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Cassazione Penale, Ordinanza n. 06979/2026 del 20/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (tribunale di sorveglianza)

La controversia

La decisione riguarda un ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che aveva negato l'affidamento in prova al servizio sociale. Il condannato chiedeva l'ammissione alla misura alternativa alla detenzione, valorizzando il positivo contesto familiare, l'inserimento lavorativo e la disponibilità a svolgere attività riparativa. Il Tribunale aveva invece ritenuto insussistenti sintomi di una positiva evoluzione della personalità, richiamando la scarsa presa di coscienza del disvalore delle gravi condotte accertate nel procedimento esecutivo, nonché la pendenza di ulteriori procedimenti per usura e reati in materia di armi, commessi nel 2016 e aggravati ai sensi dell'art. 416-bis.1 c.p., desumendone una persistente pericolosità sociale incompatibile con l'affidamento. Il ricorrente ha censurato tale valutazione, sostenendo in sostanza che i dati favorevoli addotti fossero idonei a fondare la prognosi positiva richiesta per l'accesso alla misura.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il giudizio del Tribunale di sorveglianza fosse sorretto da motivazione logica, coerente e ancorata agli elementi procedimentali, e che le deduzioni difensive si risolvessero in una mera contrapposizione valutativa di circostanze già esaminate e ritenute recessive rispetto agli indici di persistente pericolosità sociale. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 47 l. 26 luglio 1975, n. 354

    L'affidamento in prova al servizio sociale è una misura alternativa alla detenzione che presuppone una prognosi favorevole circa la risocializzazione del condannato e la prevenzione della recidiva; il giudice deve valutare anche la condotta successiva al reato e non è richiesto un ravvedimento già pienamente conseguito.

  • art. 416-bis.1 c.p.

    Richiamato solo come aggravante relativa ai reati pendenti menzionati nel giudizio di pericolosità sociale.

  • cod. pen.

    Richiamato in contrapposizione alla liberazione condizionale, quale istituto diverso dall'affidamento in prova perché presuppone il già conseguito ravvedimento.

  • art. 47 legge 26 luglio 1975, n. 354

    È la base normativa della misura alternativa oggetto del ricorso.

Massime di principio

  • Ai fini dell'affidamento in prova al servizio sociale, il giudice deve formulare una prognosi complessiva sul buon esito della misura, valutando non solo la gravità dei reati e i precedenti, ma anche la condotta tenuta dal condannato dopo il fatto-reato.
  • Il positivo inserimento familiare o lavorativo non impone l'accoglimento dell'istanza se il giudice ritiene, con motivazione logica e congrua, che permanga una concreta pericolosità sociale incompatibile con l'ampia libertà connaturata alla misura.
  • Il processo di emenda richiesto per l'affidamento in prova deve essere avviato e apprezzabile, ma non coincide con il ravvedimento pieno richiesto da altri istituti come la liberazione condizionale.
  • Le valutazioni del tribunale di sorveglianza sulla concessione o meno delle misure alternative sono insindacabili in cassazione quando siano sorrette da argomentazione non manifestamente illogica e fondata sugli elementi acquisiti.
  • In sede di legittimità non è ammessa una mera rilettura del merito mediante la contrapposizione di elementi favorevoli già considerati dal giudice di sorveglianza, se questi li ha ragionevolmente ritenuti recessivi rispetto agli indici negativi di pericolosità.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale

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