Cassazione Penale, Sentenza n. 33216/2024 del 28/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna per mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione in relazione al riconoscimento dell'elemento soggettivo previsto dall'art. 5 d.lgs. n. 74/2000 (omessa dichiarazione). Sostiene che la Corte d'appello non avrebbe valutato adeguatamente: 1) la richiesta di documentazione societaria rivolta al precedente amministratore; 2) le discrasie fra registri contabili e fatture consegnate; 3) il fatto che durante la sua amministrazione l'imputato avrebbe adempiuto agli obblighi dichiarativi, argomentando quindi l'assenza del dolo richiesto dalla norma.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità, ritenendo che il motivo costituisca mera reiterazione di censure già svolte in sede di appello e debitamente esaminate. I giudici di merito sono stati ritenuti aver motivato congruamente: il ricorrente aveva assunto la carica di amministratore durante il termine per la presentazione della dichiarazione (termine indicato in sentenza), non si è attivato per ottenere la documentazione mancante né per regolarizzare la sua posizione tributaria, e dall'entità dell'omissione è desumibile il dolo specifico di evasione. Conseguentemente il provvedimento impugnato è stato confermato (condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione, pena sospesa, e pene accessorie per il reato di cui all'art. 5 d.lgs. n. 74/2000); il ricorrente è stato poi condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 5, d.lgs. n. 74 del 2000
La norma sanziona l'omessa dichiarazione tributaria; la Corte ha ritenuto che il dolo specifico richiesto per il reato possa essere desunto dall'entità dell'omessa dichiarazione (superamento della soglia di punibilità) unitamente alla consapevolezza, da parte del soggetto obbligato, dell'esatto ammontare dell'imposta dovuta. In pratica, omissioni rilevanti per quantità e la mancata attivazione per ottenere documenti o regolarizzare la posizione sono elementi indiziari della volontà evasiva.
Massime di principio
- Un motivo di ricorso in Cassazione che si limiti a reiterare censure già esaminate dalla Corte d'Appello senza indicare errori di diritto specifici è generalmente dichiarato inammissibile per genericità.
- Nel reato di omessa dichiarazione (art. 5 d.lgs. 74/2000) il dolo specifico può essere desunto dall'entità dell'omissione se questa supera la soglia di rilevanza penale, soprattutto se accompagnata dalla prova che l'obbligato era consapevole dell'ammontare dell'imposta.
- Assumere la carica di amministratore durante il periodo utile per la presentazione della dichiarazione non esime dall'obbligo di dichiarazione: il nuovo amministratore ha il dovere di procurarsi la documentazione necessaria e di regolarizzare la posizione se necessario.
- La mancata iniziativa del soggetto per ottenere documenti non consegnati o per regolarizzare la posizione tributaria pesa contro l'esclusione del dolo e può essere considerata elemento probatorio rilevante.
- In Cassazione è essenziale riferire con precisione i profili di diritto (violazione di norme o vizio logico-giuridico) e dimostrare in cosa la motivazione dei giudici di merito sia carente sotto tali profili, non limitandosi a una disputa sui fatti.
Testo integrale
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