Cassazione Penale, Sentenza n. 8929/2024 del 29/02/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame di Palermo che aveva confermato gli arresti domiciliari per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa (artt. 81 cpv., 110, 416-bis c.p.). L'imputazione era fondata sul presunto apporto agevolatore dell'indagato, consistente nella messa a disposizione dell'impresa familiare "Fiorentino Nicolò" per garantire la prosecuzione dell'attività riconducibile alla Man Service s.r.l., in virtù di una "designazione" contenuta in una missiva inviata da Cancemi Giovanni e di conversazioni con esponenti della Man Service. Il ricorso deduceva violazione di legge e vizio di motivazione circa la sussistenza della gravità indiziaria, anche alla luce di un provvedimento favorevole nei confronti di Cancemi Giovanni che aveva escluso la sua partecipazione all'associazione e l'aggravante contestata.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato l'ordinanza del Tribunale del Riesame e disposto il rinvio al giudice di merito affinché rivaluti la gravità indiziaria nei confronti di Fiorentino alla luce del giudicato cautelare relativo a Cancemi Giovanni e dei principi di giurisprudenza sulla estensione degli effetti favorevoli dell'impugnazione. Non si è pronunciata sul merito sostanziale della responsabilità penale dell'indagato, ma ha ritenuto che le ragioni che avevano escluso la partecipazione di Cancemi possano incidere sulla configurabilità del concorso esterno ascritto a Fiorentino, richiedendo nuovo esame.
Norme richiamate
Codice penale, art. 110
Disciplina il concorso di persone nel reato; applicato per ricondurre la condotta di più soggetti nella stessa fattispecie delittuosa, qui valutato in connessione con l'art. 416-bis per il concorso esterno.
Codice penale, art. 416-bis
Norma che configura l'associazione di tipo mafioso; la Corte sottolinea che per il concorso esterno occorre provare che l'apporto abbia concretamente favorito l'associazione, ossia che la condotta abbia dato contributo significativo alla forza, ai mezzi o al prestigio del sodalizio.
Codice penale, art. 81, comma finale
Riguarda la continuazione o altre circostanze del reato; citato nell'imputazione cumulativa ai fini della ricostruzione dei capi di accusa.
Codice di procedura penale, art. 587, comma 1
Dispositivo richiamato indirettamente attraverso la giurisprudenza: prevede l'estensione degli effetti favorevoli di un'impugnazione cautelare ai coindagati quando la ragione dell'annullamento non sia di natura esclusivamente personale; la Corte ricorda però che tale estensione è possibile solo se il vizio è comune e non fondato su elementi personali relativi a un singolo coindagato.
Massime di principio
- La configurabilità del concorso esterno in associazione mafiosa richiede elementi idonei a dimostrare che la condotta dell'indagato abbia concretamente favorito l'organizzazione (mezzi, forza, prestigio), e non solo rapporti lavorativi o personali con esponenti sospetti.
- Una decisione favorevole (giudicato cautelare) nei confronti di un coindagato può incidere sulla posizione degli altri se il ruolo contestato agli altri deriva direttamente dalla posizione del coindagato e il vizio è comune, non basato su circostanze soggettive o personali.
- La frammentazione delle impugnazioni non impedisce l'estensione degli effetti favorevoli quando il vizio del provvedimento cautelare è radicale e comune a tutti i coindagati.
- In presenza di provvedimenti intervenuti che escludono la partecipazione di un coindagato all'associazione mafiosa, il giudice del rinvio deve riesaminare la gravità indiziaria degli altri indagati alla luce di tale giudicato cautelare.
- Per la difesa, depositare provvedimenti intervenuti favorevoli a coindagati può rappresentare una strategia efficace per mettere in discussione la sussistenza della gravità indiziaria a carico dell'imputato; per l'accusa, occorre dimostrare elementi autonomi e oggettivi a carico di ciascun soggetto.
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