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Sentenza

Sentenza n. 2041/2026 - Venezia, Sezione 4

Giustizia amministrativa202502271

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto, Sez. IVSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Padova, Sezione Lavoro, n. 228/2025, che aveva riconosciuto il beneficio della Carta elettronica del docente per l’anno scolastico 2020/21 e le differenze retributive per la retribuzione professionale docenti

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente precario)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza chiedendo l’esecuzione della sentenza definitiva del Tribunale di Padova, Sezione Lavoro, pubblicata il 5 marzo 2025 e notificata il 6 marzo 2025. Il titolo aveva accertato il diritto al beneficio della Carta elettronica del docente per l’anno scolastico 2020/21, per l’importo di 500 euro, e alla retribuzione professionale docenti, condannando il Ministero al pagamento di 1.268,72 euro di differenze retributive. La ricorrente ha dedotto il mancato adempimento del Ministero; il giudicato e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo presso la sede dell’Amministrazione risultano documentati.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso: ha ritenuto ammissibile la domanda, essendo provati il passaggio in giudicato della sentenza e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14 del d.l. 669/1996. Nel merito, la documentazione non dimostrava l’adempimento del Ministero agli obblighi stabiliti dal titolo. Ha quindi ordinato all’Amministrazione di eseguire il giudicato entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza e ha nominato commissario ad acta il Direttore della Direzione generale competente presso il Ministero, che interverrà, su istanza della ricorrente, in caso di inutile scadenza del termine e dovrà provvedere nell’ulteriore termine di 60 giorni. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Visto l’art. 114 cod. proc. amm.;

    La disposizione costituisce la base processuale dell’azione di ottemperanza proposta.

  • art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997

    Sussistono, infatti, i requisiti di ammissibilità della domanda, perché il ricorrente ha provato il passaggio in giudicato della sentenza da eseguire e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni - dalla notifica del titolo esecutivo presso la sede dell’Amministrazione - di cui all’art. 14 del d.l. n. 669 del 31 dicembre 1996, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge n. 30 del 28 febbraio 1997.

    La domanda di ottemperanza è ammissibile quando siano provati il passaggio in giudicato del titolo e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo presso la sede dell’Amministrazione.

Massime di principio

  • L’azione di ottemperanza è ammissibile, per l’esecuzione del titolo giudiziale nei confronti dell’Amministrazione, quando risultino provati il passaggio in giudicato del titolo e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione presso la sede dell’Amministrazione.
  • Accertata la mancata esecuzione degli obblighi derivanti dal giudicato, il giudice dell’ottemperanza ordina all’Amministrazione di adempiere entro un termine e può nominare un commissario ad acta per provvedere in caso di ulteriore inadempimento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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