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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20638/2023 del 15/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il 30 novembre 2022 il difensore, munito di procura speciale, ha rinunciato all'impugnazione dopo che la misura cautelare era stata revocata. La Corte ha ritenuto che, per effetto della revoca della misura e della rinuncia all'impugnazione, sia venuta meno l'interesse concreto e attuale al giudizio; perciò ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Sentenza pronunciata il 24/01/2023.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del 07/06/2022 del Tribunale della libertà di Palermo che aveva confermato la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e dell'obbligo di dimora nei confronti di Prainito, ritenuto gravemente indiziato del reato di corruzione. Il ricorso, articolato in tre motivi dal difensore, mirava a impugnare la conferma della misura cautelare.

Norme richiamate

  • Principio della sopravvenuta carenza di interesse nel processo penale

    La Corte ha applicato il principio per cui, se viene meno l'interesse concreto a ottenere il provvedimento impugnato (ad es. perché la misura cautelare è stata revocata) e il difensore rinuncia all'impugnazione, il ricorso diventa inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • Se l'oggetto dell'impugnazione perde la sua efficacia concreta (es. revoca della misura cautelare), il ricorso può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La rinuncia del difensore all'impugnazione, una volta venuto meno l'interesse concreto, consolida l'inammissibilità del ricorso; la rinuncia è efficace anche se fatta da difensore munito di procura speciale.
  • Per conservare l'ammissibilità dell'impugnazione non è sufficiente un interesse teorico: deve sussistere un interesse attuale e concreto a ottenere la pronuncia (ad es. effetti patrimoniali o dichiarativi residui possono talvolta mantenere l'interesse).
  • In situazioni analoghe conviene valutare prima di rinunciare se esistono profili residuali (dichiarazioni di illegittimità, determinazione di responsabilità accessorie o esigenze probatorie) che possano giustificare il proseguimento del ricorso nonostante la revoca della misura.

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