Cassazione Civile, Ordinanza n. 03368/2025 del 10/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (acquirente)
La controversia
La controversia nasce da un contratto preliminare di compravendita di un compendio immobiliare sito nel Comune di Cetona, sottoscritto nel 2000. La promissaria acquirente ha chiesto al Tribunale la sentenza costitutiva ex art. 2932 c.c. per ottenere il trasferimento del bene, deducendo il pagamento del prezzo pattuito, al netto della caparra già versata e di quanto dovuto dalla promittente venditrice a titolo di risarcimento danni e spese per la cancellazione di un'ipoteca gravante sull'immobile. Il Tribunale ha accolto la domanda; la Corte d'appello ha respinto il gravame della venditrice, ma ha aumentato il risarcimento del danno dovuto da quest'ultima. In Cassazione la venditrice ha proposto tre motivi: 1) violazione delle norme processuali per avere la Corte d'appello ammesso una seconda comparsa di costituzione della controparte, contenente anche appello incidentale, sostenendo che ciò avesse compresso il suo diritto di difesa; 2) violazione dell'art. 345 c.p.c. e dell'art. 29 l. n. 52/1995, per avere ritenuto producibili in appello documenti relativi alla conformità urbanistica ed edilizia del bene; 3) violazione dell'art. 2932 c.c., per avere ritenuto che la verifica della condizione dell'azione dovesse essere compiuta con riferimento alla sentenza d'appello e non a quella di primo grado.
La decisione
La Corte ha ritenuto infondati tutti e tre i motivi. Ha affermato che il deposito di una seconda comparsa di risposta in appello è ammissibile se avviene nel rispetto del termine utile per le difese e delle preclusioni processuali, salvo specifico abuso dello strumento processuale; nel caso concreto non vi era stata lesione del diritto di difesa. Ha inoltre ritenuto che la documentazione sulla conformità urbanistica ed edilizia dell'immobile, richiesta in una domanda ex art. 2932 c.c. come condizione dell'azione, sia producibile sino alla decisione e quindi anche in appello, non essendo soggetta al divieto di nuove prove/documenti di cui all'art. 345 c.p.c. Infine ha chiarito che la sentenza d'appello, anche quando conferma la decisione di primo grado, ha effetto sostitutivo; pertanto la sussistenza delle condizioni dell'azione va verificata al momento della decisione del giudice di secondo grado. Il ricorso è stato rigettato, con condanna della ricorrente alle spese, a una somma ulteriore ex art. 96 c.p.c., e al pagamento dell'ulteriore importo per il contributo unificato.
Norme richiamate
art. 2932 c.c.
La sentenza costitutiva di esecuzione in forma specifica del preliminare realizza l'effetto traslativo all'esito del giudizio e, ai fini della verifica delle condizioni dell'azione, l'effetto costitutivo va collegato alla decisione del giudice d'appello, che sostituisce quella di primo grado.
art. 163 bis c.p.c.
Richiamato come norma processuale nella doglianza sulla tempestività e ammissibilità del deposito della seconda comparsa di costituzione.
art. 167 c.p.c.
La Corte ribadisce che il deposito di una seconda comparsa di risposta è possibile sino al maturare delle preclusioni e nel rispetto dei termini di costituzione, salvo abuso del processo.
art. 343 c.p.c.
Le difese e l'appello incidentale possono essere svolti entro i termini processuali applicabili; nel caso concreto non vi era decadenza perché il deposito era tempestivo.
art. 347 c.p.c.
Richiamato nel primo motivo quale norma processuale asseritamente violata nella gestione degli atti difensivi in appello.
art. 345 c.p.c.
Non osta alla produzione in appello di documenti che provino una condizione dell'azione, poiché tali documenti sono producibili fino alla decisione della causa.
art. 29 della legge n. 52 del 1995
Richiamato nel secondo motivo di ricorso come norma che, secondo la ricorrente, avrebbe reso non producibili i documenti sulla conformità urbanistica ed edilizia; la Corte ha respinto la censura.
art. 40 della legge 28 febbraio 1985, n. 47
È richiamato nel principio giurisprudenziale sulla documentazione urbanistica come condizione dell'azione nelle domande ex art. 2932 c.c., producibile fino alla decisione.
art. 380 bis c.p.c.
Ha regolato la proposta di definizione anticipata e la successiva richiesta della ricorrente di decisione del ricorso.
art. 380 bis.1 c.p.c.
Richiamato in relazione alla composizione del collegio e alla proposta di definizione accelerata, priva di funzione decisoria.
art. 96 c.p.c.
In ragione della decisione conforme alla proposta ex art. 380-bis c.p.c., la Corte ha applicato le sanzioni aggravate previste dai commi terzo e quarto, condannando la ricorrente a somme ulteriori in favore della controparte e della cassa delle ammende.
art. 13, comma 1-quater, del D.P.R. n. 115 del 2002
La Corte ha dato atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per l'impugnazione.
Massime di principio
- Nel giudizio di appello, il deposito di una seconda comparsa di risposta è ammissibile se avviene entro i termini di costituzione e prima del maturare delle preclusioni, salvo che sia configurabile un uso abusivo dello strumento processuale; la mera duplicazione dell'atto non comporta di per sé inammissibilità.
- Nei giudizi di esecuzione specifica dell'obbligo di concludere un contratto ex art. 2932 c.c., la prova della conformità urbanistica ed edilizia del bene non integra un presupposto della domanda, ma una condizione dell'azione; perciò la relativa documentazione può essere prodotta fino alla decisione, anche in appello.
- L'effetto sostitutivo della sentenza di appello opera anche quando il gravame viene rigettato con conferma della decisione di primo grado; di conseguenza, la verifica delle condizioni dell'azione va compiuta con riferimento alla decisione del giudice d'appello.
- La deduzione di un pregiudizio difensivo non può fondarsi sulla sola allegazione formale di un deposito documentale tardivo, occorrendo indicare e dimostrare una concreta compressione delle facoltà difensive.
- La documentazione urbanistica richiesta per l'esecuzione in forma specifica del preliminare, quando abbia funzione di prova di una condizione dell'azione, resta producibile sino alla decisione e non è soggetta al regime ordinario di preclusione dei nuovi documenti in appello.
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