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Sentenza

Sentenza n. 12691/2026 - Roma, Sezione 3T

Giustizia amministrativa202515572

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inottemperanza del Ministero alla sentenza del Tribunale ordinario di Roma, Sezione Lavoro e Previdenza, n. 5044/2025

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditore del giudicato)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'accertamento dell'inottemperanza del Ministero dell'Istruzione e del Merito alla sentenza del Tribunale di Roma n. 5044/2025, passata in giudicato, e per conseguire le misure necessarie alla sua esecuzione. Ha dedotto l'inadempimento dell'Amministrazione agli obblighi derivanti dal titolo giudiziale. Il Ministero, pur costituito in giudizio, non ha fornito chiarimenti o indicazioni in ordine alla corretta esecuzione della sentenza.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo accertata l'inottemperanza dell'Amministrazione. Ha ribadito che l'azione di ottemperanza proposta per l'esecuzione di una sentenza del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro ha natura meramente esecutiva: il giudice amministrativo deve verificare l'esistenza di un comportamento omissivo o elusivo del giudicato, senza integrare il contenuto della pronuncia né compiere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione. In applicazione dei principi sull'onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore, la mancata dimostrazione da parte dell'Amministrazione dell'avvenuta esecuzione, a fronte dell'allegazione dell'inadempimento, ha giustificato l'accoglimento. Il Ministero è stato condannato a dare esecuzione al titolo entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Per l'eventuale perdurante inadempimento è stato nominato commissario ad acta il direttore generale competente del Ministero, con facoltà di delega e senza compenso, autorizzato a provvedere entro i successivi 90 giorni, anche sostituendosi o superando il dissenso di altre amministrazioni. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di 800 euro oltre accessori per spese processuali, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, c.p.a.

    l’azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l’attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l’adempimento dell’obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi al giudicato

    La disposizione consente di utilizzare il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione, da parte dell'amministrazione, delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza relativo a una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro ha natura meramente esecutiva e serve ad accertare l'eventuale comportamento omissivo o elusivo dell'amministrazione, senza consentire al giudice amministrativo di integrare il contenuto del giudicato o di svolgere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione.
  • Quando il creditore allega l'inadempimento dell'amministrazione al giudicato e l'amministrazione non dimostra né chiarisce di aver correttamente adempiuto, il giudice può accertare l'inottemperanza e ordinare l'esecuzione del titolo, secondo i principi sull'onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore.
  • In caso di persistente inadempimento dell'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, fissando il termine entro il quale egli dovrà intervenire dopo la scadenza del termine assegnato all'amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivoEffetto conformativo e riedizione del potere

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