Sentenza del 18/10/2018 n. 26179 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava quattro avvisi di accertamento relativi agli anni d’imposta 2000-2003, emessi dopo il fallimento dell’accertamento con adesione. L’Agenzia contestava costi indebitamente dedotti ai fini IRPEG e IRAP, IVA detratta su operazioni inesistenti, ricavi non contabilizzati e compensi corrisposti ai dipendenti fuori busta senza ritenute fiscali e contributive. La contribuente ha proposto sei motivi di ricorso: omessa pronuncia sul difetto di legittimazione passiva quale sostituto d’imposta; motivazione apparente della sentenza; violazione delle regole IVA e del principio di neutralità; mancata indicazione delle aliquote delle ritenute; mancata allegazione degli atti richiamati negli avvisi; violazione della disciplina agevolativa per le cooperative per assenza del parere degli organi di vigilanza.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo e infondati tutti gli altri. È stata confermata la legittimità della ripresa fiscale, anche sulla base della sentenza penale non definitiva, del processo verbale di constatazione, dei controlli sulle fatture e delle dichiarazioni dei soggetti coinvolti. È stato ribadito che l’IVA relativa a operazioni inesistenti non è detraibile, anche se la fattura è formalmente regolare o il contribuente abbia agito in buona fede. La Corte ha inoltre ritenuto sufficiente la disponibilità delle aliquote e degli atti tramite il processo verbale di constatazione e ha escluso la necessità del parere degli organi di vigilanza quando l’accertamento riguarda l’effettività dei costi e delle operazioni, non i requisiti soggettivi della cooperativa. La contribuente è stata condannata a rimborsare all’Agenzia delle Entrate le spese di lite, liquidate in 13.000 euro oltre spese prenotate a debito.
Norme richiamate
Art. 112 c.p.c. e art. 360 c.p.c.
Il giudice deve pronunciarsi sulle domande ed eccezioni proposte; tuttavia, il motivo è stato dichiarato inammissibile perché la contribuente non ha dimostrato di avere tempestivamente dedotto il difetto di legittimazione passiva nei precedenti gradi di giudizio.
D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36; art. 132 c.p.c.
La sentenza tributaria deve contenere una motivazione effettiva e comprensibile. Non sussiste motivazione apparente quando il giudice espone un percorso logico, indica gli elementi probatori utilizzati e rende controllabili le ragioni della decisione.
D.P.R. n. 633 del 1972, artt. 18, 19, 21 e 26
L’IVA indicata in fattura non è detraibile se l’operazione è oggettivamente o soggettivamente inesistente. La mera regolarità formale della fattura, il pagamento dell’imposta o la buona fede del destinatario non sostituiscono il requisito dell’effettivo acquisto di beni o servizi inerenti all’attività d’impresa.
D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42
L’avviso di accertamento deve consentire al contribuente di comprendere la pretesa fiscale. L’indicazione delle aliquote può risultare anche da un processo verbale di constatazione previamente notificato e conosciuto dal contribuente.
Legge n. 212 del 2000, art. 7
Gli atti richiamati nella motivazione devono essere allegati o comunque messi nella disponibilità del contribuente, salvo che siano già conosciuti o precedentemente notificati. Non è necessaria una nuova allegazione di documenti già ricevuti.
D.P.R. n. 601 del 1973, artt. 11, 12 e 14
Il parere preventivo degli organi di vigilanza riguarda la verifica dei requisiti soggettivi dell’ente cooperativo. Non limita il potere ordinario dell’Amministrazione finanziaria di verificare la natura, l’effettività e le modalità delle operazioni e dei costi, né è necessario quando non vengono disconosciuti in sé i benefici fiscali cooperativi.
Obblighi del sostituto d’imposta
La mancata effettuazione delle ritenute non esonera il sostituto d’imposta dall’obbligo di versare all’Erario le somme corrispondenti. La responsabilità del sostituto può quindi essere accertata anche se il reddito è stato percepito dai lavoratori.
Massime di principio
- Le fatture formalmente corrette non garantiscono la deducibilità del costo o la detrazione dell’IVA: il contribuente deve poter dimostrare l’effettività dell’operazione, la sua inerenza e l’identità reale delle parti.
- Una sentenza penale non definitiva non vincola automaticamente il giudice tributario, ma può essere utilizzata come elemento probatorio se adeguatamente motivata e corroborata da ulteriori indizi.
- Il sostituto d’imposta rimane responsabile del versamento delle ritenute non operate, anche quando il lavoratore è il percettore diretto del reddito.
- Gli atti già notificati al contribuente, come il processo verbale di constatazione, possono integrare la motivazione dell’avviso senza dover essere nuovamente allegati.
- Per le cooperative, il parere degli organi di vigilanza è necessario per le verifiche sui requisiti soggettivi, ma non impedisce all’Amministrazione di contestare costi fittizi, operazioni inesistenti o altre irregolarità contabili.
- Nel ricorso per Cassazione è essenziale dimostrare che le eccezioni siano state tempestivamente proposte nei precedenti gradi e riportare con precisione gli atti rilevanti, per rispettare il principio di autosufficienza.
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