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Sentenza

Sentenza n. 1145/2026 - Napoli, Sezione 7

per l'accertamento: - dell'obbligo dell'amministrazione, ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a., di adottare un provvedimento espresso a conclusione del procedimento avviato dalla ricorrente con l'istanza di concessione demaniale marittima di specchio acqueo nel porto di Marina Piccola di Sorrento presentata l'11 feb-braio 2025 e del silenzio-inadempimento serbato dal Comune di Sorrento in ordine a detta istanza; nonché, per la condanna della medesima Amministrazione: all'adozione di un provvedimento conclusivo del procedimento, entro un termine non superiore a 30 giorni, con contestuale nomina di un Commissario ad acta, ex art. 117, co. 3 c.p.a., in caso di perdurante inerzia.

Giustizia amministrativa202506247

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento del Comune di Sorrento sull’istanza dell’11 febbraio 2025 per la concessione di uno specchio acqueo nel porto di Marina Piccola di Sorrento, destinato al posizionamento e alla gestione di un pontile galleggiante per ormeggio di imbarcazioni da diporto

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (operatore economico)

Prevale il privato

La controversia

La società ricorrente ha chiesto l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Sorrento sull’istanza di concessione demaniale marittima e la condanna dell’amministrazione a concludere il procedimento con un provvedimento espresso, con nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia. L’obbligo di provvedere è stato dedotto sia sulla base del regolamento comunale in materia di aree demaniali marittime, che imporrebbe l’adozione di un atto conclusivo sulle istanze concessorie, sia ai sensi dell’art. 2 l. 241/1990. Il Comune è rimasto ingiustificatamente silente. Nel giudizio si è costituito anche il Consorzio Porto Turistico Marina Piccola Sorrento.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso ai soli fini del provvedere, accertando l’illegittimità del silenzio serbato dal Comune sull’istanza dell’11 febbraio 2025. Ha ordinato al Comune di Sorrento di concludere il procedimento con un provvedimento espresso e motivato entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza, senza imporre un determinato contenuto decisorio. Per il caso di ulteriore inerzia ha nominato quale commissario ad acta il Prefetto di Napoli, con facoltà di delega, assegnandogli ulteriori 60 giorni decorrenti dalla comunicazione della richiesta della ricorrente. Le spese dell’attività commissariale, liquidate in 1.000 euro, sono state poste a carico del Comune. Il Comune è stato inoltre condannato alla rifusione delle spese di giudizio in favore della ricorrente, liquidate in 1.500 euro oltre IVA e CPA. È stata disposta la trasmissione della sentenza alla Procura regionale della Corte dei conti dopo il passaggio in giudicato, ai sensi dell’art. 2, comma 8, l. 241/1990.

Norme richiamate

  • art. 31 c.p.a.

    Prevede l’azione avverso il silenzio e consente l’accertamento dell’obbligo dell’amministrazione di provvedere.

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il rito sul silenzio e consente, in caso di perdurante inerzia, la nomina di un commissario ad acta per l’esecuzione dell’obbligo di provvedere.

  • art. 2 l. 241/1990

    l'amministrazione è pur sempre tenuta

    Impone all’amministrazione di concludere il procedimento mediante l’adozione di un provvedimento espresso, anche quando l’istanza sia manifestamente irricevibile, inammissibile, improcedibile o infondata, potendo la motivazione essere redatta in forma semplificata.

  • art. 2, comma 8, l. 241/1990

    Costituisce il riferimento per la trasmissione della sentenza alla Procura regionale della Corte dei conti dopo il passaggio in giudicato.

  • art. 36 cod. nav.

    È richiamato quale ulteriore fondamento dell’obbligo dell’amministrazione di dare riscontro all’istanza relativa alla possibile concessione o esternalizzazione della gestione del bene demaniale marittimo.

Massime di principio

  • A fronte di un’istanza privata che attivi un procedimento amministrativo, l’amministrazione competente ha l’obbligo generale di concluderlo entro il termine previsto mediante l’adozione di un provvedimento espresso e motivato.
  • L’obbligo di provvedere sussiste anche quando l’istanza appaia manifestamente irricevibile, inammissibile, improcedibile o infondata; in tali casi è sufficiente un provvedimento espresso con motivazione semplificata, contenente un sintetico riferimento alla ragione di fatto o di diritto risolutiva.
  • L’azione avverso il silenzio può essere accolta ai soli fini del provvedere: il giudice ordina all’amministrazione di pronunciarsi, ma non sostituisce la valutazione amministrativa né predetermina il contenuto del provvedimento finale quando residuino margini di discrezionalità.
  • In caso di persistente inerzia successiva alla sentenza resa sul silenzio, il giudice può nominare sin dalla decisione un commissario ad acta, assegnandogli un termine per provvedere in via sostitutiva e ponendo le relative spese a carico dell’amministrazione inadempiente.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanza
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoBuona fede e correttezza della PAOttemperanza e commissario ad acta

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