Ordinanza n. 131/2026 - Brescia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: revoca del nulla osta alla conversione del permesso di soggiorno stagionale per mancata produzione del certificato di idoneità alloggiativa
Esito
Favorevole al resistente (prefettura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, il provvedimento formalmente qualificato come revoca del nulla osta all’ingresso, adottato dallo Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura di Bergamo. Il TAR ha rilevato che, in base al contenuto dell’atto e ai chiarimenti resi in giudizio, l’Amministrazione intendeva in realtà revocare il nulla osta alla conversione del permesso di soggiorno, rilasciato il 24 aprile 2025 in relazione alla domanda di conversione del permesso stagionale presentata il 14 febbraio 2025. Le censure erano fondate sull’erroneo presupposto che l’atto riguardasse il nulla osta all’ingresso. Il ricorrente, più volte sollecitato dall’Amministrazione, non aveva prodotto il certificato di idoneità alloggiativa dell’immobile, senza dimostrare obiettive cause di forza maggiore. Ha inoltre rilevato documentazione successiva all’adozione dell’atto, ritenuta irrilevante ai fini della valutazione della legittimità provvedimentale.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare per insussistenza del fumus boni iuris. Ha ritenuto che, correttamente qualificato come revoca del nulla osta alla conversione del permesso di soggiorno, il provvedimento fosse adeguatamente motivato e resistesse alle censure, poiché la disponibilità di un alloggio idoneo deve essere dimostrata al momento della domanda di conversione e la sua mancanza comporta la revoca del nulla osta già rilasciato. L’omessa produzione del certificato di idoneità alloggiativa, nonostante le reiterate richieste dell’Amministrazione e in assenza di forza maggiore, giustificava quindi la misura adottata. La valutazione della legittimità è stata ancorata alla situazione esistente al momento dell’adozione dell’atto, con irrilevanza della documentazione formata o prodotta successivamente. Il ricorrente è stato condannato alle spese della fase cautelare, liquidate in 1.000 euro oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Disciplina la domanda cautelare; il rigetto è stato motivato dall’insussistenza del fumus boni iuris.
art. 22, comma 2, lett. b), d.lgs. 286/1998 (TUI)
art. 22 co. 2 lett. b) TUI
Impone allo straniero, al momento dell’istanza di conversione, di dimostrare la disponibilità di un alloggio idoneo.
art. 22, comma 5-quater, d.lgs. 286/1998 (TUI)
successivo comma 5 quater
La mancanza del requisito dell’alloggio idoneo comporta la revoca del nulla osta precedentemente rilasciato.
Massime di principio
- Nella conversione di un permesso di soggiorno stagionale, la disponibilità di un alloggio idoneo deve essere dimostrata al momento della presentazione dell’istanza; l’accertata mancanza del requisito consente la revoca del nulla osta già rilasciato.
- La qualificazione dell’atto amministrativo deve essere desunta dal suo contenuto effettivo e dalla funzione concretamente esercitata, anche quando la denominazione formale utilizzata dall’Amministrazione sia inesatta.
- L’omessa produzione, nonostante reiterate richieste dell’Amministrazione, della documentazione necessaria a comprovare un requisito per la conversione del permesso di soggiorno, in assenza di cause obiettive di forza maggiore, esclude il fumus boni iuris della domanda cautelare contro la revoca del nulla osta.
- La legittimità del provvedimento amministrativo deve essere valutata con riferimento alla situazione di fatto e di diritto esistente al momento della sua adozione; la documentazione successiva non incide, di regola, su tale valutazione.
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