Sentenza n. 401/2026 - Lecce, Sezione 1
per l'annullamento: - del “Regolamento per l'applicazione del Canone Patrimoniale di Concessione, Autorizzazione o Esposizione pubblicitarie e dell'Occupazione delle Aree e degli Spazi destinati a Mercati Comunale per la disciplina del Canone Patrimoniale di Concessione, autorizzazione o Esposizione Pubblicitaria e del Canone per le Aree e Spazi Mercatali”, approvato con Delibera di C.C. n. 65 del 26.03.2021, limitatamente agli artt. 1, 3, 4, 6, 9, 10, 11, 14, 16, 17, 18, 22, 23 , 24, 25, 26, 35, 36, 37, 63 e 64; - della Delibera di G.M. n. 75 del 29.03.2021, avente ad oggetto “Approvazione dei coefficienti per determinazione tariffe per il Canone Patrimoniale di Concessione, Autorizzazione o Esposizione Pubblicitaria e dell'Occupazione delle Aree e degli Spazi destinati a Mercati, Legge n. 160/2019, con decorrenza 1° gennaio 2021”; - di ogni atto presupposto, prodromico, successivo, ancorché non conosciuto dalla ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ritenendo che, alla luce della dichiarazione delle ricorrenti, non residuasse alcun interesse alla decisione. Non essendovi opposizione dell'Amministrazione, ha disposto l'integrale compensazione delle spese e delle competenze di giudizio tra le parti.
Atto impugnato: Regolamento comunale sul canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria e sull'occupazione di aree e spazi mercatali, nonché delibera comunale di approvazione dei coefficienti tariffari
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Le società ricorrenti hanno impugnato, limitatamente a numerose disposizioni, il regolamento comunale approvato con deliberazione del Consiglio comunale e la deliberazione della Giunta comunale recante l'approvazione dei coefficienti per la determinazione delle tariffe del canone patrimoniale, oltre agli atti presupposti e conseguenti. Nel corso del giudizio, con memoria depositata il 6 marzo 2026, le ricorrenti hanno dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione, chiedendo che il ricorso fosse dichiarato improcedibile e che le spese fossero compensate. Il Comune non si è opposto né alla declaratoria di improcedibilità né alla compensazione delle spese.
Norme richiamate
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione dell'udienza di smaltimento tenuta da remoto; il testo non gli attribuisce uno specifico ruolo nella decisione sull'improcedibilità.
Massime di principio
- Il ricorso giurisdizionale amministrativo deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando il ricorrente dichiara, nel corso del giudizio, che non sussiste più alcun interesse alla decisione e tale dichiarazione non è contestata dalla parte resistente.
- La mancata opposizione dell'amministrazione alla richiesta di compensazione delle spese, formulata contestualmente alla dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse, costituisce giustificato motivo per disporre l'integrale compensazione delle spese di giudizio.
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