Cassazione Civile, Ordinanza n. 34426/2022 del 23/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (garante)
La controversia
La controversia nasce dal recupero di compensi professionali maturati da un avvocato per attività svolta nell'interesse di una società poi fallita. Il professionista aveva ottenuto un decreto ingiuntivo fondato su diciotto avvisi di parcella e su scritture predisposte come "Informativa e consenso al trattamento dei dati personali", nelle quali era inserito anche un impegno personale del legale rappresentante della società a pagare, con il proprio patrimonio, i compensi dovuti. Il giudice d'appello aveva ritenuto tale impegno valido e di natura fideiussoria, reputando determinabile l'importo garantito. Il ricorrente principale ha censurato tale decisione sostenendo, in sintesi, che la Corte territoriale avesse erroneamente escluso il dolo e il vizio del consenso, non avesse applicato correttamente i criteri di interpretazione del negozio e della fideiussione, e avesse omesso di verificare la necessaria espressa volontà di prestare garanzia personale ex art. 1937 c.c.; ha inoltre dedotto che la clausola fosse "annegata" in un documento avente diversa finalità, senza adeguata evidenza, in contrasto con buona fede e legittimo affidamento. L'avvocato ha resistito e ha proposto ricorsi incidentali, uno tardivo e uno condizionato, ma la Corte li ha dichiarati inammissibili per difetto dei requisiti di specificità e autosufficienza.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto per quanto di ragione il secondo, il terzo e il quarto motivo del ricorso principale, assorbendo il primo. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse interpretato in modo atomistico e formalistico le scritture, senza verificare il significato complessivo delle clausole, la loro coerenza con la causa concreta del documento e la necessaria chiarezza/inequivocità della manifestazione di volontà richiesta per la fideiussione. Ha quindi cassato la sentenza impugnata con rinvio alla Corte d'Appello di Trento in diversa composizione, affinché riesamini la vicenda applicando i principi richiamati. I ricorsi incidentali sono stati dichiarati inammissibili. Il giudice del rinvio provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 1439 c.c.
La Corte richiama il dolo quale possibile vizio del consenso e censura la motivazione di merito perché non sorretta da argomentazione logica sul punto.
art. 2729 c.c.
Invocato nei motivi per contestare la valutazione degli indizi; la Corte evidenzia che la motivazione di merito era apodittica e non corretta nell'apprezzamento complessivo dei fatti.
art. 115 c.p.c.
Richiamato nei motivi di ricorso; la censura viene accolta nei limiti in cui la decisione di merito risulta fondata su un apprezzamento non coerente e non adeguatamente motivato.
art. 1362 c.c.
Il criterio letterale va letto nell'intero contesto del documento e non in modo atomistico; deve concorrere con gli altri criteri ermeneutici.
art. 1363 c.c.
Le clausole devono essere interpretate reciprocamente e sistematicamente, coordinandole tra loro.
art. 1366 c.c.
La buona fede interpretativa impedisce letture cavillose o contrarie alla causa concreta e ai ragionevoli affidamenti ingenerati.
art. 1369 c.c.
L'interpretazione deve essere coerente con la funzione pratica e la causa concreta dell'accordo.
art. 1371 c.c.
Richiamato nei motivi; la Corte valorizza la necessità di una lettura coerente con il senso complessivo e la ragione pratica del negozio.
art. 1937 c.c.
La prestazione di fideiussione richiede una volontà espressa, chiara e non equivoca; non basta una clausola occulta o poco riconoscibile inserita in un documento per diversa finalità.
art. 1938 c.c.
Richiamato nei motivi in relazione alla determinatezza della garanzia e dell'importo massimo garantito.
art. 1346 c.c.
Invocato nei ricorsi incidentali e nel ricorso principale per il tema della determinabilità dell'oggetto della garanzia.
art. 1418 c.c.
Invocato nei ricorsi incidentali, in collegamento con la pretesa nullità del negozio per difetto dei requisiti essenziali.
art. 2233 c.c.
Richiamato nei ricorsi incidentali con riferimento alla pattuizione del compenso professionale.
art. 13 d.lgs. 196/2003
La Corte osserva che il titolo e la struttura dell'informativa privacy non potevano oscurare una clausola fideiussoria inserita senza adeguata evidenza.
art. 19 d.lgs. 196/2003
Richiamato nei motivi di ricorso in relazione al trattamento dei dati personali e alla sottoscrizione del modulo.
art. 23 d.lgs. 196/2003
Richiamato nei motivi per sostenere la mancanza di un valido consenso, ma la Corte concentra la ratio sulla difformità tra titolo del documento e contenuto negoziale.
art. 1341 c.c.
Richiamato incidentalmente come ulteriore profilo di tutela dell'aderente, non decisivo nella ratio principale.
art. 1342 c.c.
Richiamato incidentalmente come ulteriore profilo di tutela dell'aderente, non decisivo nella ratio principale.
art. 1324 c.c.
Le regole sull'interpretazione dei contratti si applicano anche agli atti unilaterali con contenuto patrimoniale.
art. 366 c.p.c.
I ricorsi incidentali sono stati dichiarati inammissibili per difetto di sommaria esposizione dei fatti e per mancata trascrizione degli atti/documenti rilevanti.
art. 360 c.p.c.
Norma richiamata come parametro dei motivi di ricorso per violazione di legge e omesso esame di fatti decisivi.
art. 100 c.p.c.
Richiamato nei ricorsi incidentali in relazione all'interesse ad agire, ma le censure sono state dichiarate inammissibili.
L.F.
Richiamata nei ricorsi incidentali in relazione ai rapporti con la procedura concorsuale della società debitrice.
Massime di principio
- La fideiussione richiede una manifestazione di volontà espressa, chiara e non equivoca: una clausola di garanzia inserita in un documento avente diversa intitolazione e finalità deve essere letta con particolare rigore, verificando se il suo contenuto sia realmente riconoscibile come assunzione di garanzia personale.
- Nell'interpretazione del contratto e degli atti unilaterali a contenuto patrimoniale il criterio letterale non può essere usato in modo atomistico: il giudice deve coordinare tutte le clausole, leggere il testo nel suo complesso e valorizzare la causa concreta e la funzione pratica dell'operazione.
- Il canone di buona fede nell'interpretazione impedisce letture cavillose o formalistiche che suscitino o sfruttino affidamenti ingenerati dalla denominazione del documento e dal suo contesto complessivo.
- Quando una clausola di garanzia è inserita in un modulo predisposto per una diversa finalità, il giudice deve verificare se la sottoscrizione possa ragionevolmente riferirsi anche alla garanzia oppure se il documento esaurisca il proprio significato nella funzione dichiarata in titolo.
- La motivazione è censurabile in cassazione quando si risolve in una supposizione apodittica, senza dare conto del percorso logico seguito nell'applicazione dei criteri ermeneutici e nella valutazione della volontà negoziale.
- Nel ricorso per cassazione i motivi incidentali sono inammissibili se mancano la sommaria esposizione del fatto e la specifica trascrizione degli atti o documenti richiamati a fondamento delle censure.
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