Sentenza del 22/02/2019 n. 5267 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente contestava l'avviso di liquidazione con cui l'Agenzia delle Entrate aveva richiesto l'imposta suppletiva di registro, negando l'applicazione dell'agevolazione prevista dalla L. n. 95 del 1979, art. 5-bis, che consentiva di versare l'imposta di registro in misura fissa per i trasferimenti di aziende appartenenti a imprese sottoposte ad amministrazione straordinaria. La società sosteneva, da un lato, che il presupposto impositivo dovesse collocarsi alla data dell'aggiudicazione provvisoria del 21 luglio 1999, anteriore all'abrogazione della norma agevolativa, e non alla successiva stipula dell'atto notarile del 22 ottobre 1999; dall'altro, contestava che il beneficio potesse essere disapplicato d'ufficio per contrasto con la disciplina europea sugli aiuti di Stato e invocava il principio di affidamento.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che l'agevolazione dell'art. 5-bis costituisse un aiuto di Stato incompatibile con il diritto dell'Unione europea e che, pertanto, non potesse essere riconosciuta neppure per operazioni anteriori all'abrogazione formale della norma. La ultrattività prevista dal D.Lgs. n. 270 del 1999, art. 106, non poteva estendersi a una disposizione in contrasto con il divieto europeo sugli aiuti di Stato. La questione poteva essere rilevata d'ufficio dal giudice in ogni stato e grado del processo. È stata ritenuta irrilevante la discussione sulla data esatta di perfezionamento del presupposto d'imposta, così come è stato escluso che il principio di affidamento potesse fondarsi su una decisione giudiziaria. Il giudizio di definizione agevolata è stato parimenti escluso, poiché la controversia riguardava il recupero di un aiuto di Stato. Le spese di lite sono state compensate tra le parti.
Norme richiamate
L. n. 95 del 1979, art. 5-bis
I trasferimenti di aziende o di complessi aziendali, anche relativi a singoli rami di imprese, appartenenti alle imprese poste in amministrazione straordinaria sono soggetti all'imposta di registro nella misura fissa di un milione.
La disposizione prevedeva un'agevolazione fiscale, ma la Corte l'ha qualificata come aiuto di Stato incompatibile con la disciplina europea della concorrenza; di conseguenza il beneficio non era giuridicamente riconoscibile.
D.Lgs. n. 270 del 1999, artt. 106 e 109
L'art. 109 ha abrogato la disciplina precedente dal 24 agosto 1999, mentre l'art. 106 ne ha previsto l'ultrattività per alcune procedure in corso. Tuttavia, tale ultrattività non può riguardare disposizioni incompatibili con il divieto europeo degli aiuti di Stato.
D.L. n. 50 del 2017, art. 11, convertito dalla L. n. 96 del 2017
La definizione agevolata delle controversie tributarie non si applica alle controversie concernenti, anche solo in parte, il recupero di aiuti di Stato.
Trattato CE, artt. 87 e 88, oggi artt. 107 e 108 TFUE
Le agevolazioni selettive idonee a incidere sulla concorrenza e sugli scambi tra Stati membri costituiscono aiuti di Stato e non possono essere applicate se incompatibili con il mercato comune o con il mercato interno.
D.P.R. n. 131 del 1986, artt. 27 e 43
Le norme disciplinano il momento impositivo e la determinazione della base imponibile dell'imposta di registro. Nel caso concreto, la relativa questione è stata ritenuta irrilevante perché il beneficio fiscale non spettava comunque.
Codice civile, art. 1360
La ricorrente lo richiamava per sostenere la rilevanza della condizione sospensiva collegata all'autorizzazione ministeriale e la retroattività degli effetti dell'aggiudicazione; la Corte ha ritenuto tale argomento non decisivo.
D.P.R. n. 602 del 1973, artt. 20 e 30
Le disposizioni individuano, nell'ambito della definizione agevolata, gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo e gli interessi di mora, distinguendo gli importi dovuti da quelli esclusi.
Massime di principio
- Un'agevolazione fiscale che costituisce un aiuto di Stato incompatibile con il diritto dell'Unione europea non può essere applicata, anche se la norma nazionale era formalmente vigente al momento dell'operazione o se ne era prevista l'ultrattività.
- Il giudice nazionale può rilevare d'ufficio, in ogni stato e grado del giudizio, l'incompatibilità comunitaria della norma che attribuisce l'aiuto di Stato; non è necessario che l'amministrazione finanziaria abbia sollevato espressamente tale eccezione.
- Quando il beneficio fiscale è radicalmente incompatibile con il diritto europeo, diventa irrilevante stabilire se il presupposto d'imposta si sia verificato prima o dopo l'abrogazione della norma agevolativa.
- Le procedure di definizione agevolata delle liti tributarie generalmente non possono essere utilizzate per chiudere controversie relative al recupero di aiuti di Stato.
- Il principio di affidamento tutela il contribuente nei rapporti con l'amministrazione quando ricorrono i relativi presupposti, ma non consente di fondare una pretesa sul semplice contenuto o sulla stabilità di una decisione giudiziaria.
- In situazioni analoghe occorre verificare non solo la validità formale della norma interna e la data dell'operazione, ma anche la sua compatibilità con il diritto dell'Unione europea e l'eventuale qualificazione del beneficio come aiuto di Stato.
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