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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33261/2022 del 09/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La società proprietaria dei beni sequestrati impugna l'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo di un'area e di un capannone, deducendo l'omessa e insufficiente motivazione del giudice di merito. In particolare sostiene che il Tribunale ha limitato il proprio esame alla titolarità e alla buona fede del terzo, tralasciando di valutare i presupposti del sequestro (fumus del reato e periculum), non ha considerato la consulenza tecnica prodotta e non ha spiegato in che modo la disponibilità del bene potesse pregiudicare gli interessi urbanistici o l'assetto del territorio. Inoltre contesta l'applicazione di un precedente giurisprudenziale non pertinente, che avrebbe ingiustamente circoscritto l'oggetto del riesame.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo fondata la doglianza sulla mancanza assoluta di motivazione. Ha osservato che il Tribunale ha contraddittoriamente escluso la natura di terzo estraneo e la buona fede della società ma, al contempo, ha ritenuto non necessario esaminare i presupposti del sequestro (fumus e periculum). Ha inoltre rilevato che il precedente giurisprudenziale richiamato non era applicabile al caso, in quanto concerneva situazioni in cui il bene era nella disponibilità materiale dell'autore del reato e il proprietario era soggetto terzo ed estraneo. Per queste ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di Roma per un nuovo giudizio sul punto.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 380/2002, art. 44

    Norma sostanziale richiamata quale titolo di contestazione (illecito edilizio) che costituisce il presunto fumus del reato alla base del sequestro preventivo.

  • Codice di procedura penale, art. 125, comma 3

    Principio secondo cui la mancanza assoluta o l'apparenza della motivazione può integrare nullità; la Corte ricorda che le censure in cassazione sulle misure reali sono ammissibili per violazione di legge quando ricorra tale nullità.

  • Codice di procedura penale, art. 322

    Disciplina il riesame; la Corte sottolinea la legittimazione del proprietario del bene sequestrato a richiedere il riesame e l'opportunità che il giudice valuti anche i presupposti del sequestro quando il terzo è soggetto cui è stato direttamente sottratto il bene.

  • Giurisprudenza: Sez.3, n.42037 del 14/09/2016 (Rv.268070)

    Precedente richiamato dal Tribunale secondo cui il terzo che chiede la restituzione non può contestare i presupposti della misura se il bene è nella disponibilità materiale dell'autore del reato; la Corte di cassazione rileva che tale orientamento non era applicabile nel caso concreto perché qui non sussiste la scissione tra titolare e possessore come nel precedente.

Massime di principio

  • Quando il proprietario del bene è parte direttamente colpita dal sequestro, il giudice del riesame deve comunque considerare, oltre alla titolarità e alla buona fede del terzo, i presupposti del provvedimento cautelare (fumus e periculum) se questi sono stati dedotti.
  • La mancanza assoluta di motivazione su questioni decisive per l'esito del riesame può determinare l'annullamento del provvedimento in cassazione per violazione di legge ai sensi dell'art. 125 c.p.p., comma 3.
  • I precedenti giurisprudenziali che limitano l'oggetto del riesame al solo diritto alla restituzione sono applicabili solo alle ipotesi in cui il bene sia nella disponibilità materiale dell'autore del reato e il proprietario sia un terzo estraneo; non vanno estesi a situazioni diverse senza adeguata motivazione.
  • Il terzo che richiede la restituzione deve comunque fornire elementi specifici a sostegno della pretesa (titolarità, buona fede, eventuale difetto di relazione concorsuale con l'indagato); tuttavia se contesta anche la sussistenza del fumus tale censura deve essere valutata dal giudice quando la posizione giuridica e fattuale del terzo rende rilevante il confronto su tali presupposti.
  • La consulenza tecnica e gli elementi tecnici rilevanti sull'impatto urbanistico/territoriale devono essere esaminati e motivati dal giudice se tali elementi sono invocati per dimostrare l'inesistenza del periculum o del pregiudizio agli interessi pubblici.

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