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Sentenza

Corte di giustizia, Sentenza C-187/19

Sentenza della Corte (Settima Sezione) del 4 giugno 2020. — Servizio europeo per l'azione esterna contro Stéphane De Loecker. — Impugnazione – Funzione pubblica – Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) – Agente temporaneo – Molestie psicologiche – Domanda di assistenza – Rigetto della domanda – Ricorso di annullamento e per risarcimento danni – Articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Diritto di essere ascoltato – Articolo 266 TFUE – Esecuzione della sentenza di annullamento. — Causa C-187/19 P

Giurisprudenza europea62019CJ0187

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte respinge l’impugnazione del SEAE contro la sentenza del Tribunale che aveva annullato il rigetto della domanda di assistenza presentata dal sig. De Loecker per asserite molestie psicologiche. La Corte conferma che il diritto di essere ascoltato deve essere rispettato già nella fase istruttoria preliminare che precede la decisione finale di rigetto. L’argomento del SEAE secondo cui l’audizione poteva avvenire solo prima della decisione definitiva viene respinto.

Impugnazione SEAE respinta: il diritto di essere ascoltato dell’agente temporaneo che chiede assistenza per molestie psicologiche deve essere garantito già nella fase di analisi preliminare svolta prima della decisione di rigetto della domanda.

La questione giuridica

Se il Tribunale avesse errato nel ritenere che, per adottare una decisione di rigetto di una domanda di assistenza per molestie psicologiche ai sensi degli articoli 12 bis e 24 dello Statuto, il SEAE dovesse sentire l’interessato già nella fase di analisi preliminare svolta dall’IDOC/servizi competenti prima della decisione finale; se avesse interpretato erroneamente la sentenza De Loecker/SEAE del 16 dicembre 2015 e, in subordine, se fosse applicabile il ragionamento della sentenza Kerstens/Commissione.

Principio di diritto

La Corte afferma che, quando un agente temporaneo presenta una domanda di assistenza per molestie psicologiche ex articoli 12 bis e 24 dello Statuto, l’amministrazione deve garantire il diritto di essere ascoltato ai sensi dell’articolo 41, paragrafo 2, lettera a), della Carta prima di adottare la decisione che rigetta la domanda, e tale garanzia deve operare già nella fase di analisi preliminare che conduce alla decisione finale; non è quindi legittimo respingere la domanda senza aver dato all’interessato la possibilità di far valere utilmente le proprie osservazioni in quella fase. L’impugnazione del SEAE è pertanto respinta e il SEAE è condannato alle spese.

Norme richiamate

  • Articolo 56 dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea
  • Articolo 12 bis dello Statuto dei funzionari dell’Unione europea
  • Articolo 24 dello Statuto dei funzionari dell’Unione europea
  • Articolo 90 dello Statuto dei funzionari dell’Unione europea
  • Articolo 11 del Regime applicabile agli altri agenti dell’Unione europea
  • Articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
  • Articolo 41, paragrafo 2, lettera a), della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
  • Articolo 266 TFUE
  • Articolo 138, paragrafo 1, del regolamento di procedura della Corte
  • Articolo 184, paragrafo 1, del regolamento di procedura della Corte

Impugnazione del SEAE contro l’annullamento del rigetto di una domanda di assistenza per molestie psicologiche

La causa è un’impugnazione proposta dal Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) avverso la sentenza del Tribunale dell’Unione europea del 13 dicembre 2018, De Loecker/SEAE (T‑537/17). La controversia riguarda la gestione di una domanda di assistenza presentata da un ex agente temporaneo del SEAE per asserite molestie psicologiche e la portata del diritto di essere ascoltato nel procedimento amministrativo che ha condotto al rigetto della domanda.

Parti e precedente contenzioso

Il ricorrente in impugnazione è il SEAE. La controparte è Stéphane De Loecker, ex agente temporaneo del SEAE, già ricorrente in primo grado.

Il procedimento trae origine da una serie di atti amministrativi e contenziosi interni alla funzione pubblica UE:

  • il sig. De Loecker era stato richiamato dal posto di capo delegazione a Bujumbura e trasferito a Bruxelles;
  • successivamente aveva presentato, il 9 dicembre 2013, una domanda di assistenza ai sensi degli articoli 12 bis e 24 dello Statuto, denunciando molestie psicologiche da parte del direttore generale amministrativo;
  • la domanda era stata respinta con decisione del 14 aprile 2014;
  • tale decisione era stata annullata dal Tribunale della funzione pubblica con sentenza del 16 dicembre 2015, per violazione del diritto di essere ascoltato ai sensi dell’articolo 41, paragrafo 2, lettera a), della Carta.

Normativa rilevante

La Corte richiama in particolare:

  • l’articolo 12 bis dello Statuto dei funzionari, relativo al divieto di molestie psicologiche e alla definizione di tale nozione;
  • l’articolo 24 dello Statuto, che impone all’Unione un dovere di assistenza verso il funzionario;
  • l’articolo 90 dello Statuto, sulla procedura di reclamo e sui termini interni;
  • l’articolo 11 del RAA, che rende applicabili per analogia agli agenti temporanei le disposizioni statutarie richiamate;
  • l’articolo 41 della Carta, in particolare il paragrafo 2, lettera a), sul diritto di essere ascoltato;
  • l’articolo 266 TFUE, relativo agli obblighi dell’istituzione in esecuzione di una sentenza di annullamento.

