Sentenza n. 1416/2026 - Brescia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Brescia che aveva riconosciuto il diritto alla Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022 e condannato il Ministero a consentire la generazione dei relativi buoni
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Brescia n. 589/2024, pubblicata il 16 maggio 2024, notificata all’Amministrazione il 12 dicembre 2024 e passata in giudicato. La sentenza aveva accertato il diritto del docente alla Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022 e condannato il Ministero a consentire la generazione dei relativi buoni. Il ricorrente ha chiesto l’esecuzione del giudicato; dopo l’accredito dell’importo nel borsellino elettronico il 25 febbraio 2026, ha chiesto la declaratoria di cessazione della materia del contendere e la rifusione delle spese secondo soccombenza virtuale.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, poiché la pretesa è stata integralmente soddisfatta in sede amministrativa mediante l’accredito, il 25 febbraio 2026, dell’importo riconosciuto con la sentenza. Ha rilevato che l’adempimento tardivo confermava la fondatezza della pretesa e, applicando la soccombenza virtuale, ha posto a carico del Ministero i cinque sesti delle spese, liquidate in 500 euro oltre accessori, con distrazione ai difensori antistatari; ha compensato la restante parte e disposto il rimborso del contributo unificato, ove effettivamente versato.
Norme richiamate
artt. 112 e seguenti c.p.a.
Con ricorso proposto ai sensi degli artt. 112 e seg. c.p.a. davanti a questo Tribunale Amministrativo Regionale, notificato in data 3.10.2025, la parte ricorrente ha chiesto l’ottemperanza alla sentenza n. 589/2024 pubblicata il 16.5.2024 e notificata all’Amministrazione il 12.12.2024
Il giudizio di ottemperanza è stato proposto per ottenere l’esecuzione della sentenza passata in giudicato che aveva riconosciuto il diritto del ricorrente e imposto all’Amministrazione di consentire la generazione dei buoni.
art. 34, comma 5, c.p.a.
In ragione di quanto sopra, pertanto, si deve ritenere che la domanda proposta in giudizio abbia trovato piena soddisfazione in sede amministrativa, sicché il Tribunale non è più chiamato a pronunciarsi sull’oggetto della controversia ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a..
Quando la pretesa azionata è integralmente soddisfatta dall’Amministrazione nel corso del giudizio, il giudice dichiara cessata la materia del contendere e non decide ulteriormente sull’oggetto della controversia.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, l’integrale soddisfazione in sede amministrativa della pretesa riconosciuta dal giudicato comporta la cessazione della materia del contendere.
- In caso di cessazione della materia del contendere per adempimento tardivo dell’Amministrazione, le spese possono essere regolate secondo il criterio della soccombenza virtuale, tenendo conto della fondatezza della pretesa e delle circostanze temporali e comportamentali del caso.
Come è indicizzato
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