Cassazione Penale, Sentenza n. 27597/2023 del 26/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per cassazione avverso la riforma parziale della sentenza di primo grado: contestata la derubricazione del reato da furto in abitazione (art. 624-bis c.p.) a furto semplice (art. 624 c.p.) con presunta violazione del principio di correlazione tra fatto e sentenza e mancata possibilità di contraddittorio; dedotta carenza del dolo specifico in quanto l'imputato ha sempre dichiarato di essere proprietario (o comproprietario) della televisione sottratta; inoltre censurata la mancata valutazione delle circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il motivo relativo alla carenza di motivazione sull'elemento soggettivo (dolo specifico) e sulla mancata valutazione della pretesa proprietà del televisore, ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte d'Appello di Messina. Ha escluso che vi sia stata violazione del principio di correlazione ex art. 521 c.p.p., ritenendo che l'imputato fosse stato posto in condizione di difendersi; la questione sulle attenuanti generiche è stata assorbita dalla decisione di annullamento e rinvio.
Norme richiamate
art. 624-bis cod. pen.
La norma originariamente richiamata è stata oggetto di derubricazione in sede d'appello; la Cassazione osserva che la qualificazione giuridica spetta al giudice ma questi deve valutare e motivare gli elementi essenziali, ivi compresi aspetti rilevanti per il dolo specifico quando emergono dalla difesa.
art. 624 cod. pen.
Il furto semplice richiede il dolo di appropriarsi di cosa altrui: la Corte ha richiamato l'obbligo per il giudice di valutare l'allegazione della proprietà da parte dell'imputato, poiché incide direttamente sulla sussistenza del dolo specifico.
art. 111 Cost.
Richiamato in relazione al diritto di difesa e al giusto processo; la Cassazione ha verificato che il diritto di difesa non sia stato compromesso dalla derubricazione quando gli elementi fondamentali del fatto erano noti.
art. 6 CEDU
Riferimento al diritto a un processo equo; la Corte ha ritenuto che non vi sia stato pregiudizio difensivo perché l'imputato era stato informato del fatto essenziale oggetto di giudizio.
art. 512 cod. proc. pen.
Principio di correlazione tra contestazione e sentenza: la Corte ha analizzato la questione e ha ritenuto che la derubricazione non abbia violato il principio se gli elementi materiali del fatto erano già contestati.
art. 521 cod. proc. pen.
La Corte ha precisato, conformemente a giurisprudenza consolidata, che non ogni modifica dell'accusa integra violazione del principio ex art. 521 c.p.p.; occorre che la modifica pregiudichi la possibilità di difesa dell'imputato.
art. 62-bis cod. pen.
Norma sulle circostanze attenuanti generiche: la mancata motivazione sul loro riconoscimento è stata ritenuta questione connessa alla ricostruzione del fatto e quindi assorbita dalla declaratoria di annullamento e rinvio.
Massime di principio
- La riclassificazione del fatto da parte del giudice è ammessa, ma non può pregiudicare il diritto di difesa: se il capo di imputazione contiene gli elementi essenziali del fatto, la modifica non costituisce automaticamente violazione del principio di correlazione.
- Quando l'imputato dichiara di essere proprietario della cosa sottratta, il giudice d'appello è obbligato a valutare e motivare specificamente l'attendibilità di tale affermazione, perché incide direttamente sulla sussistenza del dolo richiesto per il reato di furto.
- La carenza di motivazione su un elemento soggettivo decisivo (es. consapevolezza di appropriarsi di cosa altrui) può determinare l'annullamento della sentenza e il rinvio per nuovo giudizio, poiché la Cassazione non decide sui fatti ma verifica la completezza della motivazione.
- La mancata o insufficiente valutazione delle circostanze attenuanti generiche va specificamente motivata; se la questione è collegata a un vizio di motivazione sul fatto principale, sarà assorbita dal rinvio disposto dalla Cassazione.
- Il ricorso per cassazione è efficace quando denuncia vizi di motivazione o violazioni di diritto che abbiano inciso sulla possibilità di difesa; per questioni di fatto (es. chi sia il proprietario) la Cassazione di solito rinvia il giudizio al giudice di merito per un nuovo esame probatorio.
- Per la difesa è importante documentare e far emergere fin dal processo di merito le rivendicazioni di proprietà e chiedere espressa valutazione motivata da parte del giudice su tali elementi.
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