Sentenza del 23/12/2016 n. 7332 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
IVA - Partecipazione alla frode - Colpevole negligenza - Indizi sufficienti - Inversione onere probatorio - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl ricorso è stato respinto. Una volta che l'Amministrazione ha fornito elementi gravi e sufficienti circa l'inesistenza delle operazioni o la partecipazione del contribuente alla frode, è ricaduto sulla ricorrente l'onere di dimostrare l'effettività delle operazioni e la propria estraneità alla frode. Tale prova non è stata ritenuta raggiunta. La detrazione dell'IVA è stata quindi negata.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato la ripresa fiscale sostenendo, in sostanza, la legittimità delle fatture e l'effettiva esistenza delle operazioni. L'Amministrazione ha invece fornito indizi sufficienti a dimostrare l'inserimento delle operazioni in un meccanismo fraudolento. Gli elementi valorizzati sono stati l'assenza di verifiche preventive sulla struttura del fornitore, l'elevato importo dei costi, gli ordinativi effettuati via fax, la consegna della merce presso un casello autostradale, il precedente coinvolgimento della società in analoghi meccanismi e il patteggiamento intervenuto in sede penale. Tali circostanze hanno evidenziato, quantomeno, la consapevolezza o la colpevole negligenza della contribuente rispetto alla frode.
Norme richiamate
Art. 444 c.p.p.
patteggiamento dell'applicazione della pena
Il patteggiamento penale è stato considerato, insieme agli altri elementi, quale circostanza indiziaria rilevante ai fini della valutazione della consapevolezza o della colpevole negligenza del contribuente.
Massime di principio
- Quando l'Amministrazione dimostra con elementi oggettivi che le fatture possono riferirsi a operazioni inesistenti o a una frode IVA, l'onere probatorio si sposta sul contribuente, che deve dimostrare l'effettività delle operazioni e la propria buona fede.
- La mera disponibilità di fatture formalmente regolari non è sufficiente per conservare il diritto alla detrazione IVA se emergono anomalie commerciali, logistiche o documentali.
- La mancata verifica dell'affidabilità e della struttura del fornitore, soprattutto in presenza di importi elevati o modalità operative anomale, può integrare colpevole negligenza e dimostrare che il contribuente avrebbe dovuto sapere della frode.
- La valutazione avviene sulla base di una pluralità di indizi: nessun elemento isolato è necessariamente decisivo, ma il loro insieme può provare la consapevolezza o la negligenza del contribuente.
- Un esito penale di patteggiamento può essere utilizzato come elemento indiziario nel giudizio tributario, da valutare congiuntamente alle altre prove.
- Per tutelare la detrazione IVA, il contribuente dovrebbe conservare prove concrete delle verifiche effettuate sul fornitore, della realtà delle consegne, dei pagamenti, della movimentazione dei beni e della normale logica economica dell'operazione.
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