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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33690/2025 del 13/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso contro la sentenza della Corte d'appello di Firenze che confermava la condanna per il reato di cui all'art. 628, comma 2, c.p. I motivi: (1) censura per errata declaratoria di inammissibilità dell'appello di secondo grado per presunta tardività (si sosteneva che la notificazione era del 12/04/2024 e quindi il termine di 30 giorni scadeva il 13/05/2024, giorno di deposito dell'appello); (2) omessa/ apparente motivazione sulla mancata riqualificazione del fatto nel reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni (si contestava la valutazione sul valore del computer, sui tempi del contratto e sulla rilevanza dell'inadempimento dell'agenzia); (3) illogicità della motivazione in merito all'esclusione dell'attenuante ex art. 62 n.4 c.p. e alla qualificazione della violenza; (4) mancata trattazione del motivo relativo alla insussistenza della recidiva; (5) omessa motivazione sulla determinazione della riduzione di pena per le attenuanti generiche e mancata valutazione della richiesta di sanzione sostitutiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha rilevato che l'appello era stato tempestivamente depositato (termine di 30 giorni decorrente dalla notificazione del 12/04/2024, prorogato al 13/05/2024 per la coincidenza con una domenica) e ha tuttavia esaminato i singoli motivi. Ha ritenuto manifestamente infondato il motivo di riqualificazione: i giudici di merito hanno correttamente valutato l'elemento soggettivo (consapevolezza che il bene non competesse all'imputato e fine di procurarsi un profitto ingiusto) distinguendo esercizio arbitrario delle ragioni da rapina. Ha considerato adeguata la motivazione sulla mancata concessione dell'attenuante ex art. 62 n.4 c.p. e sulla recidiva. La richiesta di sanzioni sostitutive è stata ritenuta inammissibile in appello per mancanza di procura speciale, quindi la Corte d'appello non aveva onere motivazionale su quel punto. Conseguentemente, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a versare €3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 628, comma 2 c.p.

    Norma richiamata quale fattispecie penalmente contestata (reato per il quale l'imputato è stato condannato); la Corte ha confermato la qualificazione di reato con riferimento agli elementi materiali e soggettivi riscontrati in fatto.

  • art. 393 c.p.

    Norma richiamata nel motivo relativo alla possibile riqualificazione nel reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni; la Corte ha però ritenuto che, per l'elemento soggettivo, il caso fosse differente e che fosse corretta la qualificazione come reato diverso (rapina/analoghe caratteristiche di cui all'art. 628).

  • art. 585 c.p.p.

    Richiamato congiuntamente all'art. 544, comma 2, per stabilire il termine di 30 giorni per il deposito dell'atto di appello e il punto di partenza dalla notificazione.

  • art. 544, comma 2 c.p.p.

    Interpretato con l'art. 585 c.p.p. per confermare che il termine di impugnazione decorre dalla notificazione e che, se l'ultimo giorno coincide con domenica, si proroga al primo giorno successivo non festivo.

  • art. 62, n. 4 c.p.

    Riferimento all'attenuante della particolare tenuità della violenza o del danno; la Corte ha ritenuto motivatamente esclusa tale attenuante alla luce delle risultanze e della valutazione compiuta dai giudici di merito.

  • art. 611 c.p.p.

    Citato solo per spiegare che il procedimento in Cassazione si è svolto per trattazione scritta in mancanza di richiesta di discussione ex art. 611 c.p.p.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma applicata per disporre la condanna alle spese e l'ordine di versamento di una somma alla Cassa delle ammende in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso, valutando anche profili di colpa.

Massime di principio

  • Termini processuali: se l'ultimo giorno del termine cade in giorno festivo o domenicale, il termine si proroga al primo giorno successivo non festivo; verificare sempre la data di notificazione e il calendario per evitare errori sulla tempestività.
  • Procure e deleghe: per chiedere particolari statuizioni (es. sanzioni sostitutive) in appello è spesso necessaria una procura speciale; l'assenza di tale procura può rendere inammissibile la richiesta e sottrarre la questione al vaglio del giudice.
  • Riqualificazione del fatto: la distinzione tra esercizio arbitrario delle proprie ragioni e reati come la rapina si fonda sull'elemento soggettivo (ragionevole convinzione di un diritto vs consapevolezza di pretendere illecitamente un profitto); per ottenere una riqualificazione occorre dimostrare inequivocabilmente la convinzione del diritto dell'agente.
  • Verifica della motivazione: la Corte di Cassazione controlla la sufficienza e logicità della motivazione dei giudici di merito; censure sulla motivazione devono evidenziare contraddizioni manifeste, omissioni rilevanti o travisamento dei fatti per essere accolte.
  • Onere probatorio in appello e in Cassazione: circostanze di fatto valutate dai giudici di merito sono difficilmente rivedibili in Cassazione se motivate; la strategia difensiva in grado di incidere deve puntare a mostrare la inesistenza o l'inconsistenza logica delle basi fattuali adottate dal giudice.
  • Sanzioni e conseguenze della inammissibilità: la proposizione di ricorso infondato o inammissibile può comportare condanne a spese e ammende; valutare con attenzione la fondatezza del ricorso prima di proporlo.

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