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Sentenza

Sentenza n. 4768/2026 - Milano, Sezione 3

Per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 1379/2025, depositata il 21.03.2025

Giustizia amministrativa202505203

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 1379/2025, che aveva condannato il Ministero a mettere a disposizione la carta docente o un beneficio equipollente per gli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024, per € 500 annui

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La docente ha proposto ricorso per ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 1379/2025, depositata il 21 marzo 2025, chiedendo il rilascio della carta docente riconosciuta per gli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024, nella misura di € 500 per ciascun anno. Ha dedotto la mancata esecuzione del titolo giudiziale. L’azione di ottemperanza non comprendeva le spese di lite liquidate nel giudizio davanti al Tribunale di Milano, distratte in favore dei difensori.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, accertando l’inottemperanza del Ministero: la sentenza posta in esecuzione era passata in giudicato e ritualmente notificata, era decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto per il pagamento e non risultavano eseguiti pagamenti, neppure parziali. Il Ministero, pur costituito, non ha contestato l’esistenza o l’ammontare del credito né ha fornito informazioni sull’esecuzione. Ha ordinato il pagamento integrale entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza. In caso di ulteriore inottemperanza, il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza è nominato commissario ad acta, con facoltà di delega, e dovrà provvedere entro 60 giorni dalla comunicazione dell’inottemperanza, a cura della ricorrente. Le spese del giudizio sono state poste a carico del Ministero e liquidate in € 800, oltre accessori, con distrazione ai difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997

    Il Tribunale osserva come, rispetto al titolo della cui ottemperanza si tratta – passato in giudicato e notificato ritualmente - sia decorso il termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento, previsto dall’art. 14 del d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30.

    Il termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento era decorso rispetto al titolo giudiziale passato in giudicato e ritualmente notificato, consentendo di accertare l’inottemperanza.

Massime di principio

  • Quando una sentenza di condanna al pagamento è passata in giudicato, è stata ritualmente notificata ed è decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto per il pagamento, la mancata corresponsione del credito, anche solo parziale, giustifica l’accertamento dell’inottemperanza e l’ordine di esecuzione.
  • Se l’amministrazione, costituita nel giudizio di ottemperanza, non contesta l’esistenza o l’ammontare del credito e non fornisce indicazioni sull’esecuzione, il giudice può valorizzare tale condotta unitamente alla documentazione e alle dichiarazioni della parte ricorrente nel verificare l’inadempimento.
  • In caso di mancata esecuzione dell’ordine impartito in sede di ottemperanza, il giudice può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, fissando il termine per l’intervento sostitutivo e consentendogli di delegare l’attività a personale dello stesso ufficio.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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