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Sentenza

Sentenza del 29/04/2016 n. 36 - Comm. Trib. Prov. Aosta

OGGETTO:Compravendita di oggetti usati in oro e argento. Imponibilità ai fini IVA. Sussistenza. Regime del margine di utile di cui all'art. 36 D.L. 23.2.1995, n. 41. Applicabilità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda il trattamento IVA dell'acquisto da privati e della successiva rivendita di oggetti usati in oro e argento. Occorre distinguere tra beni usati, rivenduti senza trasformazione, e rottami o materiali destinati alla fusione e all'affinazione industriale. Nel primo caso l'attività è qualificabile come commercio di beni usati e beneficia del regime IVA del margine di utile; nel secondo caso si tratta di oro o materiale prezioso destinato al recupero industriale, soggetto alla disciplina del reverse charge e riservato agli operatori professionali in oro.

La decisione

La vendita di oggetti usati in oro e argento acquistati da privati e rivenduti senza lavorazioni è imponibile IVA secondo il regime del margine previsto dagli artt. 36 e seguenti del D.L. n. 41/1995, poiché tali oggetti non rientrano nella definizione di "oro" della Legge n. 7/2000. Diversamente, l'acquisto e la rivendita di rottami di gioielli destinati alla fusione e all'affinazione per recuperare il metallo prezioso sono soggetti all'art. 17, comma 5, del D.P.R. n. 633/1972, con applicazione del reverse charge. Il testo non indica espressamente l'esito processuale né identifica le parti, pertanto non è possibile determinare con certezza il vincitore della specifica sentenza.

Norme richiamate

  • Legge 17 gennaio 2000, n. 7, art. 1, comma 1

    La nozione normativa di oro non comprende automaticamente tutti gli oggetti usati in oro e argento: la qualificazione dipende dalla natura del bene e dalla sua destinazione.

  • D.L. 23 febbraio 1995, n. 41, artt. 36 e seguenti, convertito nella Legge 22 marzo 1995, n. 85

    "regime del margine di utile"

    Il regime del margine si applica al commercio di beni usati acquistati, tra gli altri, da privati e rivenduti senza trasformazioni sostanziali, assoggettando a IVA il solo margine realizzato dal rivenditore.

  • D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 17, comma 5

    Per le cessioni di determinati materiali preziosi o rottami destinati al recupero industriale, l'IVA è assolta mediante inversione contabile dal cessionario, secondo la disciplina prevista per gli operatori professionali.

  • Risoluzione Agenzia delle Entrate 28 novembre 2002, n. 375

    Richiamata quale prassi amministrativa sulla distinzione tra oggetti usati in oro e materiali qualificabili come oro destinato a lavorazioni industriali.

  • Risoluzione Agenzia delle Entrate 12 dicembre 2013, n. 92

    Richiamata quale ulteriore chiarimento amministrativo in materia di trattamento IVA delle operazioni aventi a oggetto oro, oggetti preziosi usati e rottami.

Massime di principio

  • Per determinare il regime IVA non è sufficiente considerare che il bene contiene oro: occorre verificarne la natura concreta e la destinazione economica.
  • Gli oggetti usati in oro o argento acquistati da privati e rivenduti come beni, senza fusione o trasformazione, sono normalmente trattati come beni usati e possono rientrare nel regime IVA del margine.
  • Se il bene è acquistato come rottame e destinato specificamente alla fusione, all'affinazione o al recupero del metallo prezioso, prevale la qualificazione come materiale destinato al recupero industriale, con applicazione del reverse charge quando previsto.
  • La documentazione commerciale, la descrizione dei beni, la loro destinazione e l'eventuale sottoposizione a lavorazioni sono elementi decisivi per distinguere il regime del margine dal reverse charge.
  • In assenza di informazioni sull'esito processuale specifico, non è possibile affermare con certezza quale parte abbia vinto; la qualificazione giuridica sopra riportata indica soltanto il criterio generale applicabile.

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