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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 620/2023 del 11/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Grande impugna l'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di €2.384.161,85, deducendo un unico motivo: vizio di motivazione e violazione di legge per la mancata sussistenza del periculum in mora e del requisito dell'urgenza. Sostiene che il Tribunale si è limitato a richiamare le argomentazioni del G.I.P. senza spiegare in che modo la libera disponibilità delle somme consentirebbe la continuazione dell'attività delittuosa o la dispersione delle garanzie patrimoniali, e senza giustificare la necessità di anticipare l'effetto ablativo della confisca rispetto alla definizione del giudizio; contesta altresì la misura estesa ai beni personali oltre che aziendali senza adeguata motivazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il controllo in sede di legittimità sia limitato a vizi di legge e che non ricorra una carenza radicale della motivazione. Applicando i principi richiamati dalle Sezioni Unite (sent. n. 36959/2021), la Corte ha ritenuto adeguata e sufficiente, sebbene sintetica, la motivazione del Tribunale del riesame in ordine al periculum in mora: il provvedimento ha indicato che la libera disponibilità delle somme potrebbe agevolare la commissione di ulteriori reati della stessa specie e determinare la dispersione delle garanzie patrimoniali necessarie al recupero delle somme indebitamente sottratte, considerata inoltre l'enorme consistenza del denaro. La Corte ha altresì sottolineato che la contestazione circa l'estensione del sequestro ai beni personali rispetto a quelli aziendali è questione di merito, non rilevante per il sindacato di legittimità qui esercitato. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen.

    Il sequestro è stato disposto avendo ritenuto la somma quale profitto dei reati associativi richiamati; la norma è richiamata come illecito sostanziale alla base della confisca.

  • legge 16 marzo 2006, n. 146, art. 3

    Richiamata in relazione alla fattispecie associativa/massimale, integra il quadro normativo dei reati a cui è riconnesso il profitto sequestrato.

  • d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, artt. 2, 5, 8, 10-ter

    Norme sui reati tributari ritenuti concorrenti; la somma sequestrata è qualificata come profitto dei reati tributari indicati.

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Dispositivo normativo sul sequestro preventivo finalizzato alla confisca: la Corte ricorda l'obbligo di motivazione, anche sintetica, del periculum in mora quando si anticipa l'effetto ablativo della confisca.

  • art. 240 cod. pen.

    Norma sulla confisca: la misura cautelare è finalizzata a conservare l'efficacia della futura confisca del profitto del reato.

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Richiamato perché il Tribunale del riesame aveva confermato il sequestro in una precedente ordinanza ai sensi di questa disposizione; contesto procedurale del riesame.

  • art. 324, comma 5, cod. proc. pen.

    Norma sulla competenza a seguito di annullamento con rinvio della Cassazione; motivo per cui il Tribunale di Catanzaro è tornato a decidere nel merito cautelare.

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Stabilisce che il ricorso per cassazione contro ordinanze di sequestro è ammesso solo per vizio di violazione di legge; la Corte specifica i limiti del sindacato di legittimità (anche radicale carenza della motivazione).

  • art. 316 cod. proc. pen.

    Richiamato per analogia con il sequestro conservativo: la ratio del sequestro preventivo finalizzato alla confisca è preservare anticipatamente l'effetto ablativo che altrimenti potrebbe essere vanificato.

  • Sez. U, sent. n. 36959 del 24/06/2021 (Ellade)

    il parametro della "esigenza anticipatoria" della confisca a dovere fungere da criterio generale cui rapportare il contenuto motivazionale del provvedimento

    La pronuncia delle Sezioni Unite chiarisce che la motivazione del periculum in mora deve collegarsi all'esigenza di anticipare l'effetto della confisca e specificare le ragioni per cui, nelle more del giudizio, il bene sequestrando potrebbe essere utilizzato, disperso o alienato, rendendo impraticabile la successiva confisca. Il Tribunale del riesame ha applicato questi principi in modo sufficiente.

Massime di principio

  • Il sindacato di legittimità sulle ordinanze di sequestro è limitato ai vizi di legge: per essere ammissibile il ricorso in Cassazione occorre dimostrare una violazione normativa o una carenza radicale della motivazione.
  • Per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca l'elemento decisivo è il periculum in mora inteso come "esigenza anticipatoria" della confisca: il giudice deve spiegare perché non è possibile attendere la conclusione del processo senza vanificare l'effetto ablativo.
  • La motivazione può essere sintetica ma deve comunque indicare le ragioni per cui, durante il processo, il bene (soprattutto se fungibile come denaro) potrebbe essere utilizzato, disperso o alienato, o pregiudicare il recupero delle somme.
  • La maggiore fungibilità e consistenza delle somme di denaro giustifica una valutazione più stringente del rischio di dispersione delle garanzie e idoneità del sequestro.
  • Questioni relative all'estensione del sequestro (es. beni personali vs aziendali) tendono a rientrare nel merito e sono in genere non decisive ai fini del controllo di legittimità, salvo che la motivazione sia del tutto mancante o formalmente viziata.
  • In fase di impugnazione in Cassazione è necessario impostare le censure entro i limiti delle materie rieposte dall'art. 325 c.p.p.; censure meramente di valutazione del fatto o della discrezionalità cautelare difficilmente ottengono accoglimento.

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