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Cassazione Penale, Ordinanza n. 21619/2025 del 09/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La decisione di merito resta quindi ferma, con conferma della condanna per furto pluriaggravato e ricettazione e della pena già irrogata nei gradi di merito.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna pronunciata in primo grado per furto pluriaggravato e ricettazione, con pena complessiva di anni 3 e mesi 4 di reclusione ed euro 700 di multa. Il ricorso articolava due censure: la prima denunciava violazione di legge e vizio di motivazione per il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, ritenute ingiustificatamente negate nonostante gli elementi favorevoli dedotti dalla difesa; la seconda censurava la determinazione dell'aumento di pena per la continuazione, sostenendo l'illegittimità o l'insufficiente motivazione dell'aumento applicato per il reato satellite di ricettazione. La Corte ha ritenuto entrambi i motivi manifestamente infondati, osservando che il diniego delle attenuanti era sorretto da una motivazione congrua incentrata sulla gravità dei fatti e sulla condotta post delictum, caratterizzata da trasgressioni alla misura cautelare; quanto alla continuazione, ha reputato correttamente motivato l'aumento di mesi sei di reclusione per la ricettazione, in coerenza con i criteri fissati dalle Sezioni Unite sulla necessaria distinta determinazione e motivazione degli aumenti per ciascun reato satellite e sul rispetto del limite e della proporzione di cui all'art. 81 c.p.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    Nel reato continuato il giudice deve individuare il reato più grave, stabilire la pena base e determinare e motivare distintamente gli aumenti per ciascun reato satellite, entro i limiti dell'istituto e senza trasformare la continuazione in un surrettizio cumulo materiale di pene.

  • circostanze attenuanti generiche

    Il loro diniego può essere legittimamente fondato anche su un solo dato negativo, oggettivo o soggettivo, ritenuto prevalente, inclusa la gravità del fatto e la condotta post delictum.

  • art. 620 c.p.p.

    Non richiamato espressamente nel testo, ma la decisione di inammissibilità comporta la condanna alle spese processuali e alla somma in favore della Cassa delle ammende secondo la disciplina dell'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimo quando la motivazione valorizza in modo non illogico uno o più elementi negativi, anche uno solo, purché ritenuti prevalenti rispetto ai dati favorevoli allegati dalla difesa.
  • La gravità del fatto può costituire di per sé un indice sufficiente, ai fini del trattamento sanzionatorio, per giustificare il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche.
  • Nella continuazione, il giudice deve motivare separatamente gli aumenti di pena per ciascun reato satellite; il livello di approfondimento della motivazione varia in rapporto all'entità dell'aumento e deve consentire il controllo sul rispetto della proporzione tra le pene e dei limiti dell'art. 81 c.p.
  • È legittimo l'aumento di pena per un reato satellite quando risulti verificabile che non si è operato un cumulo materiale mascherato e che l'incremento è coerente con la struttura della continuazione e con la pena del reato più grave.

Come è indicizzato

MaterieFurtoRicettazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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