protocollo n. 2024/171811, Pratica n. 2448767, Fascicolo n. 2015.XIII/2/1.192, notificato in data 9 aprile 2024, con il quale il Comune di Venezia la disposto la sospensione della sua attività di somministrazione di alimenti e bevande San Marco (Venezia) n. 611, per asserita “reiterazione della violazione dell’art. 5, comma 1 del vigente Regolamento Comunale del Canone Unico Patrimoniale di Concessione (D.C.C. N. 9 DEL 04/03/2021, modificato con D.C.C. n. 16 del 31/03/2021)”; - del verbale n. 17170c/2023 del 28 marzo 2023, protocollo n. 2770/2023, di accertamento di violazione amministrativa e comunicazione di avvio del procedimento per asserita violazione del divieto di occupazione di suolo pubblico con installazioni prive di concessione/autorizzazione ai sensi del combinato disposto degli artt. 5, comma 1, e 40 del Regolamento Comunale del Canone Unico Patrimoniale di Concessione; - del provvedimento di diffida del Comune di Venezia, Pratica n. 2147403, Fascicolo 2015.XIII/2/1.192, notificato il 6 giugno 2023, con riferimento alle contestazioni di cui al verbale del 28 marzo 2023 “a non reiterare l’occupazione di suolo in assenza di concessione”; - del verbale n. 18606c/2023 del 23 ottobre 2023, protocollo n.8993/2023, di accertamento di violazione amministrativa e comunicazione di avvio del procedimento per asserita difformità nell’occupazione di suolo pubblico rispetto alla concessione ricevuta per violazione del combinato disposto degli artt. 6, comma 4, e art. 44 del Regolamento del Canone Unico Patrimoniale di Concessione; - nonché di qualsivoglia provvedimento presupposto, conseguente e connesso.

Giustizia amministrativa202400688

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione dei provvedimenti del Comune di Venezia relativi alla sospensione dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande e agli accertamenti di violazioni della disciplina comunale sull’occupazione di suolo pubblico.

Esito

IMPROCEDIBILITA

Prevale l’amministrazione

La questione giuridica

La società ricorrente ha impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, il provvedimento con cui il Comune di Venezia ha disposto la sospensione dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande per asserita reiterazione della violazione del regolamento comunale sul Canone unico patrimoniale, nonché i verbali di accertamento, la comunicazione di avvio del procedimento e la diffida relativi all’occupazione di suolo pubblico senza concessione o in difformità dalla concessione. Sono stati dedotti cinque motivi concernenti il travisamento e l’erronea valutazione dei fatti, il difetto di motivazione e di istruttoria, la violazione dei principi di diligenza, leale collaborazione e correttezza della pubblica amministrazione, l’illogicità e l’impossibilità di attuazione della sospensione riferita a un solo civico e la mancanza della recidiva prevista dal regolamento comunale. Nel corso del procedimento il Comune di Venezia ha proposto opposizione ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. n. 1199/1971, chiedendo la trasposizione del ricorso in sede giurisdizionale.

Il parere

Il Consiglio di Stato ha ritenuto rituale e tempestiva l’opposizione proposta dal Comune di Venezia. Poiché il ricorso straordinario è rimedio alternativo a quello giurisdizionale e la sua utilizzazione presuppone la concorde volontà delle parti, l’opposizione determina la trasposizione della controversia davanti al giudice amministrativo e rende improcedibile il ricorso straordinario. I motivi di merito non sono stati esaminati e la domanda cautelare è stata dichiarata assorbita.

Osservazioni

Opposizione e trasposizione in sede giurisdizionale

L’opposizione del Comune di Venezia è stata ritenuta rituale e tempestiva. Essa impedisce la prosecuzione del ricorso straordinario e comporta la trasposizione della controversia davanti al giudice amministrativo.

Domanda cautelare

La domanda cautelare è stata dichiarata assorbita in conseguenza della declaratoria di improcedibilità del ricorso straordinario per trasposizione.

Motivi di merito

I cinque motivi dedotti dalla società ricorrente non sono stati esaminati, poiché la definizione processuale per improcedibilità ha impedito ogni valutazione sulla legittimità degli atti comunali impugnati.

Norme richiamate

  • art. 10 d.P.R. n. 1199/1971

    opposizione al ricorso straordinario e richiesta di trasposizione in sede giurisdizionale

    L’opposizione rituale e tempestiva dell’amministrazione resistente determina la trasposizione della controversia davanti al giudice amministrativo e rende improcedibile il ricorso straordinario.

