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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34307/2025 del 21/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva applicato misure cautelari a carico del ricorrente per i reati di associazione a delinquere, corruzione e falso. Il ricorrente ha contestato: (i) l'erronea configurazione del reato associativo ex art. 416 c.p., lamentando assenza di prova di una struttura associativa e di un contributo non episodico; (ii) la qualificazione dei fatti come corruzione (artt. 319-321 c.p.) anziché concussione (art. 317 c.p.) o induzione indebita (art. 319‑quarter c.p.), sostenendo che egli fosse un mero fruitore del sistema e soggetto ad indebite pretese dei medici.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Il Collegio ha ritenuto i vizi denunciati manifestamente infondati: la valutazione del compendio indiziario è questione di merito riservata al giudice di merito e non sindacabile in sede di legittimità se non per manifesta illogicità. Sulla base di intercettazioni ambientali, video e telefoniche il Tribunale di merito aveva accertato l'esistenza di un "sistema"/tariffario tra medici, dipendenti ASL e titolari di onoranze (incl. il ricorrente), nonché il contributo effettivo del ricorrente alla falsificazione delle certificazioni. È stata altresì esclusa la sussistenza della concussione o dell'induzione indebita, ritenendosi invece la libera convergenza delle volontà (corruzione). Per l'inammissibilità il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle ammende di euro 3.000,00 ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen. (associazione a delinquere)

    Il Tribunale di merito ha ritenuto sussistente una struttura anche se "elementare", fondata su un tariffario e su ruoli integrati; la partecipazione del ricorrente è stata interpretata come contributo continuativo, non meramente episodico

  • artt. 319-321 cod. pen. (corruzione)

    I fatti sono stati ricondotti alla fattispecie corruttiva sulla base del "pactum sceleris" e della par condicio contractualis tra pubblico ufficiali e privati, essendo emersa una libera convergenza delle volontà per l'illecito profitto

  • art. 317 cod. pen. (concussione)

    Non applicata: la concussione richiede una condotta di prevaricazione/pressione del pubblico ufficiale che costringa il privato; nel caso concreto tale elemento non è risultato dagli atti

  • art. 319-quater cod. pen. (induzione indebita a dare o promettere utilità)

    art. 319-quater cod. pen.

    Esclusa nel caso, poiché per questa fattispecie occorre una posizione di preminenza effettiva esercitata dal pubblico ufficiale che limiti la libertà decisionale del privato; qui è stata ritenuta libera convergenza

  • artt. 476-479 cod. pen. (reati di falso)

    Rilevate false certificazioni (es. certificati di morte e contrassegni per disabili) come parte del sistema illecito posto in essere dalle parti coinvolte

  • art. 611, comma 1-bis cod. proc. pen. (procedura scritta)

    art. 611, comma 1-bis cod. proc. pen.; d.l. n. 29/2024 convertito in l. n. 120/2024

    Il ricorso è stato trattato con procedura scritta in forza della modifica normativa citata

  • art. 616 cod. proc. pen. (conseguenze dell'inammissibilità)

    Applicata la condanna alle spese processuali e, in via equitativa, il versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende; tuttavia il Collegio ha escluso la colpa grave nella determinazione dell'inammissibilità

  • Giurisprudenza: Sez. U n. 12228/2013 (Maldera); Sez. 6 n. 53436/2016 (Vecchio); Sez. 3 n. 44938/2021 (Gregoli)

    Sez. U, n. 12228 del 24/10/2013; Sez. 6, n. 53436 del 06/10/2016; Sez. 3, n. 44938 del 05/10/2021

    Richiamati principi di legittimità: distinzione tra corruzione e concussione/induzione (par condicio vs posizione di soggezione) e principio per cui l'interpretazione delle intercettazioni è questione di fatto riservata al giudice di merito, sindacabile in cassazione solo per manifesta illogicità

Massime di principio

  • La configurazione del reato associativo richiede valutazione del sistema complessivo e del contributo, non solo della frequenza temporale; anche apporti limitati ma integrati nel meccanismo possono costituire partecipazione continuativa
  • La distinzione tra corruzione, induzione indebita e concussione si basa principalmente sulla natura della relazione tra pubblico e privato: par condicio e volontarietà (corruzione) vs posizione di preminenza/pressione (induzione/concussione)
  • In sede di legittimità le censure che attaccano la valutazione del compendio indiziario sono spesso inammissibili se si sostituiscono a ricostruzioni fattuali del giudice di merito; il sindacato è possibile solo per manifesta illogicità o violazione dei canoni logici e giuridici
  • Le intercettazioni costituiscono prova la cui interpretazione è questione di fatto affidata al giudice di merito; contestazioni sulla loro valutazione richiedono di dimostrare motivazione manifestamente illogica
  • Quando il giudice di merito documenta l'esistenza di un sistema (es. tariffario, ruoli ripartiti, ripetuti contatti e materiali acquisiti), risulta più difficile per la difesa ottenere riesame in sede di legittimità limitandosi a dispute su singoli elementi episodici
  • Il ricorso per motivi di mera diversa valutazione delle prove è soggetto a rischio di inammissibilità; è consigliabile concentrarsi su vizi di diritto o su macroscopiche carenze motivazionali

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