Cassazione Penale, Sentenza n. 45267/2024 del 10/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il decreto di sequestro probatorio (telefoni, schede telefoniche, carte ricaricabili/IBAN, autovetture e strumenti attinenti al furto) per presunti reati informatici e patrimoniali. Il ricorrente deduceva: 1) violazione di legge per omessa e generica indicazione, nel decreto di sequestro, dei fatti e delle condotte a lui attribuite (mancanza del necessario "fumus commissi delicti" relativo alla sua posizione); 2) violazione di legge e vizio di motivazione per l'assenza di specificazione del nesso di pertinenza tra i beni sequestrati e i reati oggetto d'indagine.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il secondo motivo: il decreto di sequestro non conteneva una motivazione adeguata circa il nesso di pertinenzialità e la proporzionalità del vincolo rispetto ai fini probatori. Ha inoltre censurato l'operazione del Tribunale che, in sede di riesame dopo annullamento della precedente ordinanza, ha ricostruito i fatti sulla base di atti non richiamati nel decreto e senza indicare concretamente le condotte attribuite al ricorrente né motivare il rapporto funzionale non occasionale tra i beni e il reato. Per la radicalità del vizio la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e il decreto di sequestro emesso il 10 maggio 2023, disponendo la restituzione delle cose sequestrate all'avente diritto.
Norme richiamate
artt. 416, 615 ter, 615 quater, 624, 625, 640 ter, 748 bis c.p.
Elencati nel provvedimento come titoli di reato oggetto delle indagini
Queste norme sono state richiamate come le fattispecie penali per cui si procedeva e giustificavano, in astratto, il sequestro probatorio; la Corte però ha richiesto che il decreto specifichi le condotte concretamente attribuite al singolo indagato rispetto a tali fattispecie.
art. 42 Cost.
Richiama la tutela della proprietà e impone che la compressione del diritto di disponibilità dei beni sia adeguatamente motivata e proporzionata.
Primo Protocollo alla Convenzione EDU, art. 1
Rilevanza convenzionale del diritto di proprietà; la Corte invoca il parametro convenzionale per esigere motivazione puntuale e proporzionalità nel sequestro probatorio.
art. 253 c.p.p. (richiamato in dottrina e giurisprudenza)
Usato dalla Corte per distinguere la nozione di "corpo del reato" dalla più ampia categoria delle "cose pertinenti al reato" e per sottolineare che la qualifica di pertinenza richiede indicazione del perimetro investigativo e della finalità probatoria.
Principio di proporzionalità (richiamo a giurisprudenza costituzionale, UE e CEDU)
La Corte applica il test di proporzionalità (idoneità, necessità e proporzionalità in senso stretto) per valutare la legittimità del sequestro probatorio, imponendo motivazione sulla inevitabilità e sulla modulazione del vincolo.
Massime di principio
- Il decreto di sequestro probatorio deve indicare chiaramente i fatti e le condotte attribuite al singolo indagato: non è sufficiente l'elencazione generica delle norme violate.
- Per le "cose pertinenti al reato" è necessario motivare il nesso di strumentalità o di provenienza non occasionale tra l'oggetto sequestrato e l'ipotesi di reato, indicando la finalità probatoria perseguita.
- Il principio di proporzionalità impone che il giudice valuti e motivi l'impossibilità di ottenere lo stesso risultato con misure meno invasive e, quando possibile, moduli il vincolo per non compromettere inutilmente la funzione del bene sequestrato.
- Quando il bene appartiene a terzi estranei all'indagine la verifica del nesso di pertinenza deve essere particolarmente rigorosa e puntuale.
- Il giudice non può supplire con ricostruzioni fattuali personali a un decreto carente di motivazione: la mancanza di una motivazione specifica può determinare l'annullamento senza rinvio del sequestro e la restituzione dei beni.
- In fasi investigative complesse è possibile disporre sequestri ampi, ma occorre spiegare caso per caso la necessità di ampiezza, ancorare la durata a criteri ragionevoli e prevedere garanzie per la selezione e la restituzione tempestiva delle cose non necessarie.
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