Fatti essenziali e iter amministrativo

Dopo la denuncia del sig. De Loecker, il SEAE aveva trasmesso il fascicolo alla DG "Risorse umane e sicurezza" della Commissione e all’IDOC per una valutazione. Con decisione del 14 aprile 2014, l’alto rappresentante aveva respinto la domanda di assistenza ritenendo, sulla base dell’analisi svolta, che non fosse necessario aprire un’indagine amministrativa.

In seguito all’annullamento di tale decisione da parte del Tribunale della funzione pubblica, il SEAE ha riaperto il procedimento e ha chiesto al sig. De Loecker di trasmettere eventuali elementi aggiuntivi. Dopo un nuovo riesame, il segretario generale del SEAE ha adottato la decisione controversa, respingendo nuovamente la domanda di assistenza, in parte per irricevibilità e in ogni caso per infondatezza.

Sentenza impugnata del Tribunale

Il Tribunale, investito del ricorso del sig. De Loecker, ha ritenuto che il SEAE non avesse correttamente eseguito la sentenza di annullamento del 16 dicembre 2015. Secondo il Tribunale, il diritto di essere ascoltato avrebbe dovuto essere garantito non soltanto prima della decisione finale, ma già nella fase di analisi preliminare svolta dall’IDOC, fase da cui dipendeva la successiva decisione di rigetto.

Il Tribunale ha quindi annullato la decisione controversa per violazione dell’articolo 41 della Carta, pur respingendo la domanda risarcitoria del sig. De Loecker.

Motivo unico di impugnazione del SEAE

Il SEAE ha dedotto un unico motivo, articolato in tre parti:

  • il Tribunale non avrebbe tenuto conto del fatto che il sig. De Loecker era già stato ascoltato, potendo presentare elementi aggiuntivi prima della nuova analisi preliminare;
  • il Tribunale avrebbe interpretato erroneamente la sentenza del 16 dicembre 2015, ritenendo che imponesse l’audizione già nella fase preliminare;
  • il Tribunale avrebbe erroneamente richiamato la sentenza Kerstens/Commissione, relativa a una diversa situazione procedurale.

Il sig. De Loecker ha eccepito l’irricevibilità dell’impugnazione, sostenendo che il SEAE si limitasse a riproporre argomenti di fatto e di diritto già esaminati nei precedenti gradi di giudizio.

Valutazione della Corte sulla ricevibilità

La Corte respinge l’eccezione di irricevibilità. Ribadisce che, in sede di impugnazione, una parte può contestare l’interpretazione o l’applicazione del diritto dell’Unione compiuta dal Tribunale anche riproponendo argomenti già dedotti in primo grado. Poiché il SEAE censurava l’interpretazione dell’articolo 41 della Carta e della sentenza precedente, l’impugnazione era ricevibile.

Ragionamento della Corte sul diritto di essere ascoltato

La Corte ricorda che:

  • una persona che presenta una domanda di assistenza per molestie può invocare il diritto di essere ascoltata sui fatti che la riguardano, in forza del principio di buona amministrazione;
  • l’articolo 41, paragrafo 2, lettera a), della Carta garantisce il diritto di ogni persona a essere ascoltata prima dell’adozione di un provvedimento individuale che le rechi pregiudizio;
  • tale diritto consente all’interessato di esporre utilmente il proprio punto di vista e mira sia a un’istruzione corretta del fascicolo sia a una migliore tutela dell’interessato.

Applicando tali principi, la Corte osserva che la decisione controversa, con cui il SEAE ha respinto la domanda di assistenza, costituisce un provvedimento individuale lesivo. Inoltre, il rigetto si basava sull’analisi preliminare svolta dall’IDOC, che aveva formulato una relazione e raccomandazioni sulle quali il SEAE aveva fondato la propria decisione.

La Corte sottolinea che il sig. De Loecker era stato ascoltato prima della nuova trasmissione del fascicolo, ma non era stato ascoltato né durante l’analisi preliminare dell’IDOC, né prima della formulazione delle raccomandazioni, né prima dell’adozione della decisione finale. Di conseguenza, il diritto di essere ascoltato avrebbe dovuto essere rispettato proprio nell’ambito dell’istruzione svolta dall’IDOC, poiché un’audizione effettiva avrebbe potuto influenzare l’esito dell’analisi e perfino condurre all’apertura di un’indagine amministrativa.

Rilevanza dell’esecuzione della sentenza precedente e della sentenza Kerstens

La Corte conferma che il Tribunale non ha violato l’articolo 41 della Carta né ha interpretato erroneamente la sentenza del 16 dicembre 2015. L’argomento del SEAE, secondo cui il diritto di essere ascoltato sarebbe stato già rispettato perché il sig. De Loecker aveva potuto presentare osservazioni iniziali, viene respinto perché non equivale a una vera audizione nella fase decisiva dell’istruttoria preliminare.

Quanto al richiamo alla sentenza Kerstens/Commissione, la Corte lo considera una motivazione sovrabbondante del Tribunale e quindi inconferente ai fini della soluzione della controversia.

Dispositivo

La Corte:

  • respinge l’impugnazione;
  • condanna il SEAE alle spese.

Principio affermato

Nel procedimento di esame di una domanda di assistenza per molestie psicologiche presentata da un agente temporaneo, il diritto di essere ascoltato ex articolo 41, paragrafo 2, lettera a), della Carta deve essere garantito prima dell’adozione della decisione di rigetto e, in particolare, durante la fase di analisi preliminare che prepara quella decisione; la mera possibilità di presentare osservazioni prima della trasmissione del fascicolo o prima della decisione finale non basta se l’interessato non è stato messo in condizione di influire utilmente sull’istruttoria che ha determinato il rigetto.

Come è indicizzato

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