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Cassazione Civile, Ordinanza n. 04133/2024 del 14/02/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (debitore)

La controversia

La controversia trae origine da un contratto di spandimento di fanghi di depurazione agricola stipulato nel 2000, nel quale era previsto un impegno assistito da penale contrattuale in caso di ingiustificato recesso. Il creditore otteneva un decreto ingiuntivo per euro 169.414,00 nei confronti del contraente originario; dopo il decesso di quest'ultimo, gli eredi proponevano opposizione. Il Tribunale dichiarava improcedibile l'opposizione per asserita tardività dell'istanza di mediazione delegata, mentre la Corte d'appello riformava la decisione, revocava il decreto ingiuntivo e rigettava la domanda di condanna ex art. 96 c.p.c. proposta dagli eredi. Il ricorrente principale censurava: 1) la qualificazione come ordinatorio del termine di quindici giorni assegnato per avviare la mediazione delegata; 2) la motivazione della Corte d'appello su tale punto; 3) l'interpretazione dell'istanza depositata dagli eredi, ritenuta dalla Corte come richiesta di proroga; 4) la motivazione con cui la Corte aveva escluso il danno del creditore nel periodo di efficacia dell'autorizzazione provinciale, ritenendo che non avesse avuto disponibilità di fanghi da spandere e che, dopo il decesso del contraente, la prestazione non fosse più eseguibile per mancata voltura dell'autorizzazione. I controricorrenti proponevano ricorso incidentale condizionato, sostenendo che il Tribunale non potesse rilevare l'improcedibilità oltre la prima udienza utile e che, nei giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo soggetti a mediazione obbligatoria, l'onere di attivare la mediazione gravasse sulla parte opposta secondo il principio delle Sezioni Unite n. 19956/2020.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso principale. Ha ritenuto infondati i primi due motivi, confermando l'orientamento secondo cui, nella mediazione delegata, il termine di quindici giorni assegnato dal giudice non ha natura perentoria e la condizione di procedibilità è soddisfatta se il primo incontro davanti al mediatore si svolge entro l'udienza di rinvio e si conclude senza accordo. Ha dichiarato inammissibile il terzo motivo perché la sentenza d'appello era sorretta da una ratio decidendi autonoma ulteriore, non specificamente censurata. Ha respinto anche il quarto motivo, rilevando che le critiche alla CTU non erano decisive e che il ricorrente non aveva dimostrato di aver acquisito i fanghi e di essere stato impedito, per causa imputabile alla controparte, a spanderli. Il ricorso incidentale condizionato è stato dichiarato assorbito. Le spese sono state poste a carico del ricorrente principale.

Norme richiamate

  • art. 5, comma 2-bis, d.lgs. n. 28/2010

    "la condizione si considera avverata se il primo incontro dinanzi al mediatore si conclude senza l'accordo"

    La Corte ha valorizzato il tenore letterale della norma per affermare che la condizione di procedibilità dipende dall'effettivo esperimento del primo incontro di mediazione e non dal rispetto del termine di quindici giorni assegnato dal giudice per l'avvio della procedura.

  • art. 5, comma 2, d.lgs. n. 28/2010

    Il termine assegnato dal giudice per attivare la mediazione delegata non è stato ritenuto perentorio; ciò che rileva è che il procedimento sia stato esperito prima dell'udienza di rinvio.

  • art. 152 c.p.c.

    Il termine di quindici giorni assegnato per l'avvio della mediazione è stato letto come ordinatorio, in assenza di espressa previsione di perentorietà.

  • art. 154 c.p.c.

    L'istanza depositata dagli eredi è stata considerata, in tesi, compatibile con una richiesta di proroga del termine ordinatorio.

  • art. 111 Cost.

    È stata richiamata in relazione alla dedotta motivazione inesistente o apparente della sentenza impugnata.

  • artt. 125 e 132 c.p.c.

    Sono stati invocati dal ricorrente per denunciare vizi di motivazione della sentenza d'appello.

  • art. 1341 c.c.

    La Corte d'appello aveva escluso l'inefficacia della clausola derogatoria di competenza perché non ricorrevano i presupposti per la disciplina delle clausole vessatorie.

  • art. 96 c.p.c.

    È stata rigettata la domanda di condanna per responsabilità aggravata proposta dagli eredi.

  • art. 380-bis1 c.p.c.

    La trattazione del ricorso è avvenuta in camera di consiglio secondo il rito accelerato previsto dalla norma.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    La Corte ha dato atto dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato a carico del ricorrente principale.

Massime di principio

  • Nella mediazione delegata, il termine di quindici giorni assegnato dal giudice per l'attivazione del procedimento ha natura ordinatoria se la legge non lo qualifica espressamente come perentorio; la sanzione di improcedibilità non discende dal solo ritardo nell'avvio, ma dal mancato esperimento della mediazione nei tempi rilevanti per la prosecuzione del giudizio.
  • La condizione di procedibilità prevista per la mediazione obbligatoria si considera avverata quando il primo incontro dinanzi al mediatore si svolge e si conclude senza accordo, purché ciò avvenga entro l'udienza di rinvio fissata dal giudice.
  • Quando una sentenza di merito è sorretta da rationes decidendi autonome, il ricorso per cassazione deve censurarle tutte in modo specifico; la mancata impugnazione di anche una sola ratio rende il motivo inammissibile o comunque privo di utilità decisoria.
  • Le censure alla consulenza tecnica d'ufficio, per incidere sulla decisione, devono essere precise, circostanziate e decisive; non basta contestare in astratto la valutazione peritale se non si dimostra che, ove esaminate, le doglianze avrebbero condotto a una diversa conclusione sul fatto decisivo.
  • Per ottenere il risarcimento o la penale contrattuale per impossibilità di eseguire una prestazione, il creditore deve provare non solo l'esistenza del titolo e l'attivazione delle condizioni per eseguire la prestazione, ma anche l'effettiva disponibilità dell'oggetto della prestazione e l'impedimento imputabile alla controparte.

Come è indicizzato

MaterieTransazioneImpugnazioni
RamiContrattiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

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