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Cassazione Penale, Ordinanza n. 23438/2026 del 24/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 500,00 in favore della Cassa delle ammende, rilevando che la rinuncia non era stata giustificata da sopravvenuta carenza di interesse.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (magistratura di sorveglianza)

La controversia

La vicenda concerne un ricorso proposto avverso un decreto dell'Ufficio di sorveglianza che aveva rigettato un'istanza presentata il 30/1/2026 nell'interesse di una persona detenuta. Il ricorso, inizialmente qualificato come ricorso per cassazione e trasmesso alla Corte, è stato poi oggetto di dichiarazione di rinuncia sic et simpliciter da parte del difensore munito di procura speciale, pervenuta in cancelleria il 3/3/2026. La Corte ha preso atto che la rinuncia non era motivata da sopravvenuta carenza di interesse; da ciò ha tratto la conseguenza processuale dell'inammissibilità del ricorso e della condanna alle spese e alla somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La rinuncia al ricorso, quando non sia motivata da sopravvenuta carenza di interesse, non impedisce la declaratoria di inammissibilità e può comportare la condanna del ricorrente alle spese processuali.
  • In caso di inammissibilità del ricorso, la Corte può applicare anche la sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, valutando il contenuto dell'impugnazione e le circostanze della rinuncia.
  • La rinuncia 'sic et simpliciter' all'impugnazione, se non collegata a una sopravvenuta cessazione dell'interesse, non elimina automaticamente le conseguenze economiche sfavorevoli per l'impugnante.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNe bis in idem

Testo integrale

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