Ordinanza n. 1982/2026 - Napoli, Sezione 4
per l'annullamento della Disposizione Dirigenziale n. -OMISSIS- del 25.5.2023, prot. n. -OMISSIS- del 13.6.2023, notificata in data 15.6.2023, recante diniego dell''istanza di permesso di costruire in sanatoria prat. n. -OMISSIS-/04 presentata ai sensi della legge n. 326/2003 per la sanatoria delle opere realizzate in Napoli alla -OMISSIS- e conseguente ordine di demolizione delle stesse, nonché, di ogni altro atto preordinato, connesso e conseguente comunque lesivo degli interessi del ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di permesso di costruire in sanatoria ai sensi della legge n. 326/2003 e conseguente ordine di demolizione
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego dell'istanza di permesso di costruire in sanatoria relativa a opere realizzate in Napoli, deducendo l'illegittimità delle ragioni poste dal Comune a fondamento del diniego. In sede cautelare il TAR aveva rilevato, quanto al rischio frana, che l'Autorità di Bacino Distrettuale aveva attestato la non ricadenza dell'immobile in aree di pericolosità e rischio idraulico secondo il vigente Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico, in conseguenza della riparametrazione approvata su proposta del Comune. Il giudice aveva inoltre ravvisato fumus in relazione al limite volumetrico di 750 mc previsto dall'art. 39 della legge n. 724/1994: il diniego indicava una volumetria di 785 mc, ma tale dato sembrava derivare da un sopralluogo del 2023 riferito all'ampliamento e non da un accertamento del volume complessivo dell'immobile alla data rilevante. La perizia giurata di parte indicava invece una superficie di 233,88 mq e un volume di 746,29 mc. In sede di merito il TAR ha ritenuto necessario acquisire una verifica tecnica formale e incontestabile sul superamento o meno del limite volumetrico.
La decisione
Il TAR non ha definito il merito della controversia. Ha disposto una verificazione tecnica, affidandola al Direttore dell'Ufficio del Genio Civile di Napoli o a un funzionario delegato, con il quesito di accertare se il volume dell'immobile sito in Napoli e censito al catasto indicato nel provvedimento superi o meno 750 mq. La verificazione dovrà svolgersi nel contraddittorio delle parti, previo avviso almeno cinque giorni prima delle operazioni, e la relazione dovrà essere depositata entro 90 giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza. È stato posto provvisoriamente a carico del ricorrente un acconto di € 800,00 per il verificatore, ai sensi dell'art. 66, comma 2, c.p.a. La trattazione del merito è stata rinviata all'udienza pubblica del 19 novembre 2026. L'ordinanza richiama anche la precedente ordinanza cautelare, con la quale era stata accolta la domanda cautelare in ragione del venir meno, prima facie, del rischio frana e della plausibile insussistenza del superamento del limite volumetrico; tuttavia, l'esito definitivo della domanda di annullamento resta non determinato.
Norme richiamate
art. 39 l. n. 724/1994
limite volumetrico di 750 mc
Il limite volumetrico costituisce una delle condizioni rilevanti per la sanabilità dell'intervento; il suo effettivo superamento deve essere accertato con riguardo al volume complessivo dell'immobile e mediante un accertamento tecnico adeguato.
legge n. 326/2003
È indicata quale base normativa dell'istanza di permesso di costruire in sanatoria presentata dal ricorrente.
art. 66, comma 2, c.p.a.
Richiamato quale fondamento per la corresponsione dell'acconto provvisorio al soggetto incaricato della verificazione.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003
Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, quale ulteriore base per l'oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Quando il diniego di sanatoria edilizia si fonda sul superamento di un limite volumetrico, l'amministrazione deve disporre di un accertamento attendibile riferito al volume complessivo dell'immobile e alla data giuridicamente rilevante; un sopralluogo successivo che rilevi soltanto l'ampliamento non è di per sé sufficiente a dimostrare il superamento del limite.
- Se la documentazione tecnica prodotta dalle parti offre ricostruzioni divergenti sul volume dell'immobile e tale dato è decisivo per la definizione del giudizio, il giudice amministrativo può disporre una verificazione tecnica d'ufficio, da svolgersi nel contraddittorio delle parti, prima di decidere il merito.
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