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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44605/2022 del 23/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Palermo che, giudicando in rinvio, aveva riqualificato il fatto da furto in ricettazione (art. 648 c.p.) e lo aveva condannato a mesi dieci e giorni venti di reclusione ed euro 400,00 di multa. Le censure riguardavano: 1) violazione del diritto di difesa e del principio di correlazione tra accusa e sentenza per la riqualificazione da furto a ricettazione; 2) insufficiente prova della colpevolezza e dell'elemento soggettivo (contestando che il fatto di essere alla guida fosse indizio sufficiente) e contraddizione rispetto all'assoluzione di altri coimputati; 3) mancato riconoscimento della circostanza attenuante di particolare tenuità (art. 648, comma secondo c.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo rilevando che la riqualificazione non ha violato il principio di correlazione perché nel capo di imputazione erano contestati gli elementi fondamentali che hanno consentito al ricorrente di difendersi dalla nuova qualificazione (giurisprudenza consolidata). Sul merito ha confermato la valutazione della Corte d'appello: l'imputato guidava il veicolo che trasportava circa 70 kg di cavi di rame dalla guaina bruciata, effettuò una repentina manovra alla vista dei Carabinieri, l'assetto anomalo del veicolo (per il peso) e la proprietà dell'autovettura attribuita al ricorrente sono elementi indiziari che legittimano la conclusione sulla consapevolezza del trasporto di materiale di provenienza illecita. Ha escluso l'applicabilità sia dell'attenuante di cui all'art. 62, n. 4 c.p. sia dell'ipotesi di particolare tenuità, ritenendo significativo il valore economico del materiale e il pregiudizio alla persona offesa (Telecom). Il ricorso è rigettato e il ricorrente condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen. (ricettazione)

    La Corte ha riqualificato il fatto da furto a ricettazione: in assenza di prova dell'azione di sottrazione, la detenzione di materiale di sicura provenienza illecita integra il reato di ricettazione, quando gli elementi indicano la consapevolezza della provenienza delittuosa.

  • art. 62, n. 4 cod. pen.

    L'attenuante invocata è stata esclusa dalla Corte d'appello e confermata dalla Cassazione in considerazione del valore economico del materiale e del pregiudizio subito dalla persona offesa.

  • art. 648, comma secondo cod. pen. (particolare tenuità)

    art. 648, comma secondo, cod. pen.

    La Corte ha ritenuto non applicabile la particolare tenuità del fatto a favore del ricorrente, dato il consistente valore del rame e i costi di ripristino per la società offesa.

  • principio di correlazione tra accusa e sentenza (giurisprudenza consolidata)

    Sez. 5, n. 36157 del 30/04/2019; Sez. 2, n. 11627 del 14/12/2018

    La Cassazione ha ribadito che la riqualificazione da furto in ricettazione (o viceversa) non viola il principio di correlazione se nel capo di imputazione erano comunque contestati gli elementi fondamentali che hanno posto l'imputato in condizione di difendersi dalla nuova qualificazione.

Massime di principio

  • La riqualificazione dell'accusa è lecita se il capo di imputazione contiene gli elementi essenziali che consentono al difensore di esercitare il contraddittorio sulla nuova fattispecie; per ottenere l'annullamento bisogna dimostrare il concreto pregiudizio difensivo, non solo l'astratta violazione del principio.
  • La detenzione di ingenti quantità di materiale di sospetta provenienza, soprattutto se accompagnata da elementi ostativi (manovre evasive, anomalo assetto del veicolo, strumenti da scasso, riconoscimento del bene da parte della parte offesa), può costituire prova indiziaria idonea a ritenere la consapevolezza della provenienza illecita e quindi integrare la ricettazione.
  • Essere alla guida del veicolo non è di per sé sufficiente a escludere o a provare la colpevolezza, ma combinato con altri elementi (proprietà del mezzo, comportamento evasivo, stato del carico) può contribuire a fondare la responsabilità.
  • Per ottenere il riconoscimento della particolare tenuità occorre dimostrare un valore economico molto modesto e un danno trascurabile alla persona offesa; se il bene ha rilevante valore economico o comporta costi significativi per la riparazione/ricollocazione, l'attenuante è difficilmente concedibile.
  • Nel formulare la difesa in casi di possesso di beni sospetti è utile puntare a dimostrare: assenza di proprietà o disponibilità effettiva, ignoranza della provenienza illecita, assenza di comportamenti tipici di occultamento o di fuga e mancanza di strumenti idonei alla lavorazione del materiale.

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