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Sentenza

Sentenza n. 118/2026 - Bologna, Sezione 2

per l’ottemperanza della sentenza n. 826/2023, pubblicata in data 21.11.2023, emessa dal Tribunale di Bologna – Sez. lavoro.

Giustizia amministrativa202501263

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione di una sentenza del Tribunale ordinario che aveva riconosciuto il diritto alla corresponsione della Carta Docenti per più annualità

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente creditrice)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Bologna, Sezione lavoro, che aveva riconosciuto il suo diritto a percepire la Carta Docenti per una pluralità di annualità. Ha dedotto la perdurante inerzia del Ministero dell'Istruzione e del Merito nell'esecuzione della pronuncia, divenuta irrevocabile e notificata al domicilio reale dell'Amministrazione. Ha inoltre chiesto l'applicazione di penalità di mora. Il Ministero, pur ritualmente evocato, non si è costituito. Il termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'esecuzione spontanea era decorso senza adempimento.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo comprovati il passaggio in giudicato della sentenza ottemperanda, la sua rituale notificazione all'Amministrazione e il decorso del termine legale di 120 giorni per l'adempimento spontaneo. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione alle statuizioni della sentenza, detraendo quanto eventualmente già corrisposto, entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione amministrativa della presente decisione. In caso di ulteriore inadempimento, ha nominato sin d'ora un commissario ad acta, individuato nel dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna o in un funzionario delegato, da attivarsi su istanza della ricorrente entro i successivi 90 giorni. Ha accolto anche la domanda di penalità di mora, fissandola in misura pari agli interessi legali decorrenti dalla scadenza del termine assegnato per l'esecuzione fino all'effettivo pagamento, rilevando che la sentenza ottemperanda non prevedeva interessi o rivalutazione. Le spese sono state poste a carico del Ministero, con liquidazione di euro 1.500, oltre accessori, spese generali e restituzione del contributo unificato, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Costituisce la base normativa dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l'esecuzione della sentenza, fissare un termine per l'adempimento, nominare un commissario ad acta e disporre penalità di mora.

Massime di principio

  • Quando una sentenza passata in giudicato, ritualmente notificata all'amministrazione debitrice, non viene eseguita dopo il decorso del termine legale per l'adempimento spontaneo, il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'amministrazione di eseguire la pronuncia entro un nuovo termine perentorio.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, da attivarsi su istanza della parte interessata, per provvedere in via sostitutiva in caso di ulteriore inerzia dell'amministrazione.
  • La penalità di mora può essere disposta nel giudizio di ottemperanza anche quando la sentenza da eseguire non abbia previsto interessi o rivalutazione; la misura decorre dalla scadenza del termine assegnato per l'esecuzione fino all'effettivo adempimento.
  • Nell'esecuzione di una pronuncia che riconosce somme di denaro devono essere detratte le somme eventualmente già corrisposte dall'amministrazione nelle more del giudizio di ottemperanza.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEfficacia ed esecutorietàTermini del procedimento

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