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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31479/2022 del 23/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello che li aveva condannati per omicidio colposo (art. 589 c.p., in concorso) in relazione al decesso dell'allievo paracadutista Ciocia Michele. Hanno denunciato, in sintesi: vizio di motivazione della Corte d'appello che avrebbe rovesciato l'assoluzione senza motivazione rafforzata; errata applicazione delle norme sul nesso causale (artt. 40, 41 c.p.) e sui casi di esclusione della responsabilità (art. 45 c.p.), sostenendo che l'evento fosse stato determinato da cause sopravvenute ed indipendenti (malore dell'allievo e malfunzionamento del paracadute) che avrebbero escluso la responsabilità degli istruttori; contestazione della rilevanza penale di misure non codificate (uso di tute con prese, zavorre) ritenute dai giudici di merito elementi di buona pratica ma non previsti dall'art. 10 del Regolamento ENAC; richiesta di revoca delle statuizioni civili per avvenuto risarcimento e deduzione della intervenuta prescrizione del reato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi manifestamente infondati e inammissibili, dunque ha confermato nella sostanza la condanna di secondo grado (la pronuncia di condanna rimane) e ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro 3.000,00 ciascuno alla Cassa delle ammende. Tuttavia la Corte ha disposto la revoca delle statuizioni civili contenute nella sentenza di condanna in appello, in ragione della formale revoca della costituzione delle parti civili avvenuta successivamente (le parti civili hanno dichiarato di essere state integralmente risarcite). Le censure in punto di motivazione, nesso di causalità e caso fortuito sono state ritenute infondate: la Corte ha confermato che, nell'ambito di un'attività pericolosa consentita come il paracadutismo, grava sui titolari della posizione di garanzia un obbligo di diligenza e perizia rafforzato e che la Corte d'appello ha fornito motivazione congrua nel ritenere che omissioni 'a monte' (mancata adeguata preparazione/abbigliamento dell'allievo, mancato uso di zavorre, mancata istruzione personale, ecc.) abbiano causalmente contribuito all'evento mortale; ha inoltre sottolineato il limite del sindacato di legittimità sulle valutazioni di merito e l'adeguatezza della rinnovazione istruttoria d'appello.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 589

    Delitto di omicidio colposo; applicata alla fattispecie per la morte dell'allievo in conseguenza di condotte colpose degli istruttori.

  • Codice penale, art. 113

    Concorso di persone nel reato; la partecipazione di più soggetti alla condotta colposa è stata ravvisata e valutata dalla Corte.

  • Codice penale, art. 40

    Disciplina del nesso di causalità; i ricorrenti hanno contestato l'applicazione, ma la Corte ha ritenuto corretta la ricostruzione controfattuale e la concatenazione causale individuata dai giudici di merito.

  • Codice penale, art. 41

    Regole sul concorso di cause nella determinazione dell'evento; trattata la questione se cause sopravvenute ed indipendenti (malore, malfunzionamento) interrompano il nesso causale: la Corte ha condiviso la valutazione di merito secondo cui tali eventi non escludevano la rilevanza delle omissioni 'a monte' degli istruttori.

  • Codice penale, art. 45

    Caso fortuito; i ricorrenti lo hanno invocato (malore imprevedibile), ma la Corte ha ritenuto che non fosse stato dimostrato che il malore fosse evento totalmente eccezionale e scollegato dalle omissioni preventive.

  • Regolamento ENAC, art. 10 (attività lancistica)

    I ricorrenti hanno sostenuto che tute con prese o zavorre non siano previste dall'art. 10; la Corte ha osservato che l'assenza di regolamentazione formale non esclude l'esistenza di norme di buona pratica/consuetudinarie rilevanti ai fini della diligenza richiesta.

  • Codice di procedura penale, art. 603 comma 3-bis

    Norma che consente la rinnovazione dell'istruttoria in appello; la Corte d'appello ha effettivamente rinnovato l'istruttoria, e la Cassazione ha valutato congrua la motivazione risultante da tale attività.

  • Codice di procedura penale, art. 539

    Riguarda le statuizioni civili nella sentenza di condanna; i ricorrenti hanno censurato la statuizione generica ai danni, ma poi le statuizioni civili sono state revocate per revoca della costituzione delle parti civili.

Massime di principio

  • Nelle attività pericolose consentite (es. paracadutismo) la posizione di garanzia è rafforzata: chi assume la funzione di istruttore/garante deve adottare diligenza e perizia superiori e predisporre tutte le misure, anche di buona pratica non codificate, idonee a minimizzare il rischio consentito.
  • L'assenza di una regola scritta non esclude l'obbligo di conformarsi a norme consuetudinarie o alle pratiche di prudenza ritenute usuali nel settore; la violazione di tali prassi può integrare colpa penale se causalmente rilevante.
  • Cause sopravvenute (malore della vittima, malfunzionamento dell'equipaggiamento) non escludono automaticamente il nesso di causalità: se tali eventi sono collegati o interdipendenti con precedenti omissioni o aumentano il rischio creato da condotte colpose, la responsabilità può sussistere.
  • Il giudice di appello che riforma una assoluzione ha l'obbligo di motivare in modo approfondito e confutare i punti salienti della decisione di primo grado; tuttavia la Cassazione è limitata nel sindacare valutazioni di merito purché la motivazione d'appello sia logica e congrua.
  • La revoca della costituzione di parte civile e la dichiarazione di avvenuto risarcimento possono determinare la revoca delle statuizioni civili disposte nella sentenza penale, indipendentemente dal giudizio di legittimità sulla responsabilità penale.
  • Questioni eziologiche e ricostruzioni fattuali alternative sono, di regola, materia di merito e difficilmente rivedibili in Cassazione se supportate da motivazione logica e congrua.

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