Sentenza n. 2437/2026 - Palermo, Sezione 5
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza dirigenziale che annullava una precedente ordinanza e ingiungeva la demolizione di opere abusive e il ripristino dello stato dei luoghi
Esito
La controversia
La proprietaria dell’immobile ha impugnato l’ordinanza dirigenziale con cui il Comune di Partinico le aveva ingiunto la demolizione di una serie di opere ritenute abusive e il ripristino dello stato dei luoghi. Ha dedotto plurimi profili di illegittimità, tra cui l’insussistenza dei presupposti dell’ordine demolitorio in ragione della lamentata indisponibilità materiale dell’immobile e l’erronea qualificazione degli interventi edilizi contestati. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha presentato un’istanza di accertamento di conformità.
La decisione
Il Comune ha comunicato che, a seguito dell’istanza di accertamento di conformità, è stato rilasciato il permesso di costruire in sanatoria n. 23/2026, avente a oggetto le opere contestate. Il rilascio del titolo edilizio in sanatoria ha fatto venir meno l’ingiunzione di rimessione in pristino contenuta nell’ordinanza impugnata e, conseguentemente, l’interesse delle parti alla decisione sul merito. Il TAR ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere. Le spese sono state integralmente compensate, poiché la definizione è dipesa da una sopravvenienza processuale e la controversia presentava obiettiva complessità, anche in considerazione degli orientamenti giurisprudenziali non univoci sulla rilevanza dell’indisponibilità materiale dell’immobile ai fini dell’ordine di demolizione.
Norme richiamate
art. 36 d.P.R. 380/2001
La disposizione è richiamata indirettamente attraverso l’istanza di accertamento di conformità e il successivo rilascio del permesso di costruire in sanatoria; il testo non esplicita ulteriori profili interpretativi.
Massime di principio
- Il rilascio, nel corso del giudizio, di un titolo edilizio in sanatoria avente a oggetto le opere contestate può far venir meno l’ingiunzione di demolizione e l’interesse delle parti alla decisione sul merito, determinando la cessazione della materia del contendere.
- La sopravvenienza che elimina gli effetti lesivi del provvedimento impugnato giustifica la declaratoria di cessazione della materia del contendere quando non residui un interesse attuale alla pronuncia.
- L’obiettiva complessità delle questioni giuridiche e il contrasto giurisprudenziale sulla rilevanza dell’indisponibilità materiale dell’immobile possono giustificare la compensazione integrale delle spese di lite.
Come è indicizzato
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