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Sentenza

Sentenza n. 11208/2026 - Roma, Sezione 2T

per l'annullamento del Provvedimento Prot. CA/2023/0049250 notificato l'01.03.2023 avente ad oggetto la S.C.I.A., prot. CA/34931 del 15.02.2023, di apertura di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande nel locale sito in Via Ostilia, 30/a. Comunicazione di inefficacia; della Delibera del C.C. di Roma Capitale ed in particolare dell'art. 11 comma 1 laddove prescrive che “negli Ambiti di cui al comma 4 del precedente art. 10 non è consentito il rilascio di autorizzazioni per nuove attività di somministrazione di alimenti e bevande (…)” nonché di tutti gli atti a questo presupposti connessi e consequenziali.

Giustizia amministrativa202308054

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: comunicazione di inefficacia della SCIA per l'apertura di un'attività di somministrazione di alimenti e bevande e art. 11, comma 1, della delibera del Consiglio comunale di Roma Capitale n. 35/2010

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato il provvedimento del Municipio Roma I Centro che aveva dichiarato priva di effetti la SCIA presentata per l'apertura di un'attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande in un locale sito in Roma, inibendo lo svolgimento dell'attività. È stata inoltre impugnata, in parte qua, la delibera del Consiglio comunale di Roma Capitale n. 35/2010, il cui art. 11, comma 1, vieta il rilascio di autorizzazioni per nuove attività di somministrazione negli ambiti individuati dal precedente art. 10, comma 4. Dal testo non emergono ulteriori dettagli sui vizi di legittimità dedotti.

La decisione

Roma Capitale ha eccepito la sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che la società ricorrente aveva presentato, il 18 novembre 2025, una comunicazione di cessazione dell'attività. In udienza la ricorrente ha confermato tale circostanza e ha chiesto la declaratoria di cessata materia del contendere, con compensazione delle spese. Il Collegio ha ritenuto venuto meno l'interesse alla definizione del merito e ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare i motivi di merito. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato quale disposizione processuale relativa alla trattazione dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; il testo non ne esplicita ulteriormente l'interpretazione.

  • art. 11, comma 1, delibera del Consiglio comunale di Roma Capitale n. 35/2010

    negli Ambiti di cui al comma 4 del precedente art. 10 non è consentito il rilascio di autorizzazioni per nuove attività di somministrazione di alimenti e bevande (…)

    Disposizione impugnata in parte qua, ma non esaminata nel merito per la sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • La presentazione, da parte del ricorrente, di una comunicazione di cessazione dell'attività oggetto del provvedimento impugnato può determinare il venir meno dell'interesse concreto e attuale alla decisione di merito, con conseguente improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, quando il giudice accerti l'elisione dell'interesse alla definizione del giudizio.

Come è indicizzato

MateriePubblici esercizi e somministrazioneEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiCommercio e attività produttiveProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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