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Sentenza

Sentenza n. 100/2026 - Trieste, Sezione 1

per l'annullamento del provvedimento del 26 giugno 2025 prot. n. 28533 con cui la Prefettura di Gorizia, all’esito della gara a procedura aperta indetta con decisione a contrarre del 19 giugno 2024, ha disposto l’aggiudicazione definitiva dei “servizi di gestione e funzionamento del Centro di Permanenza per i Rimpatri sito a Gradisca d’Isonzo (GO) in via Udine, con capienza sino a 150 posti” alla controinteressata; nonché per la declaratoria di inefficacia del contratto, se nelle more eventualmente stipulato.

Giustizia amministrativa202500529

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Friuli Venezia Giulia - Trieste, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: aggiudicazione definitiva dei servizi di gestione e funzionamento di un Centro di Permanenza per i Rimpatri

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (stazione appaltante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'aggiudicazione definitiva disposta dalla Prefettura di Gorizia all'esito di una procedura aperta avente a oggetto i servizi di gestione e funzionamento di un Centro di Permanenza per i Rimpatri con capienza sino a 150 posti, chiedendone l'annullamento e la declaratoria di inefficacia del contratto eventualmente stipulato. Prima della decisione, la ricorrente ha depositato una dichiarazione espressa di rinuncia al ricorso, motivata dal venir meno dell'interesse alla decisione. Il testo non espone ulteriori motivi di illegittimità dell'aggiudicazione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. Il Collegio ha richiamato il principio della domanda e la disponibilità del processo amministrativo da parte del soggetto che lo ha instaurato: il giudice non può decidere nel merito quando, prima della spedizione della causa in decisione, il ricorrente dichiari di non avere più interesse alla decisione. Le spese di lite sono state compensate, in considerazione del fatto che l'impugnativa era giustificata dall'interesse della ricorrente a coltivare l'appello avverso una precedente sentenza del TAR.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.

    improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse

    La sopravvenuta carenza di interesse, anche risultante da una dichiarazione espressa del ricorrente prima della decisione, impone la declaratoria di improcedibilità.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nel quadro della disciplina processuale applicabile alla definizione del giudizio.

Massime di principio

  • In applicazione del principio della domanda, il processo amministrativo resta nella disponibilità della parte che lo ha instaurato; se essa dichiara, prima della spedizione della causa in decisione, di non avere più interesse alla decisione, il giudice non può procedere all'esame del merito.
  • La dichiarazione univoca del ricorrente di non avere più interesse alla decisione determina la sopravvenuta carenza di interesse e impone la declaratoria di improcedibilità del ricorso ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieAggiudicazione, revoca e annullamento della garaRito appalti e sorte del contrattoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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