Cassazione Penale, Sentenza n. 31706/2024 del 02/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di 436.800 euro ritenuti profitto del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale. L'accusa: Gilardi, amministratore di fatto della Hi Acquisition Ltd (fallita nel 2017 con effetti limitati ai beni in Italia), avrebbe disposto pagamenti simulati come transazioni a favore di dipendenti licenziati (tra cui lo stesso Gilardi) per distrarre risorse. Motivi di ricorso: (1) motivazione apparente e insufficiente sul fumus del reato; uso improprio di una condanna definitiva in altra vicenda per fondare il sospetto; trasformazione della confisca diretta in confisca di valore e mancata confutazione delle argomentazioni difensive sulla spettanza e congruità delle somme; (2) difetto del periculum in mora necessario per il sequestro, e critica alla legittimità di un sequestro in funzione conservativa prima della fase processuale; eccezione che la somma non potrà essere acquisita allo Stato essendo confisca non obbligatoria e quindi prevalgano diritti del fallimento; (3) errata qualificazione giuridica del fatto: secondo la difesa si tratterebbe al più di bancarotta preferenziale e non fraudolenta, con diritto dell'imputato a percepire le somme.
La decisione
La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondate le censure: il Tribunale ha adeguatamente motivato, evocando la condanna in altra vicenda solo per contestualizzare e dimostrare i collegamenti utili a sostenere la qualità di amministratore di fatto e le ragioni della distrazione. È stato ribadito che il giudice del riesame valuta il fumus in termini di astratta configurabilità del reato e della idoneità degli elementi a giustificare indagini ulteriori, non pronunciandosi sul merito. Il sequestro finalizzato alla confisca diretta è stato considerato legittimo; anche se si preferisse la diversa qualificazione di bancarotta preferenziale, il vincolo sarebbe comunque legittimabile. Le obiezioni difensive circa la spettanza e la congruità della somma sono state ritenute mere asserzioni non sufficientemente confutanti. Le doglianze sul periculum in mora sono generiche e non hanno contrastato la motivazione del giudice; sulla retrocedibilità della somma al fallimento la Corte ricorda che il diritto spetta al curatore fallimentare. P.Q.M.: rigetto del ricorso.
Norme richiamate
Sez. U, n. 25932 del 29/05/2008, Ivanov, Rv. 239692
Sez. U, n. 25932 del 29/5/2008, Ivanov, Rv. 239692
Principio richiamato in tema di limiti della censura sulla motivazione delle misure cautelari reali: la valutazione della Cassazione è limitata alle violazioni di legge e la motivazione è censurabile solo se del tutto mancante o priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza.
Sez. U, n. 5876 del 28/01/2004, Bevilacqua, Rv. 226710
Sez. U, n. 5876 del 28/1/2004, Bevilacqua, Rv. 226710
Richiamata per lo stesso quadro giurisprudenziale sulla rilevanza e limiti del controllo di legalità sulla motivazione delle misure cautelari reali.
Sez. U, n. 45936 del 26/09/2019, Mantova Petroli, Rv. 277257
Sez. U, n. 45936 del 26/09/2019, Mantova Petroli, Rv. 277257
Utilizzata per affermare che il diritto alla retrocessione di somme sottratte ricade nel potere esclusivo del curatore fallimentare, e non autorizza di per sé il rigetto del sequestro cautelare disposto in ambito penale.
Massime di principio
- Il giudice del riesame verifica l'astratta configurabilità del reato (fumus commissi delicti) in funzione dell'idoneità degli elementi a giustificare indagini ulteriori, non pronunciandosi sul merito definitivo.
- La motivazione delle misure cautelari reali deve avere requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza; la Cassazione interviene solo per violazione di legge o assenza totale di motivazione.
- Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto può essere legittimamente disposto anche quando la difesa prospetti una diversa qualificazione giuridica (es. bancarotta preferenziale), se sussistono elementi idonei a fondare il fumus.
- Le asserzioni difensive circa la spettanza o la congruità di somme percepite dalla parte richiedono elementi concreti e documentali per essere efficaci contro la misura cautelare; meri rilievi generici sono insufficienti.
- La sussistenza del periculum in mora va adeguatamente confrontata con la motivazione del giudice; obiezioni generiche sul periculum sono normalmente inefficaci.
- La possibile ricaduta patrimoniale nel fallimento e la pretesa del curatore non escludono automaticamente la validità del sequestro penale: il diritto di reintegrazione compete al curatore e non impedisce il vincolo cautelare penale quando sussistono i presupposti.
- Quando si contesta una misura reale, è utile che la difesa documenti, con elementi probatori, la legittimità del pagamento o l'esistenza di un credito certo, oltre a proporre argomentazioni mirate sul periculum e sulla concreta inesistenza del profitto del reato.
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