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Ordinanza

Ordinanza n. 1399/2026 - Milano, Sezione 5

per l’annullamento Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: per l’annullamento della Deliberazione di Giunta della Regione Lombardia n. XII/2854 del 29 luglio 2024, avente ad oggetto “Criteri per la definizione delle attività e servizi da finanziare con l’istituto delle funzioni di cui all’articolo 8-sexies del D.lgs. 502/1992, a decorrere dall’esercizio 2024”, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia, Serie Ordinaria, n. 31 del 1° agosto 2024, nella parte in cui, anche a decorrere dall’anno 2024, ripropone i medesimi criteri stabiliti nella DGR XI/2014/2019 e nei successivi atti attuativi (da ultimo DGR XII/2334/2024) per la distribuzione delle attribuzioni alle singole strutture di diritto privato, stabilendo, al punto 3, che; “le attribuzioni, per ogni singola struttura di diritto privato, non potranno superare del 5% quanto assegnato dalla Giunta per l’esercizio precedente”; nonché di ogni altro atto presupposto, conseguente o comunque connesso, ancorché non conosciuto dalle ricorrenti. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da HUMANITAS MIRASOLE S.P.A. il 8\10\2025 : per l’annullamento della Deliberazione di Giunta della Regione Lombardia n. XII/4678 del 7 luglio 2025, avente ad oggetto “Criteri per la definizione delle attività e servizi da finanziare con l’istituto delle funzioni di cui all’articolo 8-sexies del D.lgs. 502/1992, per l’esercizio 2025”, pubblicata sul portale istituzionale della Regione Lombardia il 7 luglio 2025, nella parte in cui, anche per l’esercizio 2025 ripropone i medesimi criteri stabiliti nella DGR XI/2014/2019 e richiamati nei successivi atti attuativi (da ultimo DGR XII/2854/2024) per la distribuzione delle attribuzioni alle singole strutture di diritto privato, stabilendo, al punto 6, che “le attribuzioni, per ogni singola struttura di diritto privato, non potranno superare del 5% quanto assegnato dalla Giunta per l’esercizio precedente”; nonché di ogni altro atto presupposto, conseguente o comunque connesso, ancorché non conosciuto dalle ricorrenti, nel giudizio proposto per l’annullamento della Deliberazione di Giunta della Regione Lombardia n. XII/2854 del 29 luglio 2024, avente ad oggetto “Criteri per la definizione delle attività e servizi da finanziare con l’istituto delle funzioni di cui all’articolo 8-sexies del D.lgs. 502/1992, a decorrere dall’esercizio 2024”, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia, Serie Ordinaria, n. 31 del 1° agosto 2024, nella parte in cui, anche a decorrere dall’anno 2024, ripropone i medesimi criteri stabiliti nella DGR XI/2014/2019 e nei successivi atti attuativi (da ultimo DGR XII/2334/2024) per la distribuzione delle attribuzioni alle singole strutture di diritto privato, stabilendo, al punto 3, che; “le attribuzioni, per ogni singola struttura di diritto privato, non potranno superare del 5% quanto assegnato dalla Giunta per l’esercizio precedente”; nonché di ogni altro atto presupposto, conseguente o comunque connesso, ancorché non conosciuto dalle ricorrenti”.

Giustizia amministrativa202402742

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: Deliberazioni della Giunta regionale lombarda n. XII/2854 del 29 luglio 2024 e n. XII/4678 del 7 luglio 2025, limitatamente al criterio del tetto del 5% per le attribuzioni annuali alle singole strutture private

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Le società ricorrenti hanno impugnato il criterio regionale secondo cui le attribuzioni, per ciascuna struttura sanitaria privata, non possono superare del 5% quanto assegnato nell'esercizio precedente, criterio previsto dalla deliberazione del 2024 e riproposto dalla deliberazione del 2025. Nel corso del giudizio, le ricorrenti hanno chiesto il rinvio dell'udienza in attesa della decisione del Consiglio di Stato sull'appello contro una precedente sentenza del TAR Lombardia. La sentenza del Consiglio di Stato è stata depositata l'11 marzo 2026, pochi giorni prima dell'udienza pubblica, senza che la Regione avesse preso posizione sulla nuova produzione documentale.

La decisione

Il TAR non ha deciso nel merito le censure rivolte ai criteri regionali né ha valutato la legittimità del limite del 5%. Rilevato che non era chiaro se l'istanza regionale di passaggio in decisione fosse stata presentata facendo affidamento sul rinvio richiesto dalle ricorrenti e considerata la necessità di assicurare un contraddittorio pieno ed effettivo sulla sentenza del Consiglio di Stato depositata l'11 marzo 2026, il Collegio ha disposto il rinvio della causa all'udienza pubblica del 12 maggio 2026.

Norme richiamate

  • art. 8-sexies d.lgs. 502/1992

    Criteri per la definizione delle attività e servizi da finanziare con l’istituto delle funzioni

    La disposizione è richiamata quale base normativa dell'istituto cui si riferiscono le deliberazioni regionali impugnate; l'ordinanza non ne fornisce un'interpretazione di merito.

Massime di principio

  • Quando, immediatamente prima dell'udienza, una parte produce una decisione giudiziaria potenzialmente rilevante e l'amministrazione resistente non ha avuto modo di prendere posizione, il giudice può rinviare la trattazione per garantire un contraddittorio pieno ed effettivo.
  • L'istanza di passaggio in decisione non impedisce il rinvio della causa quando sussiste incertezza sul presupposto della richiesta e il rinvio è necessario per consentire alle parti di interloquire su una produzione documentale sopravvenuta.

Come è indicizzato

MaterieIstruttoria processualeDecisione e riti speciali
RamiProcesso amministrativo
IstitutiPartecipazione procedimentale

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