Cassazione Civile, Sentenza n. 2155/2021 del 01/02/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Controversia relativa a concessioni di derivazione d'acqua per impianti idroelettrici sul fiume Marta: l'I.E.S. aveva ottenuto in precedenza concessioni per due piccole derivazioni e aveva chiesto autorizzazioni per costruire impianti; successivamente la Regione/Consorzio e la società EN (poi IDREN) promuovevano atti (estensione temporale di una concessione irriguo del Consorzio, concessioni ad EN per centraline, procedure semplificate e lavori connessi) che, secondo I.E.S., creavano conflitto e conducevano a sfruttamento idroelettrico occulto della stessa risorsa. Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (TSAP) aveva accolto i ricorsi dell'I.E.S., ritenendo illegittima l'estensione della concessione irriguo (per sviamento di potere), illegittima la delibera comunale di vincolo e illegittimi alcuni provvedimenti autorizzativi regionali, nonché annullando la decadenza dalle concessioni disposta a carico dell'I.E.S.. Provincia e IDREN hanno impugnato in Cassazione chiedendo l'annullamento della sentenza TSAP per vizi di competenza, procedura, tardività, e per aver il TSAP ritenuto non vincolante il parere negativo di ARDIS e sussistente lo sviamento di potere.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale (Provincia di Viterbo) e il ricorso successivo (IDREN), confermando in sostanza la sentenza del TSAP n.202/18. Ha ritenuto inammissibili o infondati i motivi di cassazione: la conferenza di servizi e l'amministrazione procedente devono valutare le posizioni prevalenti e il parere negativo espresso da ARDIS non è automaticamente ostativo ma va ponderato; i ricorsi incidentali proposti da EN/IDREN sono stati dichiarati tardivi e comunque infondati; la estensione della concessione irriguo è stata valutata come strumentale (sviamento di potere) alla creazione di condizioni per sfruttamento idroelettrico da parte di terzi; la decadenza delle concessioni dell'I.E.S. era consequenziale al diniego illegittimo dell'autorizzazione unica e pertanto annullabile; infine la Corte ha confermato la competenza provinciale per le piccole derivazioni e ha rigettato i rilievi procedurali sollevati dagli appellanti. Spese compensate per integrale complessità.
Norme richiamate
r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775 (Testo unico sulle acque)
Richiamate le norme sulla priorità di utilizzo delle acque, sulle procedure di concessione e sulla giurisdizione del TSAP; il Tribunale ha applicato i principi di priorità e le regole sulla messa in concorrenza e competenza per derivazioni (articoli vari citati: 7, 45, 55, 143, 147 e altri).
legge 7 agosto 1990, n. 241 (trasparenza e procedimento amministrativo), art. 14 e ss. e art. 14-ter
La Corte ricorda che la determinazione conclusiva della conferenza di servizi deve motivare sulla base delle posizioni prevalenti espresse; i pareri negativi espressi nella conferenza non vincolano automaticamente l'amministrazione procedente, che deve effettuare una valutazione di sintesi.
d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (norme ambientali), art. 20 e art. 167
Art.20 riferito alla valutazione di assoggettabilità a VIA; art.167 richiamato per la priorità dell'uso irriguo rispetto ad altri usi, principio che però non impedisce di valutare se l'estensione dell'uso irriguo sia stata strumentalmente usata per fini diversi.
legge regionale Lazio 4 aprile 2014, n. 5, art. 3
La Corte riconosce l'interpretazione prevalente secondo cui il divieto contenuto nell'art.3 non esclude il rilascio provvisorio di concessioni presentate prima dell'entrata in vigore, quando siano già espletate pubblicazione e acquisizione pareri; tuttavia questo non impedisce il sindacato circa l'uso strumentale dell'atto.
legge regionale Lazio 29 aprile 2013, n. 2, art. 8 comma 19
Sulla questione del presunto titolo precedente in capo al Comune/Cartiera: TSAP e Cassazione hanno ritenuto che la domanda di rinnovo precedente era stata respinta e quindi non sussisteva titolo vigente.
legge regionale 11 dicembre 1998, n. 53 (normativa regionale su acque), artt. 8 e 9
Confermata la competenza provinciale per le concessioni di piccola derivazione; non è possibile derogarvi mediante accordi tra amministrazioni.
d.lgs. 29 dicembre 2003, n. 387, art. 12 comma terzo
La conferenza di servizi per l'autorizzazione unica ai fini delle rinnovabili ha natura decisionale e si svolge secondo le regole di cui alla legge 241/1990; il parere negativo non è automaticamente insuperabile.
r.d. 25 luglio 1904, n. 523
Richiamato in relazione a competenze e procedure (art.98 e altri) come quadro normativo storico per le derivazioni; la Corte valuta l'interpretazione e applicazione in combinazione con norme successive.
codice di procedura civile, art. 333 e art. 371
Regole sull'unicità del processo di impugnazione e sulla forma del ricorso incidentale: la Corte chiarisce che il ricorso successivo si converte in incidente se notificato nei termini, pur se la forma non è stata rispettata.
d.lgs. 31 marzo 1998, n. 112
Richiamato in relazione alla ripartizione di competenze e normativa collegata alle concessioni e funzioni regionali/centrali.
Massime di principio
- Il parere negativo espresso da una amministrazione partecipante alla conferenza di servizi non è automaticamente vincolante: l'amministrazione procedente deve valutare e motivare la prevalenza delle posizioni e operare una sintesi in vista del provvedimento conclusivo.
- La decorrenza dei termini per impugnare un provvedimento richiede la conoscenza effettiva della portata lesiva; la mera pubblicazione non sempre fa decorrere il termine se non risulta la percezione immediata dell'effetto lesivo.
- La competenza attribuita per legge (es. Provincia per piccole derivazioni, Regione per grandi derivazioni) non può essere elasticallyamente derogata mediante accordi tra amministrazioni o prassi: la ripartizione normativa di competenze va rispettata.
- Per dimostrare uno sviamento di potere non bastano indizi vaghi: è necessaria una concatenazione di elementi precisi (sequenza temporale di atti, omissione di riferimenti, accordi funzionali, comportamento unificato) che dimostrino la finalità estranea alla funzione tipica dell'atto.
- La decadenza di una concessione legata alla mancata realizzazione delle opere può essere annullata se il provvedimento impeditivo (p.es. diniego dell'autorizzazione unica) è illegittimo: l'illegittimità dell'atto presupposto rende illegittimo l'atto consequenziale.
- Il Tribunale Speciale/TSAP ha giurisdizione anche su provvedimenti di altri enti (comuni, amministrazioni) quando questi incidono concretamente sulla possibilità di usare acqua pubblica o realizzare opere idrauliche.
- Nel procedimento per autorizzazioni ambientali e infrastrutturali è fondamentale che le amministrazioni rispettino il principio della leale cooperazione, dando tempi e modalità adeguate per integrazioni documentali e sintetizzando le ragioni emerse in conferenza di servizi.
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