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Sentenza

Sentenza del 07/12/2016 n. 25088 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della CTR Lombardia che aveva annullato la cartella di pagamento relativa a IVA e IRAP dovute per il 1998. Con il primo motivo ha sostenuto che i contribuenti non avessero interesse a impugnare una cartella concernente debiti tributari della società. Con il secondo ha contestato l'esclusione della loro responsabilità quali eredi del socio accomandatario, richiamando la disciplina della trasmissione della posizione sociale e delle obbligazioni del socio.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Il primo motivo è stato dichiarato inammissibile perché introduceva una questione nuova, non adeguatamente allegata né trattata nei precedenti gradi, e comunque infondata: i destinatari avevano interesse a contestare di essere titolari del debito tributario in qualità di eredi. Il secondo motivo è stato ritenuto infondato, poiché la controversia non riguardava l'acquisto della qualità di soci da parte degli eredi, ma l'eventuale successione degli stessi nella posizione debitoria del socio accomandatario. È stata respinta anche la domanda dei contribuenti di risarcimento per responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c., per mancanza di prova degli elementi necessari alla liquidazione del danno. L'Agenzia è stata condannata a rimborsare le spese del giudizio di cassazione, liquidate in 18.000 euro per compensi e 200 euro per esborsi, oltre accessori.

Norme richiamate

  • Art. 485 c.c.

    La qualificazione dei contribuenti come eredi era contestata; i giudici di merito hanno ritenuto che non fosse stata provata l'accettazione dell'eredità.

  • Art. 2313, comma 1, c.c.

    Il socio accomandatario può rispondere illimitatamente e solidalmente delle obbligazioni della società; tale responsabilità può rilevare, in linea di principio, anche ai fini della successione nel debito del socio deceduto.

  • Art. 2322 c.c.

    La norma riguarda la trasferibilità della quota del socio accomandante. Non era decisiva nel caso concreto, perché la controversia riguardava la qualità di eredi e la successione nella posizione debitoria, non l'acquisto della qualità di soci da parte dei contribuenti.

  • Art. 2284 c.c.

    La morte del socio non comporta automaticamente l'ingresso degli eredi nella società, salvo il consenso previsto dalla disciplina applicabile; ciò non esclude, tuttavia, la diversa questione della successione nei debiti del socio.

  • D.P.R. n. 600 del 1973, art. 65, comma 1

    La responsabilità degli eredi per le obbligazioni tributarie del defunto presuppone che essi abbiano effettivamente acquisito la qualità di eredi; se tale qualità è contestata, gli interessati possono impugnare la cartella per ottenere l'accertamento negativo della propria responsabilità.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19, comma 3

    La questione sull'impugnabilità della cartella e sull'interesse dei destinatari è stata ritenuta infondata: chi nega di essere obbligato ha interesse a contestare l'atto che gli richiede il pagamento.

  • Art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c.

    Il ricorso per cassazione deve riportare o indicare specificamente gli atti e i documenti necessari per verificare la censura; la mancata trascrizione del contenuto rilevante dell'avviso di accertamento può determinare una violazione del principio di autosufficienza.

  • Art. 96 c.p.c.

    La domanda di risarcimento per lite temeraria richiede l'allegazione e la prova degli elementi concreti del danno, anche quando se ne chieda la liquidazione equitativa.

Massime di principio

  • Il destinatario di una cartella ha interesse a impugnarla anche quando contesta proprio di essere il soggetto obbligato: la contestazione della titolarità del debito è sufficiente a fondare l'interesse ad agire.
  • In una controversia tributaria, la responsabilità degli eredi presuppone la prova dell'effettiva acquisizione della qualità di erede e non può essere desunta automaticamente dalla mera parentela o dalla presenza del defunto presso un immobile.
  • La successione nella posizione debitoria del socio accomandatario è distinta dall'acquisto della qualità di socio: gli eredi possono essere chiamati a rispondere dei debiti ereditari senza diventare automaticamente soci della società.
  • Le questioni nuove non dedotte nei precedenti gradi di giudizio, soprattutto quando richiedono nuovi accertamenti di fatto, non possono normalmente essere introdotte per la prima volta in cassazione.
  • Chi impugna una decisione in cassazione deve indicare con precisione il contenuto degli atti e dei documenti su cui fonda le proprie censure; allegazioni generiche o contraddittorie possono comportare l'inammissibilità del motivo.
  • La richiesta di risarcimento per responsabilità aggravata non è automatica in caso di soccombenza: occorre dimostrare una condotta processuale abusiva o gravemente colposa e un danno concretamente liquidabile.

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