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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33250/2024 del 28/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge e vizio di motivazione avverso la revoca della semilibertà. Il Tribunale aveva revocato l'ammissione alla semilibertà considerando condotte disciplinari tenute nel settembre 2023 (ritardi, uso non autorizzato di taxi pagato con carta di credito non autorizzata, rifiuto di controllo della borsa) che, sebbene anteriori alla concessione, erano state comunicate al Tribunale il 24/10/2023. Il ricorrente ha prodotto dichiarazioni della presidente della Cooperativa Lira, già acquisite prima dell'udienza, che fornivano spiegazioni attenuanti e contestavano l'attendibilità delle segnalazioni; tali elementi non sono stati adeguatamente considerati dal Tribunale nella motivazione della revoca.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata, rinviando il procedimento al Tribunale di sorveglianza di Milano per un nuovo giudizio. La Corte ha censurato il vizio motivazionale del provvedimento impugnato perché adottato senza tener conto di documentazione già disponibile e idonea, almeno in potenza, a incidere sulla decisione; ha richiamato il principio della revocabilità dei provvedimenti di sorveglianza quando sopravvengano nuove situazioni di fatto, ma ha precisato che la valutazione deve considerare tutte le evidenze disponibili.

Norme richiamate

  • Principio della revocabilità dei provvedimenti nel procedimento di sorveglianza (giurisprudenza)

    Sez. 1, n. 15552 del 05/02/2020, Zinzi, Rv. 279056 - 01; Sez. 1, n. 15861 del 07/03/2014, Cannmisa, Rv. 259604 - 01

    Il Tribunale di sorveglianza può revocare provvedimenti quando, dopo la loro adozione, emergano fatti nuovi o una diversa situazione di fatto che incidono sulla decisione originaria; tuttavia la revoca richiede un accertamento motivato che consideri tutte le evidenze disponibili.

Massime di principio

  • La revoca di una misura come la semilibertà è ammissibile se sopravvengono fatti nuovi che rendono diverso il quadro valutativo, ma il giudice deve valutare compiutamente tutte le prove e le dichiarazioni già disponibili al momento della decisione.
  • Non è sufficiente per la revoca basarsi su segnalazioni o fatti disciplinari non adeguatamente verificati se sono disponibili elementi di segno contrario forniti dalla difesa; l'omissione di tali elementi integra vizio motivazionale.
  • Se le informazioni che hanno portato alla revoca erano già disponibili prima dell'udienza, il giudice deve prenderle in considerazione; la comunicazione tardiva al tribunale non giustifica l'ignoranza di documentazione già acquisita o presentata in tempo utile.
  • Il rinvio per nuovo giudizio comporta che il Tribunale di sorveglianza dovrà riesaminare liberamente il fatto e il diritto tenendo conto di tutte le evidenze, con possibilità di confermare o riformare la precedente decisione solo dopo valutazione completa.
  • Le condotte disciplinari anteriori all'ammissione alla semilibertà possono costituire motivo di revoca, ma devono essere provate e valutate nel loro contesto (cause, giustificazioni, attendibilità delle fonti) e non assumere automaticamente natura decisiva.

Testo integrale

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