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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9335/2024 del 05/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato le ordinanze di convalida dei provvedimenti questorili che imponevano il divieto di accesso alle manifestazioni calcistiche e l'obbligo di presentazione all'Autorità di Pubblica Sicurezza per cinque anni. Hanno dedotto la violazione del diritto al contraddittorio e del diritto di difesa perché la convalida del G.I.P. è stata emessa prima del decorso del termine indispensabile di 48 ore dalla notifica del provvedimento questorile, impedendo l'effettiva consultazione degli atti e la predisposizione di memorie difensive; inoltre è stata lamentata una menomazione dell'accesso agli atti per l'impossibilità di ottenere copie digitali tempestive.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati: ha richiamato l'orientamento consolidato secondo cui il destinatario del provvedimento questorile ha diritto a 48 ore per esaminare gli atti e formulare deduzioni e che la convalida non può intervenire prima di tale termine. Avendo il G.I.P. disposto la convalida prima dello spirare delle 48 ore e prima del deposito delle memorie difensive, la Corte ha dichiarato la nullità ai sensi dell'art. 178 lett. c) c.p.p., ha annullato senza rinvio le ordinanze impugnate e ha dichiarato l'inefficacia dei provvedimenti del Questore del 13/07/2023 limitatamente all'obbligo di presentazione all'Autorità di Pubblica Sicurezza; ha inoltre disposto la comunicazione del dispositivo al Questore.

Norme richiamate

  • art. 178 cod. proc. pen., lett. c)

    La nullità prevista dall'art. 178 c.p.p. opera per l'inosservanza dei termini procedurali essenziali (qui il termine di 48 ore utile al contraddittorio), con la conseguenza dell'annullamento del provvedimento convalidante

  • Giurisprudenza di legittimità richiamata

    Sez. U, n. 4441 del 29/11/2005; Sez. 3, n. 6440 del 27/01/2016; Sez. 3, n. 15973 del 04/03/2020; Sez. 3, n. 20366 del 02/12/2020; Sez. 3, n. 12665 del 06/03/2018

    Consolidato indirizzo secondo cui il destinatario del provvedimento del Questore ha diritto di esaminare gli atti e presentare memorie entro un termine indispensabile di 48 ore dalla notifica; la convalida compiuta prima di tale termine incide sul diritto di difesa e determina nullità generale

Massime di principio

  • La convalida giudiziale di provvedimenti amministrativi che impongono obblighi alla persona (es. obbligo di presentazione) non può essere pronunciata prima che siano decorse 48 ore dalla notifica: tale termine è imprescindibile per garantire il contraddittorio e il diritto di difesa.
  • Se il giudice convalida il provvedimento prima della scadenza delle 48 ore o prima che il destinatario abbia avuto ragionevole accesso agli atti, la convalida è nulla e ciò comporta l'annullamento del provvedimento convalidato.
  • Il diritto di accesso agli atti comprende la possibilità di ottenere copia in tempi utili per preparare la difesa; l'ostruzione o il ritardo nell'ottenimento delle copie digitali può integrare una lesione del diritto di difesa.
  • Quando le memorie difensive sono depositate entro il termine delle 48 ore ma la convalida è stata emessa prima del loro deposito, il giudice non ha rispettato il contraddittorio: ciò giustifica l'annullamento senza rinvio e l'inefficacia, almeno parziale, del provvedimento amministrativo impugnato.
  • In situazioni analoghe, il rimedio più probabile per il destinatario è il ricorso per cassazione basato sulla violazione del termine di 48 ore e sulla lesione del diritto di difesa; le conclusioni pratiche possono limitare l'inefficacia ai soli obblighi assoggettanti la persona (qui l'obbligo di presentazione)

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