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Sentenza

Sentenza del 04/04/2019 n. 2025 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

CATASTO - Procedura DOCFA - Rettifica del classamento proposto dal contribuente - Variazione distribuzione spazi interni - Realizzazione di 6 camere con bagno - Non costituisce attività alberghiera - Classificazione in D2 - Illegittimità - Mantenimento in A/2 - Compete.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La contribuente ha impugnato gli avvisi di accertamento con cui l'Agenzia aveva rettificato il classamento dell'immobile, modificandolo da A/2 classe 4 a D/2 e aumentando la rendita catastale. L'immobile, sottoposto a lavori di manutenzione straordinaria e riorganizzazione degli spazi interni, era stato suddiviso in sei camere con bagno e destinato ad attività di affittacamere. La ricorrente ha sostenuto che tale situazione non integrasse un'attività alberghiera, che richiede almeno sette camere, e che permanesse la destinazione abitativa. Ha inoltre contestato la carenza di motivazione degli avvisi e la violazione della disciplina urbanistica e regionale applicabile.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale del Lazio ha riformato la sentenza di primo grado, ritenendo ammissibile il ricorso almeno con riferimento all'avviso successivo e decidendo il merito della controversia. Ha dichiarato illegittima l'attribuzione della categoria D/2, ritenendo che essa riguardi strutture ricettive alberghiere quali alberghi, pensioni, locande e residence, non ravvisabili nel caso di un immobile composto da sei camere destinato ad attività di affittacamere. È stata quindi confermata la destinazione a civile abitazione, con attribuzione della categoria A/2 classe 4. L'Ufficio è stato condannato al pagamento delle spese di lite, liquidate in euro 1.000,00 per il primo grado e euro 1.500,00 per il secondo grado, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • Art. 7 della legge n. 212/2000

    Richiamato dalla contribuente per contestare la carenza di motivazione degli avvisi di accertamento e l'omessa esposizione delle ragioni della rettifica catastale.

  • Art. 25, comma 15, delle Norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale del Comune di Roma

    Il cambio di destinazione d'uso da funzioni abitative ad altre funzioni è ammesso solo per i piani seminterrati, piani terra e mezzanini.

    La disposizione è stata invocata per sostenere che il cambio verso una destinazione alberghiera non fosse consentito per un immobile situato al primo piano.

  • Regolamento regionale Lazio n. 16 del 24 ottobre 2008

    Richiamato per distinguere l'attività alberghiera dalle attività ricettive extralberghiere e per evidenziare i requisiti dimensionali delle strutture alberghiere.

  • Regolamento regionale Lazio n. 17 del 24 ottobre 2008

    Secondo la prospettazione accolta nella sentenza, l'attività alberghiera richiede strutture composte da almeno sette camere; la presenza di sole sei camere non consente quindi di qualificare l'immobile come albergo ai fini catastali.

  • Art. 10, comma 1, della legge n. 1249/1939

    Richiamato dalla contribuente per contestare l'applicazione di disposizioni catastali ritenute non pertinenti a un'unità immobiliare originariamente abitativa.

  • Art. 28 della legge n. 1231/1936

    Invocato insieme alla normativa catastale per sostenere l'illegittimità della rettifica del classamento.

  • Art. 1 del D.M. Finanze n. 701/1994

    Disciplina la procedura DOCFA e il potere dell'Amministrazione di verificare e rettificare il classamento e la rendita proposti dal contribuente. Tuttavia, l'Amministrazione deve provare gli elementi di fatto che giustificano la maggiore rendita e motivare adeguatamente la scelta della categoria.

Massime di principio

  • La riorganizzazione interna di un'abitazione e la presenza di camere con bagno non comportano automaticamente il passaggio dalla categoria abitativa A/2 alla categoria D/2.
  • La categoria catastale D/2 presuppone una struttura ricettiva alberghiera effettiva e coerente con i requisiti previsti dalla normativa, non il semplice esercizio di un'attività di affittacamere.
  • Quando l'immobile dispone di un numero di camere inferiore alla soglia prevista per le strutture alberghiere, può permanere la destinazione catastale abitativa, se l'attività esercitata è extralberghiera.
  • Nelle rettifiche DOCFA l'Amministrazione deve indicare concretamente gli elementi tecnici, tipologici e reddituali che giustificano il nuovo classamento; il semplice riferimento alla presenza di camere con bagno o a una maggiore dotazione di servizi può non essere sufficiente.
  • L'utilizzo commerciale o lucrativo di un immobile non determina di per sé un aumento della classe catastale, se non sono indicati ulteriori elementi comparativi o caratteristiche oggettive che dimostrino una maggiore redditività catastale.
  • Il confronto con le altre unità immobiliari dello stesso edificio o della stessa zona censuaria può essere utilizzato per contestare una classe catastale più elevata, soprattutto quando gli immobili comparabili risultano classificati nella classe inferiore.
  • In caso di rettifica catastale, l'onere di dimostrare gli elementi di fatto posti a fondamento della maggiore rendita grava principalmente sull'Amministrazione, ferma la possibilità per il contribuente di fornire prove contrarie.

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