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Sentenza

Sentenza n. 4021/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

per l’ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato, Sez. V, n. 6273/2025.

Giustizia amministrativa202601314

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: atto dirigenziale regionale n. 28/2025, ritenuto elusivo del giudicato contenuto nella sentenza del Consiglio di Stato n. 6273/2025

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni regionali)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno agito in ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato n. 6273/2025, chiedendo la dichiarazione di nullità dell’atto dirigenziale regionale n. 28/2025 per asserita elusione del giudicato e l’adozione delle determinazioni necessarie alla loro stabilizzazione, anche mediante nomina di un commissario ad acta. La censura si fondava sull’assunto che il giudicato imponesse alla Regione la stabilizzazione del personale continuativamente utilizzato nei servizi di formazione. La Regione Puglia e ARPAL hanno chiesto il rigetto del ricorso. Il giudice richiama il contenuto della sentenza ottemperanda, secondo cui la Regione, con DGR n. 319/2023, si era autovincolata non al conseguimento del risultato della stabilizzazione, ma soltanto all’attivazione di un procedimento, anche mediante bandi e avvisi, volto a individuare possibili misure per valorizzare le competenze maturate dal personale interessato.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso e ha escluso l’inottemperanza o l’elusione del giudicato. La sentenza n. 6273/2025 aveva imposto un obbligo di mezzi e non un obbligo di risultato: la Regione doveva attivare un procedimento idoneo a fornire una possibile soluzione al problema della stabilizzazione, anche eventualmente in senso negativo, ma non era tenuta a stabilizzare direttamente i ricorrenti. In attuazione di tale obbligo, la Regione ha adottato l’atto dirigenziale n. 28/2025 e ha individuato nel pubblico concorso, bandito da ARPAL con decreto n. 70 del 12 settembre 2025, la soluzione percorribile. Il bando richiede tre anni di esperienza nel settore delle politiche attive e dei servizi per il lavoro e valorizza, con punteggio premiale, titoli ed esperienza maturati sino a cinque anni. Tale soluzione è stata ritenuta compatibile con il giudicato e idonea a bilanciare le aspettative dei ricorrenti con i principi di trasparenza e parità di accesso agli impieghi pubblici. È stata inoltre ritenuta inconferente la disciplina della stabilizzazione del personale precario, poiché i ricorrenti non erano dipendenti della Regione e non avevano instaurato con essa un rapporto di lavoro diretto. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La controversia è stata decisa nell’ambito del giudizio di ottemperanza, volto a verificare la corretta esecuzione del giudicato amministrativo e l’eventuale elusione dello stesso.

  • art. 97 Cost.

    I principi di trasparenza e parità di accesso agli impieghi pubblici giustificano il ricorso alla procedura concorsuale quando gli interessati non siano dipendenti dell’amministrazione stabilizzante.

Massime di principio

  • Quando il giudicato impone all’amministrazione un obbligo di mezzi, consistente nell’attivazione di un procedimento volto a individuare possibili soluzioni, esso non impone necessariamente il conseguimento del risultato finale auspicato dal ricorrente, né consente al giudice dell’ottemperanza di sostituire all’amministrazione una determinata soluzione di merito.
  • Non sussiste elusione del giudicato se l’amministrazione, dopo la pronuncia, attiva un procedimento coerente con il dictum giudiziale e individua, all’esito di tale procedimento, una soluzione anche non coincidente con la stabilizzazione diretta degli interessati.
  • La stabilizzazione mediante procedure riservate o derogatorie non può essere automaticamente invocata da soggetti che abbiano prestato attività per l’amministrazione senza essere suoi dipendenti o senza avere instaurato con essa un rapporto di lavoro diretto.
  • Il pubblico concorso può costituire una modalità lecita per valorizzare l’esperienza maturata da soggetti esterni all’amministrazione, poiché consente di contemperare le loro aspettative con la trasparenza e la parità di accesso agli impieghi pubblici.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaConcorsi pubblici
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del poterePrincipio di legalità e tipicitàConcorrenza ed evidenza pubblica

Testo integrale

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