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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17729/2022 del 04/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza del 29/05/2020 del Giudice di Pace di Napoli che aveva condannato Giovanni Salzano per il reato di percosse nei confronti di Giuseppe Nappi, infliggendo una multa di 600,00 euro e disponendo il risarcimento dei danni in separata sede. Il Tribunale di Napoli ha trasmesso gli atti a questa Corte per la riqualificazione dell'impugnazione e per decisione sul rito.

La decisione

La Corte ha riqualificato l'impugnazione come appello e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Napoli per il giudizio di appello. La Corte ha ritenuto applicabile la consolidata giurisprudenza secondo cui l'appello proposto dall'imputato avverso la condanna per pena pecuniaria è ammissibile anche se non è stato impugnato il capoverso relativo al risarcimento del danno, perché l'art. 37 del d.lgs. n. 274/2000 deve essere coordinato con l'art. 574, comma 4, c.p.p., per il quale l'impugnazione sulla responsabilità estende i suoi effetti agli altri punti dipendenti (compreso il risarcimento). Disposte le spese della parte civile all'esito del processo di appello.

Norme richiamate

  • d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274 - art. 37

    non espressa nel testo fornito

    L'art. 37 è stato interpretato in coordinamento con l'art. 574 c.p.p. per ammettere l'appello dell'imputato avverso la sentenza del giudice di pace, anche se non impugna specificamente il capo relativo al risarcimento del danno

  • codice di procedura penale - art. 574, comma 4

    "L'impugnazione proposta avverso i punti della sentenza riguardanti la responsabilità dell'imputato estende i suoi effetti agli altri punti che dipendano dai primi" (sintesi della disposizione)

    L'impugnazione sulla responsabilità penale estende il proprio effetto ai punti della sentenza che dipendono dalla responsabilità, incluso il capo di condanna al risarcimento del danno

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 4, n. 27460 del 15/03/2019, Polimeni, Rv. 276459 - 01)

    citazione di massima indicata nel testo

    Precedente conforme che afferma l'ammissibilità dell'appello dell'imputato contro la condanna pecuniaria del giudice di pace anche senza impugnazione separata del risarcimento, richiamato come orientamento consolidato

Massime di principio

  • Un'impugnazione proposta dall'imputato contro la condanna del giudice di pace alla pena pecuniaria può essere riqualificata e definita ammissibile come appello, anche se non si è impugnato specificamente il capo relativo al risarcimento del danno.
  • L'art. 574, comma 4, c.p.p. estende gli effetti dell'impugnazione sugli altri punti della sentenza che dipendono dall'accertamento della responsabilità: quindi il risarcimento del danno, che presuppone la responsabilità penale, è ricompreso negli effetti dell'appello.
  • Se un atto di impugnazione è formalmente inappropriato (ad es. rivolto alla Corte anziché al Giudice competente), la Corte può, quando ne ricorrano i presupposti, riqualificare l'atto e disporre la trasmissione al giudice competente per la prosecuzione del giudizio.
  • In casi simili è prudente impugnare espressamente tutti i capi della decisione (pena, eventuale risarcimento, spese) per evitare questioni di ammissibilità o necessità di riqualificazione formale.
  • La regolazione delle spese processuali tra le parti civili ed imputato viene decisa al termine del giudizio di appello; la riqualificazione dell'impugnazione non pregiudica la valutazione finale sulle spese.

Testo integrale

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