Sentenza n. 12676/2026 - Roma, Sezione 3T
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inottemperanza dell’Amministrazione alla sentenza del Tribunale di Frosinone passata in giudicato
Esito
Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha chiesto l’accertamento dell’inottemperanza dell’Amministrazione e l’adozione delle misure necessarie per dare esecuzione a una sentenza del Tribunale di Frosinone, giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro, passata in giudicato. Ha dedotto l’inadempimento dell’Amministrazione agli obblighi derivanti dal giudicato. L’Amministrazione, pur intimata e costituita, non ha fornito chiarimenti o indicazioni circa la corretta esecuzione della pronuncia.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha richiamato l’art. 112, comma 2, c.p.a., secondo cui l’azione di ottemperanza può essere proposta per ottenere l’attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti equiparati del giudice ordinario. Ha precisato che, quando il giudicato da eseguire proviene dal giudice civile in funzione di giudice del lavoro, il giudizio di ottemperanza ha carattere meramente esecutivo e si limita ad accertare il comportamento omissivo o elusivo dell’Amministrazione, senza consentire integrazioni o accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione. Ritenuto provato l’inadempimento alla luce delle allegazioni della ricorrente e della mancata dimostrazione, da parte dell’Amministrazione, dell’avvenuta esecuzione, ha condannato il Ministero a dare esecuzione al titolo entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Ha inoltre nominato un commissario ad acta, con facoltà di delega e senza compenso, incaricato di provvedere entro i successivi 90 giorni in caso di persistente inadempimento, anche sostituendosi o superando il dissenso di altre Amministrazioni. Il Ministero è stato condannato al pagamento di 800 euro, oltre accessori di legge, per spese processuali, con distrazione in favore dei procuratori antistatari.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, c.p.a.
l’azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l’attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l’adempimento dell’obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi al giudicato
La disposizione fonda l’azione di ottemperanza per l’esecuzione dei giudicati del giudice ordinario e consente di imporre all’Amministrazione l’adempimento dell’obbligo di conformazione.
Massime di principio
- L’azione di ottemperanza è esperibile per ottenere l’attuazione di una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato e l’adempimento, da parte della pubblica amministrazione, dell’obbligo di conformarsi al giudicato.
- Quando il giudicato da eseguire proviene dal giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro, il giudizio di ottemperanza ha natura meramente esecutiva: il giudice amministrativo deve limitarsi ad accertare l’eventuale comportamento omissivo o elusivo dell’amministrazione, senza procedere a integrazioni o ad accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione.
- A fronte di specifiche allegazioni del creditore sull’inadempimento, la pubblica amministrazione deve fornire chiarimenti e dimostrare l’avvenuta corretta esecuzione del giudicato; la mancata produzione di indicazioni sull’adempimento può fondare l’accertamento dell’inottemperanza.
- In caso di persistente inadempimento dell’amministrazione obbligata, il giudice dell’ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, attribuendogli il potere di provvedere in sostituzione dell’amministrazione e, se necessario, di superare il dissenso di altre amministrazioni coinvolte.
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