Sentenza del 20/07/2018 n. 3092 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia
TARSU - avviso di accertamento - procedimento di accertamento delle superfici tassabili - è questione di fatto.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha sostenuto che l'avviso di accertamento fosse illegittimo perché l'accesso agli immobili, effettuato per verificare le superfici soggette alla tassa, non avrebbe rispettato il procedimento previsto dall'articolo 73 del d.lgs. n. 507/1993. La contestazione riguardava quindi sia la regolarità dell'attività di verifica sia la conseguente determinazione delle superfici tassabili.
La decisione
La contestazione non è stata accolta. La violazione delle modalità procedimentali previste dall'articolo 73 del d.lgs. n. 507/1993 non comporta automaticamente l'illegittimità dell'accesso o dell'accertamento, poiché la norma non prevede una specifica sanzione di nullità o inutilizzabilità per l'inosservanza delle disposizioni. Inoltre, la verifica della legittimità concreta dell'accesso costituisce un accertamento di fatto rimesso al giudice di merito e non è normalmente sindacabile in sede di legittimità, salvo vizi rilevanti della motivazione o violazioni di legge.
Norme richiamate
Articolo 73 del d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507
Disciplina il procedimento per l'accesso agli immobili nell'ambito dell'accertamento delle superfici tassabili ai fini TARSU. La sua inosservanza, in assenza di una specifica comminatoria normativa, non determina automaticamente l'illegittimità dell'accesso o dell'avviso di accertamento.
Massime di principio
- La violazione di una regola procedimentale tributaria produce l'illegittimità dell'atto solo quando la legge prevede espressamente una sanzione, come nullità, annullabilità o inutilizzabilità, oppure quando la violazione incide concretamente sulle garanzie del contribuente.
- Nel contestare un accertamento TARSU basato sulla verifica delle superfici, non è sufficiente dedurre genericamente il mancato rispetto delle modalità di accesso: occorre dimostrare quale specifica violazione sia stata commessa e quale concreto pregiudizio abbia arrecato.
- La valutazione delle modalità effettive dell'accesso e della correttezza della ricostruzione delle superfici è normalmente una questione di fatto, riservata al giudice di merito; in Cassazione può essere censurata soltanto nei limiti delle violazioni di legge o dei gravi vizi della motivazione ammessi dal giudizio di legittimità.
- L'assenza di una sanzione espressa nella norma non esclude ogni possibile tutela, ma rende necessario dimostrare che l'attività dell'amministrazione abbia violato norme imperative, diritti fondamentali o garanzie procedimentali essenziali.
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