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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15803/2025 del 23/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione contro la sentenza d'appello che aveva riformato l'assoluzione di primo grado e condannato il ricorrente per il reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90. Tre censure principali: 1) nullità della pronuncia per omessa/idonea notifica del decreto di citazione per il giudizio d'appello (art. 157 c.p.p., compiuta giacenza); 2) violazione di legge e carenza della "motivazione rafforzata" nella riforma dell'assoluzione (la Corte d'appello avrebbe valorizzato elementi ostativi senza confrontarsi con quelli che avevano giustificato l'assoluzione in primo grado: quantità compatibile con scorta per uso personale, detenzione in abitazione, assenza di contatti con assuntori); 3) violazione degli artt. 133 e 163 c.p. e vizio di motivazione sul diniego della sospensione condizionale della pena (ricorrente incensurato, fatto di lieve entità, assenza di procedimenti pendenti).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto infondato il primo motivo (la notifica per compiuta giacenza e il deposito all'Ufficio comunale e l'invio della raccomandata sono risultati conformi alla norma; inoltre l'imputato era a conoscenza del procedimento per l'arresto e la convalida). Ha invece ammesso il secondo motivo, ritenendo che la Corte d'appello non abbia fornito la necessaria "motivazione rafforzata" richiesta quando si riforma in appello un'assoluzione: l'appellante non ha adeguatamente confrontato ed esaminato gli elementi favorevoli all'assoluzione valutati dal Tribunale di primo grado (quantitativo, luogo di detenzione, assenza di contatti con acquirenti, condizioni economiche). Tuttavia, prima di procedere alla riforma sostanziale, la Cassazione ha constatato che il reato si era estinto per prescrizione (termine compiuto il 9/5/2024) e ha quindi dichiarato l'improcedibilità per estinzione del reato e annullato la sentenza impugnata senza rinvio.

Norme richiamate

  • d.P.R. 309/1990 art. 73, comma 5

    Norma sostanziale contestata (illecito relativo a sostanze stupefacenti); la valutazione della finalità di spaccio rispetto alla detenzione è centrale nel caso.

  • codice di procedura penale art. 157, comma 8

    Disciplina la notifica a mezzo posta per compiuta giacenza; la Corte ha ritenuto valida la notifica effettuata con deposito nella casa comunale e l'invio della raccomandata con avviso di ricevimento.

  • codice penale artt. 133 e 163

    Riguardano la sospensione condizionale della pena e le modalità di esecuzione; il ricorrente contestava il diniego della sospensione, ma la Cassazione non ha deciso sul merito a causa dell'estinzione per prescrizione.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sezioni Unite: n.11586/2021, n.22065/2021, n.14426/2019, ecc.)

    Principio consolidato: la riforma in appello di una sentenza assolutoria richiede motivazione rafforzata (e, se necessario, rinnovazione dell'istruttoria) per motivare in modo persuasivo la diversa valutazione delle prove dichiarative; qui tale onere motivazionale non è stato assolto dalla Corte d'appello.

Massime di principio

  • Se la Corte d'appello riforma un'assoluzione, deve fornire una "motivazione rafforzata" che spieghi in modo puntuale perché le stesse prove valutate dal primo giudice assumono valore probatorio diverso; la mera diversa valutazione senza motivazione persuasiva è insufficiente.
  • Le notifiche per compiuta giacenza (deposito e invio raccomandata) sono valide se rispettano le formalità di legge; comunque, la prova della conoscenza del procedimento (es. arresto in flagranza, convalida davanti al GIP, nomina difensore) può escludere la nullità per mancata conoscenza.
  • Quando prima della decisione definitiva è intervenuta la prescrizione del reato, la Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità per estinzione e può annullare senza rinvio: la valutazione di merito può rimanere inesaminata per sopravvenienza del termine estintivo.
  • In processi per droga, per sostenere l'ipotesi di uso personale/scorta è strategico fornire elementi contrari alla finalità di spaccio: quantità, luogo di detenzione (es. abitazione), assenza di contatti con acquirenti, condizioni economiche e fabbisogno personale; la parte che afferma la finalità di spaccio deve contrastare esplicitamente tali elementi.
  • Se l'appello si fonda su diversa valutazione della prova dichiarativa, la difesa può chiedere la rinnovazione dell'istruttoria e sollecitare la Corte alla motivazione rafforzata per costringere il giudice ad affrontare espressamente i passaggi logici che giustificano la diversa decisione.

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