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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47677/2023 del 28/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza con due censure principali: 1) la confisca di cinque telefoni cellulari rinvenuti presso l'abitazione, contestando l'applicazione dell'art. 240 c.p. perché non sarebbe stata fornita prova che i telefoni fossero provento di reato, essendo stati sequestrati in occasione della perquisizione e contestata all'imputato la sola detenzione di stupefacenti; 2) la confisca di 3.455 euro trovati in casa, censurata in relazione all'art. 240 c.p. e all'art. 87 del d.P.R. n. 309/1990, perché non sarebbe stata dimostrata la provenienza illecita del denaro né il nesso tra quella somma e il reato contestato (sola detenzione finalizzata alla cessione).

La decisione

La Cassazione ha ritenuto il ricorso in parte fondato e in parte infondato. Ha respinto la censura relativa ai telefoni cellulari: la confisca è stata considerata adeguatamente motivata dal giudice di merito, che ha posto rilievo sul numero 'esorbitante' di dispositivi e sull'assenza di spiegazioni alternative, ritenendo il possesso sintomatico della finalizzazione delittuosa. Ha invece accolto il motivo relativo alla somma di denaro: la motivazione della confisca è viziata perché il giudice aveva ritenuto il denaro "frutto di spaccio", ossia provento di un reato diverso (la cessione) non contestato e non accertato. La Corte ha richiamato l'esigenza di un nesso di pertinenzialità tra denaro e reato per procedere alla confisca, nonché la necessità di valutare la sproporzione tra somma e reddito/patrimonio ai fini delle confische di valore (art. 85-bis e art. 240-bis), e ha annullato la parte della sentenza relativa alla confisca del denaro, rinviando al GIP di Genova per nuovo giudizio limitatamente a quel punto.

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    applicazione della pena mediante procedimento di patteggiamento

    La sentenza di patteggiamento con confisca è impugnabile in Cassazione per vizio di motivazione secondo l'art. 606 c.p.p.; la disciplina del patteggiamento non impedisce il sindacato sulle misure ablative quando la motivazione sia carente

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    Regola i delitti in materia di stupefacenti; comma 1 (reato di detenzione a fini di cessione), comma 7-bis consente confisca per equivalente dei beni di cui il reo abbia disponibilità quando non è possibile confiscare il profitto; tuttavia la confisca ex comma 7-bis richiede il nesso di pertinenzialità tra beni e attività illecita e non può sostituire la prova a carico per reati diversi da quello contestato

  • art. 240 cod. pen.

    Disciplina la confisca per reati in generale; va interpretato richiedendo prova o convincente motivazione del nesso tra il bene confiscato e il reato; non può fondarsi su mere sospette connessioni senza considerare la presunzione di non colpevolezza

  • art. 240-bis cod. pen.

    Regola forme di confisca di valore e condizioni particolari per l'applicazione dell'ablazione patrimoniale anche quando il bene non è direttamente strumentale o profitto del reato; richiede condizioni e motivazione puntuale

  • art. 85-bis d.P.R. 309/1990

    Rinvio a disposizioni sulla confisca di valore; consente la confisca di beni per equivalente se ricorrono le condizioni previste dall'art. 240-bis e richiede dimostrazione della sproporzione tra somme trovate e reddito/patrimonio

  • art. 337 cod. pen.

    resistenza a pubblico ufficiale

    Delitto contestato e per il quale è stata applicata la pena nel patteggiamento insieme al reato p. art. 73 d.P.R. 309/1990

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione; la carenza o illogicità della motivazione è sindacabile in Cassazione anche con riferimento a sentenze di patteggiamento che hanno disposto confisca

  • art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. L. 18/12/2020)

    Prevede la trattazione scritta del procedimento in Cassazione salvo richiesta di discussione orale nei termini; procedimento applicato nel caso

  • Costituzione (artt. 24, 25, 27)

    Richiamate per i principi di diritto di difesa, presunzione di non colpevolezza, e principio di offensività: la confisca non può essere fondata su mere sospette congetture che elidano onere della prova o estendano la pena per fatti non contestati

Massime di principio

  • La confisca di oggetti strumentali (es. telefoni) può essere giustificata se il giudice di merito fornisce motivazione logica e riferita a elementi concreti (p.es. numero rilevante di dispositivi, assenza di plausibile uso lecito), che colleghino gli oggetti all'attività illecita.
  • La confisca di somme di denaro richiede un nesso di pertinenzialità tra denaro e reato specificamente contestato; non è ammissibile fondare la confisca sulla mera supposizione che il denaro sia provento di un reato diverso non contestato (p.es. cessione), pena la violazione dei principi costituzionali.
  • Per le confische 'di valore' ai sensi dell'art. 85-bis e dell'art. 240-bis è necessaria una motivazione specifica che includa la sproporzione tra l'importo sequestrato e il reddito/patrimonio del soggetto, così da giustificare la presunzione di provenienza illecita.
  • La sentenza di patteggiamento che dispone confisca è sindacabile in Cassazione per vizi di motivazione: il giudice deve esplicitare il collegamento probatorio tra bene e reato e non limitarsi a conclusioni astratte.
  • In situazioni analoghe, il difensore dovrebbe sollecitare in sede di merito (e contestualmente in impugnazione) l'acquisizione o la deduzione di elementi che giustifichino un'origine lecita delle somme o degli oggetti (documenti bancari, prove di reddito, spiegazioni credibili), mentre la P.G. deve dimostrare il nesso con l'attività illecita per ottenere la confisca.

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