  • art. 11 d.P.R. n. 1199/1971

    deposito diretto del ricorso straordinario presso il Consiglio di Stato

    La disposizione è richiamata quale base del deposito diretto del ricorso straordinario al Consiglio di Stato.

  • art. 3 l. n. 241/1990

    obbligo di motivazione del provvedimento amministrativo

    La norma è stata invocata dalla ricorrente per denunciare il difetto e l’erroneità della motivazione, ma il motivo non è stato esaminato.

  • art. 5, comma 1, del Regolamento comunale del Canone unico patrimoniale di concessione

    divieto di occupazione di suolo pubblico con installazioni prive di concessione o autorizzazione

    La disposizione costituisce una delle norme regolamentari poste dal Comune a fondamento degli accertamenti e della sospensione dell’attività.

  • art. 43 del Regolamento comunale del Canone unico patrimoniale di concessione

    disciplina della recidiva

    La disposizione è stata richiamata dalla ricorrente per contestare la sussistenza della recidiva, ma la questione non è stata esaminata.

Massime di principio

  • Nel ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, l’opposizione rituale e tempestiva di una parte ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. n. 1199/1971 determina la trasposizione della controversia in sede giurisdizionale e comporta l’improcedibilità del ricorso straordinario.
  • Il ricorso straordinario, quale rimedio alternativo a quello giurisdizionale, presuppone che nessuna parte eserciti il diritto di adire il giudice amministrativo mediante opposizione; l’opposizione non richiede l’adesione delle altre parti e prevale sulla prosecuzione della sede straordinaria.
  • La declaratoria di improcedibilità del ricorso straordinario per trasposizione assorbe la domanda cautelare proposta nello stesso ricorso.

Improcedibilità del ricorso straordinario per opposizione e trasposizione

Il Consiglio di Stato, Sezione Prima, si è pronunciato su un ricorso straordinario proposto da una società privata contro il Comune di Venezia. La controversia riguardava la sospensione di un’attività di somministrazione di alimenti e bevande e alcuni atti comunali relativi a violazioni della disciplina sull’occupazione di suolo pubblico.

Atti impugnati e motivi di ricorso

La società aveva impugnato il provvedimento comunale di sospensione dell’attività, fondato sulla presunta reiterazione della violazione dell’art. 5, comma 1, del Regolamento comunale del Canone unico patrimoniale di concessione. Erano stati inoltre impugnati due verbali di accertamento, la comunicazione di avvio del procedimento e una diffida a non reiterare l’occupazione di suolo in assenza di concessione.

La ricorrente aveva dedotto:

  • travisamento ed erronea valutazione dei fatti;
  • difetto, erroneità, illogicità e contraddittorietà della motivazione;
  • difetto di istruttoria;
  • violazione dei principi di diligenza, leale collaborazione e correttezza della pubblica amministrazione;
  • negata difesa;
  • illogicità e impossibilità di attuazione della sospensione riferita al solo civico n. 611;
  • mancanza della recidiva prevista dall’art. 43 del regolamento comunale.

Era stata anche proposta istanza cautelare per la sospensione dell’efficacia degli atti impugnati.

Opposizione del Comune

Nel corso del procedimento il Comune di Venezia ha comunicato di avere notificato, il 24 maggio 2024, un atto di opposizione al ricorso straordinario ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. n. 1199/1971, chiedendo la trasposizione della controversia in sede giurisdizionale.

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nella relazione istruttoria, ha concluso per l’improcedibilità del ricorso.

Valutazioni del Consiglio di Stato

La Sezione ha verificato che l’opposizione del Comune fosse stata effettivamente depositata e l’ha ritenuta rituale e tempestiva. Ha quindi richiamato la natura del ricorso straordinario quale rimedio alternativo a quello giurisdizionale.

Secondo il parere, l’opposizione costituisce lo strumento attraverso il quale ciascuna parte può adire il giudice precostituito per legge. La prosecuzione del ricorso straordinario presuppone infatti la concorde volontà di tutte le parti di utilizzare tale rimedio alternativo. Il Consiglio di Stato ha richiamato, in proposito, Cons. Stato, sez. III, 25 maggio 2019, n. 3396, e Cons. Stato, sez. I, 18 dicembre 2015, n. 3496.

Esito

Il ricorso straordinario è stato dichiarato improcedibile per trasposizione ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. n. 1199/1971. I motivi relativi alla legittimità degli atti comunali non sono stati esaminati nel merito. La domanda cautelare è stata dichiarata assorbita.

Come è indicizzato

MaterieRicorso straordinario al Presidente della Repubblica
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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