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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33331/2023 del 28/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I tre ricorrenti impugnavano la conferma in appello, deducendo errori nella valutazione delle prove indiziarie e vizi di motivazione e di diritto. In particolare: (i) per Sugar Cassol si contestava l'insufficienza e l'opacità degli indizi (rilievi papillari, riconoscimento fotografico dei militari, incongruenze nei tabulati e incompatibilità con i riscontri dattiloscopici sul biglietto di pedaggio), oltre a ricostruzioni alternative non considerate; (ii) per Joe Massariol si contestava che la colpevolezza fosse fondata solo su rilievi dattiloscopici su biglietti autostradali e mancanza di prova della commissione materiale del furto; (iii) per Lara Bosco si contestava la carenza probatoria e la mera «compatibilità» delle parti rinvenute sull'auto con quelle del mezzo rubato, l'assenza di prova dell'elemento soggettivo della ricettazione (richiamando la tutela per conviventi more uxorio) e vizi nella determinazione della pena e nel diniego delle attenuanti; (iv) criticavano inoltre la determinazione della pena per Cassol e Massariol (mancata motivazione sul diniego delle attenuanti generiche), la dosimetria per la Bosco e la confisca dell'autovettura disposta ex art. 240 cod. pen.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili e ha rigettato le censure. Ha ritenuto che la Corte territoriale si fosse confrontata con le deduzioni difensive e che, in presenza di una "doppia conforme" (decisione di primo grado confermata in appello), non fosse necessario un esame analitico di ogni singola deduzione. Sui profili di merito relativi agli indizi la Cassazione ha richiamato i principi sulla prova indiziaria (premesse certe; requisiti di gravità, precisione e concordanza ex art. 192 c.p.p.) e ha ritenuto che, nel complesso, le risultanze (tabulati di traffico, riscontri dattiloscopici sui biglietti, riconoscimenti, rinvenimento di parti compatibili e loro collocazione in carrozzeria) fossero sufficienti a sorreggere la decisione di condanna. Quanto alle doglianze sulla pena, la Corte ha confermato la discrezionalità del giudice di merito, ritenendo congrua la valutazione motivazionale e il diniego delle attenuanti generiche alla luce dei precedenti; ha inoltre ritenuto legittima l'esclusione dell'attenuante di particolare tenuità per la ricettazione data la non lieve consistenza economica del bene. Infine, la confisca dell'autovettura è stata giudicata legittima come profitto/pertinenza del reato ex art. 240 cod. pen., alla luce del nesso strumentale tra cosa e reato.

Norme richiamate

  • art. 611, comma 1-bis cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alla richiesta di discussione orale; la Corte ha preso atto della rituale richiesta

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limita l'enunciazione dei motivi nella motivazione della sentenza di legittimità; consentito sintetizzare i motivi nei limiti previsti

  • art. 192, comma 2, cod. proc. pen.

    Principio sui requisiti della prova indiziaria (indizi devono essere gravi, precisi e concordanti); la Corte lo applica per valutare la tenuta dell'apparato indiziario

  • art. 533, comma 1, cod. proc. pen.

    Regola del ragionevole dubbio: la Cassazione osserva che il dubbio invocato dalla difesa era meramente congetturale e non ragionevole alla luce della motivazione

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Obblighi di motivazione nella determinazione della pena: la Corte ricorda che la motivazione può essere sintetica quando la pena non si discosta eccessivamente dal minimo edittale

  • art. 132 cod. pen.

    Criteri generali per la determinazione della pena: richiamati come parametri che il giudice di merito deve rispettare nell'esercizio della discrezionalità

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri di individualizzazione della pena (elementi oggettivi e soggettivi): invocati per giustificare la determinazione della pena e l'esclusione della particolare tenuità

  • art. 648, secondo comma, cod. pen.

    Norma sulla ricettazione e riferimento all'attenuante speciale per tenuità del fatto: la Corte osserva che il valore non lieve del bene esclude la tenuità

  • art. 240 cod. pen.

    Norma sulla confisca: la Corte ha ritenuto legittima la confisca facoltativa quando sussiste un nesso di pertinenzialità/strumentalità tra cosa e reato

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata al termine della pronuncia per gli effetti conseguenti (richiamo procedurale alla esecuzione della decisione)

Massime di principio

  • In materia di prova indiziaria la Cassazione non rifa' il giudizio di merito ma verifica la correttezza logico-giuridica del ragionamento: se le premesse sono certe e gli indizi, nel loro complesso, risultano gravi, precisi e concordanti, la decisione difficilmente viene annullata
  • La presenza di una "doppia conforme" (conferma della sentenza di primo grado in appello) riduce le possibilità di successo in Cassazione: il giudice di legittimità non è tenuto a confutare analiticamente tutte le deduzioni difensive
  • Rilievi tecnici (rilievi dattiloscopici, tabulati di traffico, riscontri su parti meccaniche) considerati nel loro insieme possono costituire prova sufficiente anche se singolarmente presentano punti di compatibilità non assoluta
  • La mancata giustificazione del possesso di cose provenienti da reato può, se non adeguatamente spiegata, integrare prova della conoscenza della illecita provenienza ai fini della ricettazione
  • La discrezionalità nella determinazione della pena e nel riconoscimento delle attenuanti è ampia: la Corte di legittimità sindaca solo la logica e l'assenza di arbitrio o illogicità manifeste
  • La confisca come misura facoltativa richiede il nesso di pertinenzialità/causalità tra cosa e reato; parti di un veicolo provento di furto possono essere considerate profitto/pertinenza se emergono collegamenti diretti e attuali

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