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Ordinanza

Ordinanza n. 265/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del decreto di inammissibilità dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro emesso dalla Questura di Napoli, datato 11 dicembre 2025, recante Cat.-OMISSIS-/2025/Imm/1^Sez/-OMISSIS- a firma del Dirigente dell'Ufficio Immigrazione della Questura di Napoli, Primo Dirigente della Polizia di Stato, dott.ssa Sara Carpentieri, notificato in data 11 dicembre 2025.

Giustizia amministrativa202507253

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di inammissibilità dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto della Questura di Napoli che ha dichiarato inammissibile la sua istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. In sede cautelare ha contestato, tra l'altro, l'incompetenza del dirigente firmatario, la valutazione del lasso temporale intercorso tra la scadenza del precedente titolo e la presentazione dell'istanza e l'omessa considerazione della possibilità di rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione. Ha inoltre rappresentato di avere già presentato nel 2023 una domanda presso gli uffici di Udine, senza che allora l'amministrazione avesse formulato rilievi analoghi a quelli posti a fondamento del provvedimento impugnato.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso l'efficacia del provvedimento impugnato, fissando l'udienza pubblica per la trattazione del merito. Quanto al vizio di incompetenza, il giudice ha ritenuto, nella sommaria delibazione propria della fase cautelare, che esso apparisse insussistente, poiché il preambolo del provvedimento dava conto della delega espressamente conferita dal Questore al dirigente firmatario, mentre il Questore è l'organo cui la legge attribuisce il potere. Il TAR ha invece ritenuto rilevante, ai fini del fumus boni iuris, la precedente presentazione nel 2023 di una domanda presso gli uffici di Udine, non accompagnata da rilievi analoghi, circostanza idonea a incrinare la valutazione amministrativa sul lasso temporale tra la scadenza del titolo e la nuova istanza. Ha inoltre rilevato che l'amministrazione avrebbe dovuto valutare anche la possibilità di rilasciare un titolo per attesa occupazione. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; il TAR ha ritenuto sussistenti i presupposti per sospendere l'efficacia del provvedimento impugnato.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la precedente presentazione di un'istanza amministrativa, non seguita da rilievi analoghi a quelli successivamente posti a fondamento dell'inammissibilità, può incrinare la valutazione dell'amministrazione sulla rilevanza del periodo intercorso tra la scadenza del titolo di soggiorno e la nuova domanda.
  • Nel procedimento relativo al rinnovo di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro, l'amministrazione deve valutare, ove concretamente prospettabile, anche la possibilità di rilasciare un titolo per attesa occupazione, non potendo limitarsi alla verifica dei presupposti del rinnovo richiesto.
  • La delega conferita dal Questore al dirigente dell'Ufficio immigrazione esclude, in linea di principio, il vizio di incompetenza del dirigente firmatario quando il provvedimento ne dia espressamente conto e il potere appartenga originariamente al Questore.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoMotivazione del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
SottomaterieRinnovo e requisito reddituale
IstitutiIncompetenzaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaTutela cautelare

Testo integrale

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